Occhio!!! El Kachon alla Lukna! (2013)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Prečna (Novo mesto) / Lukna / Slovenia
Data del concerto: 27.09.2013
Numero di spettatori: 350
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero)

Gli El Kachon sono un settetto che va giù di brutto, con una veemenza da cavalcata. Hanno appena pubblicato il debutto in studio »In The Bush« (2013) – recensione di RockLine QUI – e in Bassa Carniola non è nemmeno difficile beccarli sui palchi. A ottobre di quest’anno partono per un breve tour in Serbia. La band ha base ufficiale a Dolenjske Toplice ed è famosa per un eccezionale spirito di squadra, che è il cuore del suo carattere e la base per raggiungere tutti i suoi obiettivi. Come ho già detto da qualche parte, un giorno, non molto tempo fa, gli El Kachon sono una delle formazioni meglio organizzate di Slovenia. Organizzate, intendo, in fatto di autogestione. L’album è uscito per conto loro, si sono occupati da soli anche dei gadget ufficiali, disegnati con un occhio estetico curatissimo, e la band investe di tasca propria anche nel materiale promozionale. Quando li vedi sul palco, la grancassa porta la pelle con il logo El Kachon, sullo sfondo spicca un grande striscione coloratissimo, esistono perfino i plettri con l’incisione El Kachon. Insomma, una band che in Slovenia, con il suo spirito di gruppo e la sua autodisciplina, può essere un esempio luminoso per tutti gli altri. Una specie di visione del futuro, ora che è chiaro che le band dovranno diventare imprese indipendenti.

Ma lasciamo perdere quello che vedono gli occhi. La notizia del giorno! Il club Lukna è di nuovo in attività. Il villaggio di Prečna, vicino a Novo mesto, vicino a quel posto famigerato dove speriamo che un giorno il festival Rock Otočec torni! Parlando di Rock Otočec, quella sera al club Lukna è passato anche il suo padre fondatore Franci Kek. E non mancava nemmeno uno dei più celebri predicatori rock sloveni, Dragan Bulič, e così via. La buona voce corre in fretta e gli El Kachon ce l’hanno di sicuro, la buona fama! Un castelletto bellissimo, un posto piacevole pieno di calore. La Bassa Carniola. La terra dai volti sempre sorridenti.

Come previsto, l’esibizione era divisa in due parti da dodici pezzi ciascuna. Il suono è stato ottimo in entrambe, e la band era decisamente di umore migliore rispetto al concerto di inizio settembre a Zagradec (sulla Krka), che comunque non era per niente male. In pratica hanno suonato per intero il debutto in studio »In the Bush«, aggiungendoci un bel sacchetto di pezzi nuovi e cover eccezionali di originali che in Slovenia non suona quasi nessuno (l’eccezione potrebbe essere solo la ormai quasi »popolare« Helter Skelter). Gli El Kachon sono una band che sul piano espressivo poggia su un solido pilastro blues. E nei punti di partenza del blues inseriscono magnificamente elementi di grande resa melodica, che impreziosiscono i loro pezzi originali. I modelli? Susan Tedeschi, Cream, Stevie Ray Vaughn & Double Trouble, Gov’t Mule, Derek Trucks, Mother’s Finest, Allman Brothers Band. E non solo. Gli El Kachon non sono schiavi delle mode: sono pura gioia primordiale e voglia di suonare quella musica che scorre nelle vene della banda. Senza finzioni. Solo la nuda voglia di esprimere qualcosa di primitivo. Per questo possiamo dire che gli El Kachon sono un vascello senza tempo, che salta da una dimensione temporale all’altra, da una galassia all’altra. Ed è proprio questa spinta verso l’elementare a dare loro un’identità riconoscibilissima e unica nel panorama musicale sloveno. E anche stavolta hanno sprigionato tutto questo a pieno regime.

Se il primo set era ancora un po’ appesantito dalla prudenza, nel secondo è arrivato lo stacco totale. Fatta eccezione per il tastierista Mladen e il batterista Žiga, le voci soliste le fanno proprio tutti. Si è fatto davvero divertente quando è toccato a PimpS, che ha quasi dato fuoco alla chitarra di Krt. Si potrebbe dire che quella sera gli El Kachon, da padroni di casa, erano la scelta ideale per la riapertura del club Lukna. Sono incredibilmente affiatati! Colpisce soprattutto la grande cura della band per i colori vocali e per le armonizzazioni delle melodie principali. Ed ecco ancora le fughe soliste di altissimo livello del sottile Tomi Perinčič alla slide, e dall’altra parte quelle molto più estroverse e scatenate di Krt (il tipo in passato ha ascoltato un sacco di The Rolling Stones, AC/DC, e oserei azzardare perfino Motörhead). Krt e Tomi sono come i due piccoli schnauzer sull’etichetta del whisky »Black And White«. Con le loro differenze si completano alla grande. Per non parlare della brillantezza del ritmo. La linea di basso melodica, attiva e calda di Sondža, in coppia con i colpi di batteria robusti e ben calibrati, sostenuti dal gioco di percussioni devoto, quasi fanatico, di PimpS, sono i fattori che mettono gli El Kachon non solo in un posto speciale tra gli artisti sloveni, ma, oserei dire, perfino tra le migliori band slovene della nuova generazione in questo momento. Soprattutto quando si parla di trafficare con le caratteristiche del suono retrò. Respirano i giorni di un passato lontano, li ricodificano e, così rimpacchettati con maestria, li servono al pubblico per un nuovo consumo. Sembrano sempreverdi! Allo stesso tempo non va taciuto che sul palco gli El Kachon hanno presentato anche un bel sacchetto di pezzi completamente nuovi. La band ha ormai materiale a sufficienza per un nuovo album in studio. La domanda è dove si troverà un benefattore che l’aiuti a registrarlo e a trasformarlo in un nuovo disco.

Quella sera la Lukna ha davvero fatto festa. La notte è stata lunga e il pensiero della nuova ottima performance degli El Kachon non ha smesso di girarmi in testa per un bel pezzo dopo il concerto. Mi resta un solo consiglio. Se non riuscite a beccare la band dal vivo per convincervi dei suoi pregi nel modo più autentico, ordinate almeno il debutto in studio »In the Bush« dal suo sito. Non ve ne pentirete.  

Scaletta

1. Learn How To Live
2. What If
3. Couldn’t Stand the Weather
4. Don’t Start
5. Strawberry Blonde
6. Everything I Get
7. Still
8. Say What You Mean
9. Little By Little
10. Bad Little Doogie
11. Solo Moon
12. Midnight in Harlem
13. Same Time Same Place
14. Mustang Sally
15. A New Mistake
16. Harry Balls
17. Hard To Handle
18. Come And Get It
19. Home
20. Badge
21. You Got Me Rockin’
22. Helter Skelter
23. Damn Your Eyes
24. Snakebite

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