Nori mlin

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Stone Orange
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2007
Durata: 45:12
Voto: 2.5/5

Gli Stone Orange sono un altro gruppo di rocker sloveni che si accontentano pienamente di aver inventato l’elettricità. Coltivano un hard rock prevedibile, mosso da impulsi elementari, senza impelagarsi in forme musicali complesse (diciamo pure potenzialmente progressive). I riff sono aperti e scorrevoli, ma la resa in studio proprio non riesce a trovare un terreno fertile da cui far sbocciare qualcosa di accattivante. Nonostante l’hard rock sulla mappa musicale mondiale sia ormai spremuto e guidato da uno stampino più che rodato, oggi le band di Isole Britanniche, Stati Uniti, Scandinavia, Benelux ed Europa centrale sanno rimediare con un’essenza riconoscibile tutta loro o con la creazione di un’atmosfera drammatica e vorace. “Nori mlin” in questo non riesce a convincere.

Curioso anche il fatto che i ragazzi abbiano deciso di tenere lo sloveno sul disco. Sono rare le eccezioni storiche di queste creature slovene (Martin Krpan, Pomaranča) che sono riuscite a tener testa alle micidiali prese della lingua slovena sulla cantabilità e sulla melodia che l’hard rock cerca e pretende. E, tra parentesi, sia Kreslin che Magdalenič hanno sciolto il nodo per il semplice fatto di possedere un marchio unico, il timbro riconoscibile della propria voce, cosa che il cantante degli Stone Orange è ben lontano dall’avere. Non è che non sappia cantare. No. Tecnicamente è del tutto accettabile, gli mancano solo carisma e fascino fatale per spaccare l’indigesta segatura macinata della lingua slovena nella scuola dell’hard rock.

L’apertura, l’intro Mene Tekel Fares (strumentale), richiama a forza l’inizio di Crusader (orig. Saxon), speriamo solo per puro caso. Anche il seguito, il riff di Na drugi strani ulice, è come ascoltare il proseguimento della storia dei Saxon, quelli della prima metà degli anni Novanta. E dove stanno di casa i Saxon, diventano azzeccati anche i rimandi ai classici Judas Priest e Accept. Nella struttura dei brani di “Nori mlin” si possono trovare paralleli anche con gli europei Krokus, Vengeance, Bonfire e con i più giovani Mad Max o Biss. Sul disco ci sono tredici brani in tutto. Di questi, ben tre sono strumentali, due cortissimi, che potrebbero fare da introduzione ai pezzi “con capo e coda”, visto che sul piano dei motivi sono del tutto insignificanti. Che sia un album estremamente prudente, a cui manca una bella dose di fantasia, lo conferma per esempio il titolo di uno di questi due strumentali (Čarovnik iz Oza). Il terzo strumentale, Bad Like Jesse James, ha un soffio di southern blues, con un riff di base di nuovo del tutto da cliché, quindi è semplicemente un altro riempitivo per allungare il minutaggio. Una presa di glam hard rock è intrappolata nel pezzo Ne gledam dol, uno dei momenti più luminosi, e non per quel pizzico di “glam”, ma perché la combinazione tra l’arroganza della voce, la ruvidezza del riff e il momento siluro della sezione ritmica in questo brano funziona alla grande. Compatto, sicuro, con un’ottima comunicazione tra ritornello e pre-ritornello. È un pezzo fluido dall’inizio alla fine, con un’atmosfera drammatica ben riuscita.

Il soggetto della copertina, ripreso da una vecchia fabbrica abbandonata di olio di lino, il cui edificio sta andando in pezzi in mezzo alla zona industriale di Moste, a Lubiana, ha un aspetto parecchio punkeggiante, e sorprende quando dal disco ti arriva invece un messaggio hard rock. Insomma, una copertina atipica per un disco hard rock/heavy metal.

La produzione spinge in primo piano i riff delle chitarre, regalando la grezza vitalità richiesta, e anche il dialogo tra il fronte d’attacco e la sezione ritmica dà al disco una bella profondità e dinamica sonora, mentre tastiere e armonie vocali di supporto suonano molto statiche, lasciando ancora un sacco di spazio inutilizzato per dare succosità e pienezza al quadro sonoro complessivo. Una voce gutturale e sfrontatamente tagliente, più la cancellazione totale delle tastiere per ritrovarsi con la forma base nuda e cruda della galoppata rock ‘n’ roll tutta saltelli, è una delle possibili opzioni per lo sviluppo futuro del gruppo. Eppure non è difficile cogliere la tendenza della band a puntare su un hard rock più intelligente, anche AOR, cosa che non nascondono parecchie armonie nelle melodie del disco. Per questo si sente spesso la mancanza di un suono di tastiere più deciso e di un mantello meglio arrangiato, quello che offrirebbero le armonie vocali a più voci, dato che la produzione grezza di “Nori mlin” è in generale cucita su misura per i dischi di un passato recente di gruppi come gli AC/DC.

Gli Stone Orange con il debutto sono ancora un po’ in fase di rodaggio. Comunque si meritano ogni incoraggiamento, semplicemente perché esistono. E la Slovenia non ha chissà quanti riferimenti hard rock concreti cresciuti e nutriti nel proprio grembo. Ma il tempo in cui il pubblico sloveno si accontentava di quel che c’era è passato, o no? Ai ragazzi serve semplicemente un po’ più di esperienza, e quella la portano il tempo e la maturazione del gruppo nel corso di quello stesso tempo, tanti concerti, tanta conoscenza reciproca, che porterebbe a creare chimica e quindi a un salto di qualità. Quello che manca è uno spirito e un’essenza del gruppo ben marcati, che gli Stone Orange per ora stanno ancora cercando. Insomma, “Nori mlin” a un ascolto superficiale e per un orecchio poco esigente è un disco del tutto okay, ma sotto il binocolo dell’analisi ti accorgi in fretta che ci sono ancora un sacco di riserve nascoste. I ragazzi hanno del potenziale. Incrociamo le dita che lo facciano fruttare alla grande!

Formazione

Marko Erjavec – voce, cori, chitarra
Tomo Jurca – chitarra
Davorin Kovačič – basso
Andrej Obranovič – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Tomo Pavlin – tastiere (brani: 1,2,5-8,10,11)
Drago Popovič – tastiere (brani: 13)

Produzione

Drago Popovič & Stone Orange

Tracklist

1. Mene Tekel Fares (intro)
2. Na drugi strani ulice
3. En korak nazaj
4. Nori mlin
5. Zaprašene sanje
6. Ne gledam dol
7. Čarovnik iz Oza
8. Ko ne vidiš me
9. Bad Like Jesse James
10. Blues za lahko noč
11. Nič ni večno
12. Suženj občutkov
13. Mali princ

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