Odsev spomina dal vivo

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Luogo: Štihova dvorana, Cankarjev dom, Lubiana
Data del concerto: 12.04.2007
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 14 o 11* euro (* per studenti delle superiori e universitari)

Venerdì 13, verso le nove di sera, Lubiana ha avuto l’onore di ascoltare in anteprima dal vivo l’album Odsev spomina / The Reflection Of Memory, nella Štihova dvorana del Cankarjev dom. I due “colpevoli” erano due virtuosi, ognuno col proprio strumento: il fisarmonicista Jure Tori, per ora forse più noto per quello che fa negli Orlek, e il leggendario contrabbassista Ewald Oberleitner, che gli studenti dell’Università delle arti di Graz conoscono bene, e con loro, ovviamente, gli amanti del jazz.

L’album Odsev spomina è uscito alla fine dell’anno scorso ed è per la maggior parte opera di Jure, con la sola eccezione di “Ob oknu”, scritta da Andrej Guček, il frontman degli Hiša, con cui Jure ha già collaborato. E quello che hanno messo in musica con tanto successo insieme su disco, ora l’hanno portato anche dal vivo. Che fossero un tandem eccellente, che si completa davvero sotto ogni punto di vista, non c’erano dubbi, quindi non serve nemmeno sprecare parole per dire che i due musicisti, e con loro i loro strumenti, sono stati sempre perfettamente in sintonia, alla pari, insomma, intrecciati davvero in modo magistrale.

Hanno aperto la serata con il brano che dà il nome all’album, cioè “Odsev spomina”. L’esecuzione è stata pulita, precisa, impeccabile e carica di un’energia che non è più calata fino alla fine del concerto, circa 80 minuti dopo. In pratica l’energia è solo cresciuta, che il pezzo fosse triste, come “Sad Story”, che in realtà triste non è, è solo il titolo a esserlo, come ha detto Jure, oppure “Življenja pot”, che invece è davvero malinconica, fino ad arrivare agli scatenati “Full House” e “Pujsov let”, che Jure ha presentato così: è quella di un maiale che vola, “se suono qualche nota stonata, gli scivola il volo!”.

La tensione e l’intensità che i due musicisti riescono a tirare fuori dai pezzi con tanta facilità sono incredibili. In “Ples dreves”, suonata quasi sempre in pianissimo e piena di pause, oltre alla melodia da sogno si sentiva soprattutto l’aria che esce dal mantice della fisarmonica e il suono dei tasti, e di sicuro una spilla caduta per terra in quel momento avrebbe potuto scatenare un vero e proprio piccolo terremoto, o almeno il rumore di un albero che cade in un bosco addormentato, coperto di stelle. Nemmeno nei brani più vivaci c’è stato alcun problema a creare energia, come in “Čebelji pik”, che giocava con una specie di lontana variazione di “Čmrljev let”, e anche “Full house” gli Orlek potrebbero usarla senza problemi in una delle loro scatenate punk-polke.

A regalare un po’ di intimità in più ci ha pensato la sala stessa (la Štihova), che con la sua forma rotonda cancella il confine tra pubblico e artisti, e anche se era piena solo a metà, l’atmosfera era piacevolissima. Anche quando è stato annunciato l’ultimo pezzo, non si aveva l’impressione che il pubblico, almeno in gran parte, avesse fretta di andare da qualche parte. Così i due musicisti sono tornati sul palco due volte, e la seconda hanno chiamato dal pubblico la signora Bogdana Herman per farla salire sul palco con loro, ma purtroppo invano, perché evidentemente non era tra i presenti. “Cambio di programma” dice Jure, e i due si lanciano subito in una versione eccezionale di “The House Of The Rising Sun”. Verso la fine del brano Ewald si è messo a suonare il contrabbasso perfino con una bacchetta, con cui colpiva le corde, ottenendo una specie di miscuglio tra la tecnica slap e i colpi di una percussione.

Gli arrangiamenti si sono rivelati anche dal vivo estremamente curati, scritti magistralmente e altrettanto magistralmente eseguiti. Anche i generi musicali che hanno fuso in queste composizioni sembrano perfettamente coesi e inseparabili, che si tratti di una combinazione di classica, jazz, rock & roll o, a tratti, persino di quasi musica popolare da balera. Entrambi gli strumenti (e i loro musicisti) hanno brillato per tutto il tempo in tutto il loro splendore, facendo in modo che Odsev spomina possa riflettere ancora a lungo la sua immagine di velluto.

Scaletta

01. Odsev spomina (Reflection Of A Memory)
02. Ples dreves (Dance Of The Trees)
03. Polet (Glide)
04. Življenja pot (Voyage Of Life)
05. Špicpob (Spitzbub)
06. *Nemirna
07. Sad Story
08. Sijaj v temi (A Light In The Darkness)
09. Full House
10. Pujsov let (Flying Pig)
11. Le zaspi (Just Go To Sleep)
12. Ob oknu (At The Window)
13. Čebelji pik (Bee Sting)
Bis #1
14. Memphis Slim
Bis #2
15. The House Of The Rising Sun

Formazione:

Jure Tori: fisarmonica
Ewald Oberleitner: contrabbasso

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