No World Order
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Gamma Ray
Etichetta: Metal-Is Records
Uscita: 2001
Voto: 4/5
“No World Order!” è il disco della band power metal tedesca Gamma Ray che ha fatto seguito a “Powerplant” (1999). Visto che tra le due uscite ci sono appena due anni, i due album sono piuttosto diversi. Per arrivarci, i Gamma Ray hanno messo da parte alcuni degli arrangiamenti più elaborati di cui “Powerplant”, probabile vertice creativo della carriera della band, è pieno zeppo, soprattutto nelle intro e nelle parti strumentali centrali dei pezzi.
Stavolta i Gamma Ray hanno deciso di spogliarsi un po’ e di semplificare la propria immagine, guadagnando in immediatezza e mordente nella loro versione di power metal “next to Helloween”. “No World Order!” lascia del tutto intatte le caratteristiche di base del sound Gamma Ray: la valanga di riff sopra un rullare di batteria spinto agli estremi della velocità, con la doppia cassa tirata al massimo. Poi il timbro gelido e inconfondibile della voce oscura di Hansen, scaldato, secondo lo stampo Gamma Ray, da arrangiamenti vocali corali nei ritornelli, la solita follia solista del duo Hansen/Richter e, naturalmente, gli ornamenti chitarristici delle armonie a tre voci, spesso spezzati di netto in mezzo ai riff.
Con arrangiamenti così più semplici, “No World Order!” ricorda spesso una versione ipotetica degli album dei Judas Priest di fine anni Ottanta (“Ram It Down”, “Painkiller”) o dell’omonimo debutto dei Primal Fear del 1998 – fate caso, per dire, alla ruvidità di Eagles – ma con l’essenza e il profumo inconfondibili dei Gamma Ray. Grazie a questa semplificazione, viene fuori ancora meglio la rabbia sputata dalla voce gelida di Hansen e, insieme all’immediatezza, cresce anche l’aggressività dei pezzi, che nel complesso ci regalano un disco molto più rumoroso di “Powerplant”. Che sia Dethrone Tyranny, la letale The Heart Of The Unicorn con un ritornello cantabilissimo, o Heaven Or Hell e No World Order,…. Di pezzo in pezzo assistiamo a uno sviluppo fulmineo degli eventi, con dei Gamma Ray stavolta metallicamente incazzati. A calmare le acque arriva solo la traccia finale Lake Of Tears, che a piccoli sbuffi ci riporta all’atmosfera del predecessore “Powerplant” (1999).
Su questo album devo per forza segnalare l’immagine sul retro del disco. Giri la custodia del CD e ti si parano davanti, in primo piano, due astronavi in alto a sinistra nel disegno, che sotto di sé scatenano caos e agonia. Se guardi bene le due navi, noterai che sono pensate come un ingrandimento 3D del simbolo del dollaro americano. Se conosci il simbolo del dollaro ($), sai che è attraversato per lungo da una o due linee verticali. Le punte delle due linee, che svettano sopra la S, nel caso delle astronavi sul retro della copertina sono “appuntite” a forma di torri con antenna e richiamano senza fatica l’immagine dei gemelli del WTC – due giganteschi grattacieli di uffici di New York, che nel settembre 2001 furono teatro di una tragedia orribile, la cui regia e sceneggiatura faranno probabilmente discutere fino alla fine dell’umanità. Se aggiungo che “No World Order!” è uscito esattamente un mese dopo che i due grattacieli in mezzo a New York erano crollati in polvere (l’uscita dell’album risale al 09.10.2001), tutta la faccenda diventa ancora più misteriosa e l’album ci guadagna in valore aggiunto.
Curioso che un dettaglio così succoso non l’abbia notato nessuno dei “eroi americani”, “salvatori del mondo” ed “esorcisti della nube del male” che copriva gli USA. Per dire, i Dream Theater, che in quel periodo avevano pubblicato un triplo CD dal vivo con New York in fiamme in copertina, furono costretti a ritirarlo subito dalla vendita e a cambiare la cover.
“No World Order!” è l’ultimo album dei Gamma Ray davvero interessante. In termini di evoluzione. I ragazzi ci sono riusciti con un trucco semplicissimo: semplificare gli arrangiamenti più complessi di “Powerplant”. I successivi “Majestic” e “Land Of The Free pt. 2” non rappresentavano più alcuno sviluppo espressivo per la band, che con quei dischi è rimasta prigioniera della replica del proprio stampo, riducendo le sue uscite a dare da mangiare alla fedele base di fan.
Formazione
Kai Hansen – voce, chitarra
Henjo Richter – chitarra, tastiere
Dirk Schlächter – basso
Dan Zimmermann – batteria
Produzione
Kai Hansen & Dirk Schlächter
Tracklist
1. Induction
2. Dethrone Tyranny
3. Heart Of The Unicorn
4. Heaven Or Hell
5. No World Order
6. Damn The Machine
7. Solid
8. Fire Below
9. Follow Me
10. Eagle
11. Lake Of Tears
Durata dell’album: 51:51