Occult Rock

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Artista: Aluk Todolo
Etichetta: Ajna Offensive
Uscita: 2012
Durata: 84:39
Voto: 4.4/5

Se dico che la scena underground francese è pazza, credo che nessuno mi contraddirà. Se la definisco innovativa, mi beccherò qualche voto di sostegno in più. Se concludo che, tutto sommato, la scena underground francese è follemente innovativa, probabilmente avrò tirato le conclusioni giuste. Nel XXI secolo a spingere i confini delle scene fino a una risonanza mondiale sono state soprattutto band che si sbattono per scoprire nuove forme musicali, restando così senza etichetta di genere, e allo stesso tempo per trovare il nome giusto per il (loro) nuovo genere. Gli Aluk Todolo, soprattutto con Occult Rock, arrivano da una lunga schiera di questo treno in accelerazione, i cui macchinisti, almeno per somiglianza sonora, sono probabilmente proprio gli Alcest, la prima o una delle prime band a dare vita al concetto di blackgaze, uno stile che prende elementi di (post-)black metal e shoegaze e li presenta sotto una luce del tutto nuova e, a prima vista (ma non all’orecchio), inconciliabile. Gli Aluk Todolo fanno qualcosa di simile, solo che al posto dello shoegaze mettono un genere forse un po’ dimenticato dalla scena – il krautrock.

Ed è davvero interessante. Il krautrock di per sé è un genere incredibilmente vario (anche se, ironia della sorte, è segnato dalla ripetitività). Soprattutto perché abbraccia così tanti approcci, sfumature stilistiche, contrasti sperimentali e simili fonti di ispirazione creativa, che con un esperimento appena un po’ più spinto ti perdi senza problemi al suo interno, al punto che l’astrattezza del prodotto finale ti inghiotte e ti calpesta – così, ovviamente, possono nascere capolavori incredibili oppure una sequenza casuale davvero miserabile di suoni che suonano davvero storti. Ma gli Aluk Todolo sono in origine dei black metaller e dal krautrock raccolgono gli ingredienti più grezzi per la loro semplice brutalità. Raccolgono quella ripetitività tipica del krautrock, quella sperimentalità personificata, che non significa la semplice ripetizione di certe frasi, ma un vero e proprio rituale, un mantra, che serve a creare questa atmosfera unica, questa tecnica trascendentale di influenzare con il suono l’io neuropsicologico di ciascuno. Gli Aluk Todolo ci aggiungono ovviamente oscurità, spaventosità, atonalità, dissonanza, tutto ciò che potete associare a un black metal intelligente e ricercatore, che va oltre il cliché originario.

Per la band, Occult Rock rappresenta il culmine della limatura di questo tipo di espressione musicale. Con l’album hanno perfezionato tutte e 666 le gradazioni di sequenze tonali e accordi incredibilmente cupi e disarmonici, hanno perfezionato ogni spazio con sequenze ritmiche complesse e, non ultimo, stando alla reazione della comunità musicale più ampia, hanno finalmente giustificato le loro intenzioni e raggiunto i loro obiettivi.

L’album Occult Rock vale quindi senza dubbio come uno dei punti di svolta più importanti della scena underground moderna. Magari (anzi, probabilmente) non vi piacerà, magari lo odierete, di sicuro avrete qualche problema alle orecchie. Però – se resistete all’ascolto abbastanza a lungo, prima o poi si aprirà per voi quel portale verso la trascendenza che i krautrocker raggiungevano negli anni ’70 del secolo scorso. Gli Aluk Todolo ci riescono senza droghe, verificato. Il trio non vi detterà certo filosofie di vita elevate (o logore), visto che non ha testi, ma proprio per questo vi offre un’esperienza di valore superiore, che attraverso la sua astrazione alla fine potete decifrare solo voi. Anche questo ricorda proprio il principio del krautrock nei suoi anni d’oro, che gli Aluk Todolo implementano con tanta abilità nel loro sound oscuro.

Fatevene una ragione, quindi, pseudo-esperti conservatori e anti-moderni della musica. La musica come forma d’arte, vista a prescindere dalle correnti sociali (cioè dal marciume dell’industria musicale), è più potente e innovativa che mai (forse anche perché è costretta a esserlo). Gli Aluk Todolo, con Occult Rock, ne sono la prova.

https://www.youtube.com/watch?v=I-UB4ApsJe0

Formazione

Shantidas Riedacker- chitarra
Antoine Hadjioannou – batteria
Matthieu Canaguier – basso

Tracklist

1.         I     10:13     
2.         II     10:32     
3.         III     10:07     
4.         IV     12:05     
5.         V     11:16     
6.         VI     8:36     
7.         VII     10:04     
8.         VIII     11:45

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