Obscura: Diluvium

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Etichetta: Relapse Records
Data di uscita: 13/7/2018
Produzione: V. Santura
Durata dell’album: 53:58 min
Genere: progressive/technical death metal

Per gli Obscura, band tedesca di death metal progressivo, è abbastanza incredibile essere rimasti a galla dopo tutti i saliscendi. I cambi di formazione in gruppi che richiedono musicisti davvero bravi possono diventare fatali in un attimo. Per fortuna, grazie al trend del metal estremo, dove pullulano musicisti capaci, anche gli Obscura hanno trovato un chitarrista e un batterista all’altezza, che hanno registrato Akróasis, uscito nel 2016.

La formazione ha retto e si è stabilizzata. In pratica i nuovi membri si sono calati ancora di più nel processo creativo e, dopo un paio d’anni scarsi, è già arrivato il successore, intitolato Diluvium. L’album è nato in modo incredibilmente rapido per una band che suona una musica piuttosto complessa.

Diluvium parte con Clandestine Stars, senza nessuna introduzione pomposa: in primo piano ci sono velocità e tecnica. Un pezzo senza compromessi, più che altro un riscaldamento. Emergono già i pregi della band, ma di momenti progressivi ancora nemmeno l’ombra. Per dare un po’ di dinamica vocale, nel ritornello c’è una voce sintetizzata, dove si sente l’influenza dei leggendari Cynic. Ma già dai brani successivi la band si apre di più e mostra il suo vero volto. Nella title track la scelta di riff è davvero varia. E non mancano nemmeno gli assoli virtuosistici. Naturalmente anche la sezione ritmica è tutt’altro che statica.

Il brano Mortification of the Vulgar Sun fa capire che la band sa anche rallentare un po’, sa essere atmosferica e sa inserire, per placare gli animi, qualche passaggio non distorto. Può sembrare caotico, ma allo stesso tempo si sente la spinta verso strutture non convenzionali. Di sicuro, con ogni brano che passa, diventa chiaro che la band ha un’impronta progressiva.

Lo stile degli Obscura c’è tutto, c’è anche un pizzico di sperimentazione, ma senza digressioni eccessive che possano rovinare l’impressione generale. In Ethereal Skies il suono si rinforza ulteriormente con orchestrazioni e tastiere, che però erano già presenti prima. Quello che a tratti stona è l’uso troppo spinto, in certi punti, delle voci sintetizzate. Si nota soprattutto in Convergence. L’atmosfera c’è, ma il brano nel suo insieme non ti prende come gli altri. Però si riprende subito con Ekpyrosis, in cui la band si tiene stretta al suo stile e, nella parte più calma, mostra di nuovo tutta la sua bravura virtuosistica.

Un’altra sfumatura dell’album esce fuori con la pesantissima The Conjuration, dove passa in primo piano la chitarra accordata bassa. Verso la fine arriva anche un elemento che la band ama usare: la melodia. Con le melodie gli Obscura spezzano la monotonia e rendono il tutto più digeribile.

Gli Obscura chiudono l’album con An Epilogue to Infinity. Ancora una volta un pezzo curatissimo, con qualche passaggio lento e morboso. Il tutto culmina in caos e aggressività. Una svolta eccellente, frutto di una scrittura ponderata. A questo punto si può anche confermare che l’album ha ripagato tutte le aspettative.

L’affiatamento della band resta al massimo. Nonostante i cambi di formazione di qualche anno fa, si può dire che sia ancora lo stesso gruppo. La qualità non è calata. È tutto suonato con precisione, le chitarre pesano parecchio e gli assoli non finiscono mai. Anche il bassista Linus Klausenitzer si sente benissimo ed è innovativo con le sue linee, come si conviene a questo genere di musica. Il batterista Sebastian Lanser dimostra per la seconda volta di essere il vero sostituto di Hannes Grossmann. Il suo modo di suonare è veloce, preciso e curato. Ogni parte la rifinisce alla grande. Può sembrare esagerato, ma senza un batterista capace gli Obscura non sarebbero arrivati alla notorietà di oggi.

Con il loro quinto album in studio gli Obscura non danno segni di cedimento. Si sentono coerenza, ponderatezza e spirito progressivo. Se la band continuerà così, resterà ancora a lungo uno dei nomi più riconoscibili tra le formazioni di death metal progressivo.

Voto: 9/10

Tracklist:

  1. Clandestine Stars
  2. Emergent Evolution
  3. Diluvium
  4. Mortification of the Vulgar Sun
  5. Ethereal Skies
  6. Convergence
  7. Ekpyrosis
  8. The Seventh Aeon
  9. The Conjuration
  10. An Epilogue to Infinity
  11. A Last Farewell (Bonus)

Formazione:
Steffen Kummerer – voce & chitarra
Rafael Trujillo – chitarra
Linus Klausenitzer – basso
Sebastian Lanser – batteria

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