Nuova speranza per la scena stoner (2015)
Autore: Primož Novak
Video: Primož Novak
Luogo: Gromka / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 20.09.2015
Numero di spettatori: 200
Prezzo del biglietto: 10€
Probabilmente non avreste mai immaginato che due band come Greenleaf e Stoned Jesus potessero riempire la sala della Gromka a Metelkova fino all’ultimo posto. Eppure è successo. Gli svedesi Greenleaf alla fine sono riusciti a fermarsi in Slovenia, dopo che la data era stata annullata la prima volta. Gli Stoned Jesus, che vengono dall’Ucraina, per qualcuno erano invece già una vecchia conoscenza: la band è passata da noi per la terza volta.
Sul palco sono saliti per primi i Greenleaf, che hanno iniziato il loro set davanti a una sala mezza vuota, ma il vuoto è durato solo due pezzi, poi la Gromka si è riempita per bene. All’inizio la band sembrava stanca dal lungo tour in cui sta promuovendo l’album dell’anno scorso, Trails & Passes, ma vista la quantità di gente ha mostrato subito di avere un sacco di energia da tirare fuori. Anche se il caldo alla Gromka diventava di minuto in minuto più insopportabile, i Greenleaf sono riusciti a portare a termine il loro show fino in fondo. La musica dei Greenleaf, in questa marea di band stoner rock di oggi, di per sé non è niente di nuovo, ma la band si presenta in modo convincente con i suoi riff stoner e hard rock e con qualche pezzo ha mostrato anche un bel senso della botta, che richiamava approcci più metal. Nei passaggi lenti è emerso invece anche un gusto per la psichedelia. Se si parlasse di influenze, se ne potrebbero citare parecchie, tra cui Clutch e Orange Goblin. All’autenticità ha contribuito ovviamente anche il cantante, che con i suoi movimenti buffi, il suo look e il canto “sentito” ha reso i Greenleaf un unicum. Un altro bel contributo è arrivato dal chitarrista, con qualche assolo interessante dal sapore più blues. Neanche sulla sezione ritmica, che per uno stile del genere dev’essere per forza solida, c’è niente da dire. I Greenleaf hanno convinto con la loro esibizione e hanno fatto capire che in Slovenia è finalmente cresciuto anche l’interesse per la scena stoner rock/metal, che finora in qualche modo non aveva ricevuto troppa attenzione.
Con gli Stoned Jesus il quadro è cambiato un po’, anche se l’atmosfera è rimasta comunque in acque stoner. Il trio ucraino, che quest’anno ha pubblicato il terzo album in studio, intitolato The Harvest, ha sorpreso parecchio con la scelta dei brani. All’inizio ha suonato quasi tutto l’album d’esordio First Communion, poi è seguito un mazzetto di pezzi dagli altri due dischi. Il tempo degli Stoned Jesus è un po’ più lento rispetto ai Greenleaf, anche se si è trovato pure qualche pezzo più saltellante. Nella band è quindi più evidente che hanno preso parecchia ispirazione dal doom metal. Ovviamente qui non sfugge l’influenza dei Black Sabbath, ma vista la ripetizione piuttosto insistente di un unico riff, che porta a pezzi belli lunghi, si sente anche l’influenza di gente come Sleep ed Electric Wizard. Agli Stoned Jesus si potrebbe rimproverare di imitare queste band, ma i loro pezzi non suonano così cupi e pesanti come quelli delle band citate, e così il tutto risulta un po’ più luminoso e positivo. Magari ha contribuito anche l’atmosfera del concerto, e il fatto che gli Stoned Jesus si siano beccati un po’ di fumo di “erba verde” da uno spettatore in prima fila. Gli Stoned Jesus sono senza dubbio una band interessante, ma probabilmente non piacerebbero a tutti, vista la lunghezza dei pezzi e anche una certa monotonia ogni tanto. Ma a giudicare dall’affluenza, stavolta il concerto degli Stoned Jesus è stato più che riuscito. Il successo c’era già solo nel riuscire a resistere fino alla fine del loro set con quel caldo.
La Gromka stracolma di domenica sera, con il concerto di Greenleaf e Stoned Jesus, ha finalmente dato l’impressione che anche in Slovenia si sia risvegliato l’interesse per la scena stoner, che può vantare tante band di qualità, anche se per ora non sono commercialmente riconosciute. Di sicuro ne vorremmo di più, di concerti così, che darebbero un po’ di varietà all’già bel cartellone di concerti della scena alternativa da noi, e almeno così non si avrebbe la sensazione che a farci visita siano sempre le solite band.