Nothing to Lose

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Artista: Tide
Etichetta: CPZ Records
Uscita: 2007

Tide, credo che questi quattro ragazzi giovani, talentuosi e simpatici non abbiano più bisogno di presentazioni: nel 2005 si sono fatti notare in modo incredibile con il debutto “Seven Days”, che ha avuto pure una ristampa. Dal primo album spiccavano soprattutto tre pezzi: “Release My Gun”, “Evolution” e “Brain Damage”. Per questi brani i ragazzi hanno girato anche i videoclip, e così la storia di successo è andata semplicemente avanti.
Ma il quartetto non ha trovato il tempo di riposarsi – e fanno bene. Durante l’estate del 2007 hanno registrato ad Amsterdam il secondo album in studio, “Nothing to Lose”. Stavolta la produzione è nelle mani di Peer Rave (Henry Rollins, Urban Dance Squad, Junkie XL) e MatthijsVan der Speck (ex chitarrista di Lenny Kravitz, che ha collaborato anche con Lauryn Hill e Craig Ross).

Questo splendido dischetto contiene undici pezzi, tra cui “Kick Out the Jams”, un’ottima cover degli MC5. Anche se l’album è parecchio meno schiacciasassi del debutto, di cui puoi leggere la recensione QUI, è molto più melodico, rifinito e profondo.

Anche la veste grafica dell’album dice parecchio, e a volte è addirittura il motivo principale per cui ti butti sull’acquisto di un cd, anche se non conosci per niente la band. Senza mezze misure e senza pietà, la squadra si è fatta valere anche qui, perché l’aspetto esteriore dell’album è delicatissimo. Sembra quasi che il disco ti supplichi di comprarlo, senza kitsch eccessivo e inutile: tra colori e originalità, il cd si fa notare da solo.

Già dopo il primo ascolto mi ha travolta una vera e propria tideforia, anche se all’inizio l’album non mi sembrava buono come il predecessore, ma dopo qualche ascolto in più ti prende letteralmente, soprattutto considerando gli album sloveni e la situazione musicale dalle nostre parti.
L’album parte a tutta forza con “No place left to go”, con il suono di chitarra che conosciamo già e che è davvero tipico solo dei Tide. Quando poi l’ascoltatore sente anche la sezione ritmica, resta letteralmente senza parole. Una melodicità davvero rifinita e un rock genuino come lo vogliamo tutti, con la produzione dell’album a fare da ciliegina sulla torta: secondo me le nostre band avranno bisogno ancora un bel po’ di tempo per arrivare al punto in cui sono i Tide in questo momento.

Pezzo dopo pezzo conquistano l’ascoltatore, e ogni brano sorprende a modo suo. Per di più i ragazzi hanno scritto di nuovo i testi in inglese, e sappiamo che disastro può essere con i nostri artisti, ma non con i Tide: Kevin canta in inglese benissimo e senza il minimo sforzo, e per giunta la sua voce è particolarissima e riconoscibile da lontano.

La terza traccia “Waiting for the rain” è anche il primo singolo del nuovo disco. L’ho sentita in anteprima su 24ur.com (purtroppo lì la qualità audio era sotto il livello minimo, sembrava un album registrato in casa e senza mastering; il pezzo puoi sentirlo ancora QUI), quindi sono rimasta ancora più sorpresa quando ho sentito il suono genuino di questa bellissima ballad. Qui va sottolineato anche l’assolo di chitarra, che non è eccessivamente complicato ma ci sta alla grande nel pezzo.
Tutte le canzoni sono molto legate tra loro, e sembra che in due anni i Tide siano diventati completamente adulti: vogliono sempre suonare vero rock per la folla, ma stavolta in una versione più rifinita e melodica. È una vera leccornia per i buongustai del buon rock, il successo lo ripeteranno di sicuro, e stavolta alla band auguro di far vedere anche all’estero di che pasta è fatta.

I ragazzi sono decisamente cresciuti e hanno fatto un passo importante per la musica slovena. Magari chi ha ascoltato il primo album non sarà d’accordo con me, perché questo disco è davvero molto più pacato, ma i ragazzi ne hanno fatto quello che ogni musicista desidera.

Se mi mettessero davanti all’obbligo di scegliere solo 3 brani dell’album, quelli che mi convincono di più, sarebbe un compito difficilissimo, perché ogni pezzo ha il suo fascino! Ma comunque, metto in evidenza “No place left to go”, “Something else” e “The urge”: soprattutto l’ultima credo avrà un bel successo, se non altro dal vivo sicuramente!
Anche la cover di “Kick out the Jams” è ottima. QUI puoi guardare la versione originale, poi ascolta i moderni, originali e instancabili Tide: resterai di nuovo molto sorpreso.

11 pezzi ottimi, vari, melodici, rifiniti e profondi sono più che un motivo sufficiente per correre subito nel primo negozio di cd a cercare questo splendido album: non te ne pentirai di sicuro, e gli unici a incavolarsi saranno forse i vicini, perché l’album ti darà dipendenza e lo ascolterai ogni giorno! In realtà i ragazzi potrebbero perdere parecchio (anche se hanno intitolato l’album con grande sicurezza “Nothing to Lose”), ma non succederà di sicuro, non con questo album.
E un’ultima cosa: possiamo essere orgogliosi di avere i Tide, che non sono l’ennesima band classica che copia i Siddharta.

Formazione

Kevin Koradin (voce, chitarra)
Peter Kokotec (chitarra)
Gregor Jakac (batteria)
Matej Batelič (basso)

Produzione

Peer Rave & MatthijsVan der Speck

Tracklist

01. No place left to go (3:36)
02. Like it slow (3:01)
03. Waiting for the rain (4:23)
04. Fade away (3:32)
05. Shooting straight (4:11)
06. Something else (3:22)
07. Following (3:32)
08. The urge (4:19)
09. Living it all behind (2:39)
10. Kick out the jams (2:45)
11. Fair enough (3:40)

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