Nemmeno i grinder riescono a scacciare l’estate… (2011)

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Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad

Luogo: Menza pri koritu, Lubiana
Data del concerto: 22.09.2011
Numero di spettatori: 0
Prezzo del biglietto: 7€/10€

Per il primo venerdì sera d’autunno di quest’anno la crew di BangYourBrain ha portato a Lubiana il pacchetto grind singaporiano-americano Wormrot/Maruta, spalleggiato alla grande dalla polenta di Brežice dei Dickless Tracy.

In quella calda serata, davanti alla porta della Menza a Metelkova, si è radunata la folla prevista (circa 50) di grinder, che tra una birrozza, un tè al luppolo e qualche sigaretta verde aspettavano il brutale stupro delle orecchie (senza lubrificante, ovviamente…). Il concerto è iniziato un’ora più tardi del previsto, ma questo non ha rovinato il piacevole sbronzarsi ehm… socializzare (anzi, tutto il contrario), e il ritardo, vista la quantità di materiale musicale pubblicato dalla maggior parte dei gruppi, non è stato nemmeno una sorpresa.

Alle dieci in punto ci hanno quindi attaccato dal palco i Dickless Tracy, e stavolta erano in quattro! Il suono era a posto, il pubblico (il più numeroso della serata, come si è visto dopo) contento, la band pure, e le solite canzoncine sentite mille volte hanno ripreso a girare per le nostre orecchie, teste e budella. Come già detto in qualche report precedente, il grind dei senza-cazzo è allegro e piacevole all’ascolto, e di ignoranza musicale non si può certo accusarli, anche se è vero che ogni concerto lo prendono come una prova aperta al pubblico. Del resto, visto che conoscono di persona il 90% della gente sotto il palco, non gli si può proprio rimproverare niente. Come al solito il set è volato (che la gente conoscesse i loro pezzi a memoria e che il festino fosse all’altezza non c’è nemmeno bisogno di dirlo) e il pubblico si è presto rimesso a godersi i profumi della notte di Metelkova, aggiungendoci pure il proprio contributo (di profumi, intendo)…

Subito, ma proprio subito dopo i matadores locali, sul palco sono saliti i Maruta dalla Florida. Esistono ufficialmente dal 2005, quando dei ragazzini, già temprati in gruppi death/grind locali per lo più di fiato corto, hanno messo insieme la (poca) conoscenza dei loro strumenti. In questi anni hanno pubblicato due album e accumulato un numero infinito di concerti, e venerdì ci hanno assalito con un grind bestiale, ma hanno un problema piuttosto serio per la vita a lungo termine della band: dal vivo sono monotoni… Il grind che su disco suona giovanile e allegro e mostra due dita bene in alto (e non il pollice) alle norme sociali, quella sera suonava stanco, senza idee e senza energia. Forse anche per colpa del pubblico poco numeroso (però, cazzo, i grinder mica suonano davanti a stadi sold out) la band sembrava annoiata e senza idee su come trasmettere al pubblico l’energia della propria musica. Hanno sparato il loro set in modo corretto, hanno ringraziato il pubblico e hanno lasciato il palco. Chi era venuto per “fare casino” è stato soddisfatto senza problemi, mentre noi che eravamo ancora (relativamente) sobri siamo andati in pausa sigaretta con un vago retrogusto amaro in bocca (e non di birra)…

Siccome le pause tra una band e l’altra erano quella sera quasi troppo corte (o i dibattiti davanti alla Menza troppo lunghi, chissà…) siamo presto rientrati nella “sala concerti” per vedere anche l’attrazione singaporiana a tre teste, i Wormrot. Proprio come i Maruta prima di loro, anche i Wormrot hanno pubblicato due album, più qualche split. Però erano decisamente più allegri dei ragazzi americani di prima, e hanno presentato la loro interpretazione della musica, di sicuro condizionata dall’aria del paese da cui vengono, con un entusiasmo da neo-ammessi all’organizzazione dei pionieri. Hanno scosso fino al midollo un pubblico di forse 30 teste, regalando una vera scarica di grind nelle budella e un ottimo benvenuto all’autunno, che cerca di intrufolarsi nel nostro paesino ma da noi, comunque, il sole splende ancora… Tutto è passato fin troppo in fretta, ma da una band con due dischi in tutto non ci si può certo aspettare un set di 90 minuti.

Forse in questo report si parla un po’ meno della musica dei gruppi, ma il vero grind è semplicemente uno stato d’animo che ogni volta ti riduce in briciole e allo stesso tempo ti carica dell’energia che ci serve per mostrare orgogliosamente al mondo i nostri indici tesi… insomma, grind. Chi capisce, capisce, agli altri comunque non frega niente. Chi ha capito, quindi, ha potuto godersi una bella serata in compagnia delle persone giuste e con della buona musica, gli altri comunque non erano lì…

Foto: Nina Grad

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