Nightfall in Middle-Earth

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Blind Guardian
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 1998
Durata: 65:31
Voto: 5/5

Al contrario di quanto si pensa comunemente nella scena metal, prima del loro magnum opus del 1998, »Nightfall in Middle-Earth«, ispirato al capolavoro letterario ‘Silmarillion’, i campioni tedeschi del power/prog metal Blind Guardian non avevano scritto poi tanti pezzi basati sulle opere dello scrittore fantasy britannico J.R.R. Tolkien. Tutte le loro canzoni nate dai testi di Tolkien prima dell’uscita di »Nightfall in Middle-Earth« si contavano sulle dita (»Majesty«, »Run For the Night«, »By the Gates of Moria«, »Gandalf’s Rebirth«, »Lord of the Rings« e »The Bard’s Song – The Hobbit«), visto che i Blind Guardian hanno pescato ispirazione a piene mani anche dalle creazioni di tanti altri scrittori, come Stephen King, Frank Herbert e Michael Moorcock, giusto per citarne qualcuno. Eppure ancora oggi i Blind Guardian sono famosi soprattutto per aver ‘sezionato’ la mitologia di Tolkien, e con »Nightfall in Middle-Earth« hanno toccato l’apice, raggiungendo il loro culmine artistico. 

È stato il primo album dei Blind Guardian in cui il cantante Hansi Kürsch ha mollato il basso per concentrarsi del tutto sul canto, mentre alle quattro corde è arrivato come ospite Oliver Holzwarth, che poco dopo è diventato un collaboratore fisso. Dopo un sacco di allenamento Kürsch ha portato la sua voce a una forma impressionante, ed è proprio la sua prestazione la chiave che fa prendere vita in modo così convincente a un concept tanto ambizioso per gran parte del disco. I due chitarristi, Andre Olbrich e Markus Siepen, hanno sfornato armonie di un gusto incredibile, passaggi chitarristici fulminei e un mucchio di interludi acustici, mentre agli arrangiamenti sinfonici ha dato una mano il tastierista ospite Michael Schuren, in seguito anche collaboratore storico dal vivo. I passaggi di batteria spesso incandescenti di Thomas Stauch sono stati fondamentali perché la band, nei momenti concettuali più drammatici, non perdesse nemmeno un briciolo di durezza. In alcuni brani c’erano anche arrangiamenti orchestrali ospiti, con tanto di flauto, che hanno cementato la graduale evoluzione dei Blind Guardian dallo speed e dal power metal verso il metal progressivo. 

Il concetto di ‘calare della notte’ nella Terra di Mezzo lo riconosceranno al volo tutti quelli che hanno letto la ‘bibbia’ tolkieniana della Terra di Mezzo, il ‘Silmarillion’. »Nightfall in Middle-Earth« si concentra sulle storie del primo signore oscuro Melkor, ovvero Morgoth, dell’ostinato elfo Feanor e del tragico pellegrinaggio del suo popolo verso ovest, dei gioielli, i Silmarilli, della città elfica nascosta di Gondolin e della storia d’amore tra il mortale Beren e la principessa elfica Luthien, tutte collocate cronologicamente nella cosiddetta Prima Era della Terra di Mezzo. I singoli brani sono legati tra loro da brevi ouverture strumentali e brevi dialoghi, tutti di ottima qualità, il che significa anche che niente ‘inglese alla svevo’ come capitava a certe band tedesche simili. Una dose abbondante di magia tolkieniana la porta poi l’ottima copertina di Marshall, dove Luthien danza davanti a Morgoth, a Sauron (sullo sfondo, con lo scudo), a Beren (in forma modificata, da lupo) e a un esercito di orchi e goblin. 

Già l’opener, »War of Wrath«, con il dialogo tra il futuro ‘Signore degli Anelli’ Sauron, allora ancora umile e terrorizzato servitore, e il suo arrogante padrone, il primo signore oscuro Morgoth, che brama di rubare i Silmarilli all’elfo Feanor e di spegnere ogni luce nella Terra di Mezzo, è la più memorabile di tutta la storia della band. A seguire arriva il pezzo evergreen micidiale »Into the Storm«, istantaneo classico dal vivo, dove Kürsch regala un dramma vocale eccellente, teatralissimo, soprattutto perché si è immedesimato fino in fondo nella parte del signore oscuro, mentre intorno a lui girano passaggi di chitarra taglienti, stacchi di batteria selvaggi e armonie epiche. »Lammoth«, dove Melkor, intrappolato nella ragnatela della gigantesca ragna Ungoliath, chiama in aiuto ruggendo il suo fedele esercito di orchi e goblin, fa da ouverture alla malinconica evergreen »Nightfall«. Quest’ultima è un altro evergreen epico con possenti armonie vocali fortemente influenzate dai leggendari Queen, che danno davvero l’impressione di un lutto collettivo, mentre Kürsch dimostra ancora una volta di essere diventato, ormai, uno dei maestri vocali di punta della scena metal europea. 

L’atmosfera epica, quasi cinematografica, in cui musica e testi fanno rivivere i tanti personaggi pittoreschi del classico letterario di Tolkien, cresce in modo intensissimo lungo tutto l’album. La ballata da trovatore »The Minstrel« è l’introduzione alla drammatica epopea »The Curse of Feanor«, che con una combinazione di armonie chitarristiche potenti, stacchi di batteria assassini e una prestazione vocale brutale ed epica racconta in modo vivido l’immensa rabbia di Feanor contro il signore oscuro, la tragedia del suo popolo durante la migrazione verso la parte occidentale della Terra di Mezzo e la maledizione che ha investito tutta la sua stirpe. »Captured« contiene lo scherno arrogante di Morgoth verso Maedhros, figlio di Feanor e suo prigioniero, e fa da introduzione alla dinamicissima epopea »Blood Tears«, che ha entusiasmato soprattutto con le sue bellissime armonie vocali, i passaggi di chitarra virtuosi e gli splendidi arrangiamenti sinfonici, che insieme rendono bene la sofferenza di Maedhros incatenato. 

Il capolavoro evergreen »Mirror Mirror«, storia epica della costruzione della città elfica nascosta di Gondolin sotto la guida del saggio re Turgon, uscito anche come singolo, si è iscritto per sempre tra i più grandi classici dei Blind Guardian. Una combinazione maestosa e drammatica di armonie di chitarra epiche e possenti arrangiamenti orchestrali, poggiati su stampede di batteria, coronata da una delle migliori prove vocali della carriera di Kürsch. »Face The Truth« è una breve introduzione alla delizia eclettica »Noldor (Dead Winter Reigns)«, dove si svela il crudele destino del ramo noldorin degli elfi, che subisce perdite enormi nelle distese di neve. Qui Kürsch strega ancora una volta con il suo camaleontismo vocale, mentre l’atmosfera drammatica sale di continuo grazie alle armonie vocali epiche. 

»The Battle of Sudden Flame«, che tocca l’assedio della fortezza di Morgoth, Angband, è l’ouverture di un classico definitivo, »Time Stands Still (At the Iron Hill)«, probabilmente addirittura il picco epico di tutto l’album, dove sul campo di battaglia si scontrano il re elfico Fingolfin e un Morgoth ferito più volte, che alla fine esce vincitore dallo scontro epico. Il clou di questo capolavoro è l’incontro tra il re elfico e il signore oscuro, dove Kürsch, accompagnato da polifonie epiche e potenti multiarmonie, si cala in modo incredibile in entrambi i ruoli. 

»The Dark Elf«, dedicata all’elfo oscuro Eöl, che con la sorella di Turgon ha generato il traditore Maeglin, principale responsabile della caduta di Gondolin, è una breve ouverture al dramma eclettico »Thorn«, dove l’atmosfera cambia di secondo in secondo. Qui si svela il tragico destino sia dell’elfo traditore Maeglin sia del mortale Turin Turambar, che fu ingannato fino a sposare la propria sorella, nelle tenebre degli eroi caduti, ingannati dal signore oscuro e dal suo drago Glaurung, che hanno causato indirettamente la loro tragica fine.

 »The Eldar«, uno dei pochi momenti da ballata dell’album, contiene, grazie allo straordinario canto di Kürsch, l’addio del re elfico Finrod Felagund, morente e avvelenato, al suo amico, il mortale Beren. »Nom the Wise« è un breve lamento di Beren per il defunto Felagund. La marcia epica incandescente »When Sorrow Sang«, dove Beren canta il suo amore per Luthien e intanto è consapevole dei suoi ultimi istanti prima della morte tra le fauci del lupo di Morgoth, Carcaroth, è un altro dei vertici magnifici di questo grandioso album concettuale. 

»Out On the Water« è una breve ballata acustica dedicata all’ultima dimora di Beren e Luthien. »The Steadfast« segna il sogghigno di Morgoth davanti al prigioniero Hurin, che nonostante la tortura non volle rivelargli il segreto di Gondolin. Il capolavoro cupo »A Dark Passage«, che contiene il trionfo e la spacconeria di Morgoth dopo aver maledetto l’intera stirpe di Hurin e sconfitto gli eserciti uniti dei suoi più grandi nemici, è il climax epico di »Nightfall in Middle-Earth«. Kursh si è di nuovo immedesimato alla grande nel ruolo dell’arrogante signore oscuro, mentre l’atmosfera epica fino alla marcia conclusiva è stata infiammata da pittoreschi cambi di tempo, ottime armonie di chitarra e inserti orchestrali, che ancora una volta hanno creato un’atmosfera eccezionale. La chiusura »Final Chapter (Thus Ends…)« è il messaggio finale sul trionfo (temporaneo) di Morgoth grazie al tradimento, ma contiene anche un raggio di nuova speranza per tutti i popoli liberi della Terra di Mezzo. 

Nella riedizione dell’album del 2007 c’era la ballata acustica »Harvest of Sorrow«, uscita in versione spagnola nel 2002 sul disco successivo »A Night at the Opera«, anche se a livello concettuale apparteneva a »Nightfall in Middle-Earth«, visto che parla dell’addio di Turin alla sorella defunta Nienor.

»Nighfall in Middle-Earth« è ancora oggi il gioiello più luminoso nella corona dei campioni tedeschi del prog/power metal. Un capolavoro concettuale basato sulle storie e sugli eventi del capolavoro letterario di Tolkien, il ‘Silmarillion’, uscito poco prima che nei cinema arrivasse la versione cinematografica della trilogia ‘Il Signore degli Anelli’, che ha fatto lievitare l’interesse per tutto ciò che aveva a che fare con le opere del maestro britannico della letteratura fantasy.

A differenza di tante band power metal simili, che di solito presentano la tematica fantasy attraverso la musica in modo troppo pomposo e pieno di esagerazioni, i Blind Guardian sono riusciti a creare un classico concettuale prog/power metal che ha superato alla grande la prova del tempo. Allo stesso tempo è stato il loro primo disco uscito in America, il che vuol dire che con questo hanno finalmente sfondato fuori dai confini europei. Se fosse uscito più tardi, il disco avrebbe probabilmente avuto un riscontro commerciale ancora maggiore, mentre la presentazione del concept esclusivamente in tedesco nel libretto dell’album è stata l’unica mossa davvero sbagliata della band. Nonostante i tanti annunci che »Nightfall in Middle-Earth« avrebbe avuto un seguito e che i Blind Guardian stessero progettando la seconda parte del concept epico sui Silmarilli e Morgoth, per ora il seguito non è ancora stato realizzato.

Formazione

Hansi Kürsch – voce solista e cori
André Olbrich – chitarra elettrica e acustica
Marcus Siepen – chitarra ritmica
Thomas Stauch – batteria, percussioni

MUSICISTI OSPITI:
Mathias Wiesner – tastiere, effetti orchestrali 
Michael Schüren – pianoforte a coda
Max Zelzner – flauto
Oliver Holzwarth – basso
Rolf Köhler – cori
Billy King – cori
Thomas Hackmann – cori
Olaf Senkbeil – cori
Douglas Fielding – voce narrante
Norman Eshley – voce narrante

Produzione

Flemming Rasmussen e Blind Guardian

Tracklist

1. War Of Wrath (1:50)
2. Into The Storm (4:24)
3. Lammoth (0:28)
4. Nightfall (5:34)
5. The Minstrel (0:32)
6. The Curse Of Feanor (5:41)
7. Captured (0:26)
8. Blood Tears (5:25)
9. Mirror Mirror (5:06)
10. Face The Truth (0:24)
11. Noldor (Dead Winter Reigns) (6:51)
12. Battle Of Sudden Flame (0:44)
13. Time Stands Still (At The Iron Hill) (4:53)
14. The Dark Elf (0:23)
15. Thorn (6:19)
16. The Eldar (3:39)
17. Nom The Wise (0:33)
18. When Sorrow Sang (4:25)
19. Out On The Water (0:44)
20. The Steadfast (0:21)
21. A Dark Passage (6:01)
22. Final Chapter (Thus Ends…) (0:48) 

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