Nel regno dei re del death metal newyorkese: Immolation (2014)!
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Channel Zero, Lubiana
Data del concerto: 16.02.2014
Se c’è una cosa che non sopporto sono i concerti della domenica, per colpa del lunedì che arriva subito dopo, ovvio. Ma se la messa domenicale la celebrano i re newyorkesi del death metal Immolation, allora chi se ne frega di cosa c’è il giorno dopo. Gli Immolation ci avevano fatto visita l’ultima volta tre anni fa, e stavolta ci hanno invitati nel regno della cospirazione con il loro disco ancora fresco, Kingdom of Conspiracy. E visto che gli Immolation sono una band death metal che, per status dal vivo, è avvicinata solo dai loro concittadini Suffocation, a un invito così devi per forza rispondere.
Già prima del concerto si fiutava che prima del protagonista della serata avremmo sofferto di nuovo e infatti, già i primi della lista, i bulgari Eufobia, sono stati una noia mortale. Il quartetto di Sofia dovrebbe suonare death metal e in effetti al genere somigliavano, ma nella loro musica mettono insieme solo i suoi momenti peggiori. Riff generici, voce generica, assoli generici e batteria generica. Sì, negli Eufobia non c’è proprio niente che spicchi, ed è anche per questo che sotto il palco, per un pezzo o due, eravamo al massimo una cinquantina. Bello, comunque, sentire una band dalla Bulgaria, che non è certo famosa come patria del metal, ma da quello che ho sentito non mi interessa granché cos’altro abbia da offrire questo paese in ambito metal.
Anche se si sarebbe dovuti migliorare, con i successivi sul palco si è andati ancora peggio. I francesi Sweetest Devilry hanno servito un quasi-death metal dal suono ancora più scadente, tinto soprattutto di moderno, con dei “ranocchi” che suonavano come dei Children of Bodom appena un po’ più aggressivi, senza tastiere. Se la parte strumentale della band a tratti mostrava magari qualche scintilla di ascoltabile, a distruggere e schiacciare tutto ci ha pensato una voce pietosa, noiosa e monotona come la diretta di una seduta del parlamento. Almeno fra una »gaffe« di Pukšič e simili ci si può fare due risate. Entrambe le band avrebbero potuto investire i soldi di questo tour in un corso »101« su come si fa buona musica.
Le cose sono finalmente girate per il meglio con il terzo gruppo, i mitici Broken Hope di Chicago, che due anni fa si sono risvegliati dal coma da pensionati dopo dieci anni di vegetare e l’anno scorso hanno pubblicato un potente album del ritorno, Omen of Disease. I Broken Hope sono considerati tra i fondatori del cosiddetto slam death metal e ci siamo presi un vero cazzotto di death metal classico, »old-school«, brutale. Anche se il suono non li ha aiutati granché, i brutali di Chicago non si sono fatti scomporre e hanno sputato fuori un’esibizione davvero buona e viva, risvegliando anche il pubblico, che i primi due miserabili avevano ammazzato come una messa domenicale in diretta. L’attenzione sul palco l’ha calamitata soprattutto il vocalist barbuto e carico Damien Leski (Gorgasm), che si è occupato di un growl ultra profondo, mentre ci ha messo del suo anche il bassista scatenato, che per come si è presentato avrebbe trovato posto senza problemi anche in qualche band hardcore. Nonostante l’ottima performance, con anche qualche classico dei dischi del primo periodo, verso la fine i Broken Hope sono comunque diventati un po’ monotoni e ripetitivi, soprattutto per via di riff piuttosto piatti e di assoli di chitarra noiosi, ingabbiati del tutto negli standard.
Ma alla fine i Broken Hope erano solo l’antipasto del dolce finale con quelli che si aspettavano davvero! I re newyorkesi del death metal Immolation sono ormai una presenza fissa sui nostri palchi, ma siccome gli »Yonkers« ogni singola volta devastano il palco con un concerto fenomenale, ci facciamo trovare sempre carichi come se fosse la loro prima visita nel nostro piccolo paese. Anche stavolta non è stato diverso: appena si sono spente le luci, il pubblico, pur poco numeroso, si è stipato sotto il palco e ha salutato i re come si deve. Nell’ultima visita gli Immolation ci avevano annientati con l’album Majesty And Decay, stavolta hanno presentato il loro cadavere fresco, Kingdom of Conspiracy. La leggendaria formazione ha fatto capire fin dal primo secondo perché si è guadagnata col sangue lo status di giganti dal vivo – si prendono il palco senza mezzi termini, con in testa il colossale comandante Ross Dolan, uno dei migliori frontman del death metal, che riesce a creare un contatto davvero autentico col pubblico mentre le sue voci le tira fuori direttamente dalle fauci demoniache dell’inferno. Poi c’è la macchina umana, il batterista Steve Shalaty, e il dio della chitarra death metal Robert »Bob« Vigna, il cui fendere l’aria con la chitarra è leggendario almeno quanto i suoi riff diabolici e massicci, che ti massacrano le orecchie come un martello idraulico da dieci tonnellate. Gli dèi del death metal hanno dedicato più spazio al disco attuale, ma hanno anche rinfrescato per bene la scaletta, scrollandosi di dosso perfino inni standard come No Jesus No Beast e facendo così posto a delizie come Despondent Souls, Lost Passion, Of Martyrs And Men, e si sono ricordati persino del fenomenale EP Providence. Anche se gli Immolation meriterebbero di suonare davanti a un pubblico più grande, non si sono fatti scoraggiare e hanno dato tutto, non solo con una performance di altissimo livello ma anche con una comunicazione splendida col pubblico, che alla band non è rimasto in debito. L’unico vero neo del concerto degli Immolation è stato il suono pessimo, che ha quasi del tutto soffocato le linee di chitarra blasfeme. Il »colpo di frusta« non si è ancora nemmeno raffreddato e già non vediamo l’ora che arrivi finalmente quel luglio e il Metaldays. Mi vengono i brividi solo a pensare agli Immolation sotto il cielo aperto e le chiome degli alberi del palco piccolo. A Glorious Epoch!
Scaletta
IMMOLATION:
1. Kingdom of Conspiracy
2. Majesty And Decay
3. What They Bring
4. A Spectacle of Lies
5. Lost Passion
6. God Complex
7. Providence
8. Of Martyrs And Men
9. Bound to Order
10. A Glorious Epoch
11. Hate’s Plague
12. Those Left Behind
13. Indoctrinate
14. Nailed To Gold
15. Challenge the Storm
16. All That Awaits Us
17. Despondent Souls
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