No Apologies
Artista: Trapt
Etichetta: Eleven seven music
Uscita: 2011
Voto: 3/5
I Trapt sono quei ragazzi in gamba che sono sbucati sulla scena più o meno al tramonto del grunge. Con il quinto album “No Apologies” non si faranno nuovi fan, ma quelli vecchi li terranno di sicuro, perché il nuovo disco segue con successo i lavori del passato. “No Apologies” è quindi un disco Trapt dalla testa ai piedi, confinato nel raggio d’azione del suo messaggio, così come lo intende il movimento post-grunge.
A differenza dei colleghi più duri come Korn o Deftones, e anche Slipknot, i Trapt sono sempre stati considerati una corrente che fin dal suo apparire sulla scena ha messo dentro molto più alternative rock da una parte e, dall’altra, un impianto melodico e pop decisamente banale. I ritmi groove e la linea di basso tirata a lucido in produzione, che abbraccia il muro di riff, sono quello che dà alla musica il suo fuoco, la sua dinamica e la sua vitalità.
I Trapt hanno tenuto testi che parlano dei tormenti degli adolescenti e della loro ribellione alla macchina del conformismo, se così la vogliamo chiamare. Di ingenuità, infatti, non ne manca, e con un messaggio lirico così superficiale non possono convincere granché chi è nato dal 1987 in poi (più o meno). È difficile, in effetti, giustificare un simile approccio da “ribelli”, soprattutto se la superficialità dei testi è condita dal pathos di una voce che spesso singhiozza in lacrime. Ma perché lamentarsi? Il post grunge è pieno di roba così.
I Trapt salvano tutto con un’ottima produzione e, ovviamente, con un po’ di pompa mescolata dentro, quella che la natura ibrida della cultura riffistica alter metal può ancora permettersi. I pezzi sono brevi, diretti, compatti, rigorosamente prevedibili, perché poggiano su quattro o cinque accordi, ma montati su una sospensione di bombastica ritmica ultra groovy, che in pratica tiene i brani nel “drive” necessario e gli dà il giusto sapore. Una confezione dolce e furba, insomma, che regge anche un contenuto tra i più aspri e di provenienza dubbia.
I fan della band saranno entusiasti del disco, perché riprende tutto quello che avevano già offerto “Only Through The Pain” e, prima ancora, “Someone in Control”. Pezzi come Sound Off (uscito anche come primo singolo dell’album), Head Up High, End Of My Rope, Get Up, Overloaded e la title track entreranno sottopelle in un attimo a chiunque conosca la band. A distinguerli è più o meno solo la dose di rumore catturato. Per esempio, No Apologies suona più morbida, ma spicca tanto di più per il “groove” che le pulsa dentro, un’ottima compensazione in chiave di produzione e una soluzione per riempire lo spettro disponibile dell’immagine sonora data. La band cerca di spezzare la “monofrequenzialità” dei pezzi perfino con qualche inserto di arrangiamenti acustici, e qui convince meno (The Wind), mentre il brano di chiusura Storyteller insegue l’energia della title track, con un motivo del ritornello meno interessante e già usato altrove dalla band stessa.
Un muro di riff massiccio, voci melodiche e pop, ben cantabili, e naturalmente un voltaggio ritmico “groove” pieno di vita. Una formula collaudata con cui i Trapt mantengono viva la loro eredità. Restano prudenti e, dal punto di vista dell’evoluzione artistica, del tutto privi di interesse. In compenso con “No Apologies” risulteranno sempre abbastanza convincenti per la loro base di ascoltatori attuale. Ma questo è anche il loro limite estremo. Chi non ha seguito la band dall’inizio del nuovo millennio, da quando è esplosa sulla scena con l’album di studio omonimo, farà una fatica enorme ad appassionarsi. Sono un filo troppo morbidi per i tempi nuovi, e anche sempre meno attuali a livello di genere. Ma come detto, “No Apologies” sarà di sicuro un prodotto entusiasmante per gli appassionati della band. La band, però, con questo disco non va più avanti.
La recensione è nata dalla collaborazione tra RockLine e Rock Hard Slovenija.
Formazione
Chris Brown – voce, chitarra
Robb Torres- chitarra
Pete Charell – basso
Aaron ‘Monty’ Montgomery – batteria, percussioni
Produzione
Johnny K
Tracklist
1. Sound Off
2. Drama Queen
3. End of My Rope
4. Get Up
5. No Apologies
6. Stranger in the Mirror
7. Beautiful Scar
8. Are You With Me
9. The Wind
10. Overloaded
11. Storyteller
