One Size Fits All
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Zappa, Frank
Etichetta: Rykodisc Records
Uscita: 1975
Durata: 42:55
Voto: 5/5
“One Size Fits All” è stato l’ultimo album di Frank in cui la sua band di accompagnamento ha suonato sotto il leggendario nome The Mothers Of Invention. Quel nome l’hanno portato quasi tutte le sue formazioni fin dagli inizi della carriera, anche se la maggior parte dei fan di Frank concorda sul fatto che gli unici veri The Mothers Of Invetnion siano stati i primi, quelli della seconda metà dei ’60. I musicisti che hanno suonato su questo disco hanno avuto l’onore di passare alla storia come gli ultimi che Frank considerasse degni eredi della sua band originale.
In quest’ultima versione dei Mothers si sono ritrovati parecchi fuoriclasse con cui Frank aveva già avuto a che fare in passato, sia in studio che sul palco. Tra tutti spiccavano il tastierista George Duke, fino ad allora senza dubbio il membro più apprezzato della formazione, il bassista Tom Fowler, il sassofonista, flautista e cantante Napoleon Murphy Brock e la percussionista Ruth Underwood. Ma anche stavolta non è mancato il cambio di batterista: “One Size Fits All” ha segnato l’esordio in studio del leggendario batterista Chester Thompson, che in seguito si sarebbe fatto un nome con le leggende del jazz fusion Weather Report, come batterista dal vivo dei mostri sacri del prog rock Genesis e anche come batterista live di Phil Collins.
Tra gli ospiti di questa volta vale la pena citare il vecchio amico di Frank, l’eccentrico Captain Beefheart, che in uno dei pezzi si cimenta con l’armonica, e il leggendario chitarrista e cantante blues Johnny “Guitar” Watson, che mette in mostra le sue doti vocali in due brani. Anche se sul percorso musicale di Frank, soprattutto per quanto riguarda il suo ruolo di compositore, a influire di più è stata la musica classica, ovvero la figura e l’opera di compositori d’avanguardia come Edgar Varèse, Igor Stravinsky e Anton Webern, come chitarrista ha citato più volte Watson come uno di quelli che hanno inciso di più sul suo stile.
“One Size Fits All” è l’ultimo capitolo della trilogia avant-hard rock di Frank (etichetta piuttosto generica, d’accordo), cominciata con i superbi “Over-Nite Sensation” (1973) e “Apostrophe(‘)” (1974). “One Size Fits All” contiene alcuni dei testi migliori di tutta la sua carriera. Si va dalla satira sociale pungente, che stavolta più che sulla politica si concentra sull’apatia e sulla stupidità delle masse, fino al solito umorismo da gabinetto nel finale di “Sofa”.
L’album si apre con la splendida “Inca Roads”, uno dei pezzi più complessi ma anche più famosi di Frank. Questa meraviglia sfoggia una struttura ritmica fuori dal comune e un uso insolito del falsetto da parte di Napoleon Murphy Brock, con Frank che gli tiene compagnia in sottofondo con le sue improvvisazioni vocali d’avanguardia. Dopo i ritmi funky iniziali si passa a una sezione di impronta jazz fusion, dove entra un assolo di chitarra di Frank da applausi. Col tempo arriva un motivo piacevolissimo con armonie vocali a più voci e tanti inserti comici al vibrafono. Questi ultimi sono da sempre indispensabili per le burlesque musicali di Frank, e anche su questo disco non potevano mancare. Come si conviene, non mancano nemmeno gli effetti spaziali delle tastiere e le improvvisazioni vocali distorte dagli effetti. Il testo parla di alieni che millenni fa atterrano da qualche parte in Perù e vi fondano le prime civiltà. È una satira dei libri allora popolarissimi dello scrittore e teorico di fantascienza svizzero Erich Von Däniken, con le sue celebri ipotesi sulle visite extraterrestri nella preistoria e sul loro influsso sulla nascita delle prime civiltà umane.
La tragicommedia “Can’t Afford No Shoes”, un ibrido bello groovy tra hard rock e blues, è un pezzo molto più diretto. Anche qui non mancano le armonie vocali scherzose, con la differenza che l’accento cade di più sui succosi passaggi di chitarra e pianoforte conditi di blues. Dal punto di vista ritmico è uno dei brani più duri della carriera di Frank, con un riff tagliente sopra una doppia linea di basso. Il testo, di questi tempi, è tornato attualissimo: è una satira sulla recessione e sulla depressione sociale, e parla di gente che non può permettersi nemmeno un paio di scarpe.
“Sofa No. 1” è uno strumentale jazz rock fusion romantico-goliardico con largo uso di xilofono e pianoforte, che starebbe benissimo anche su uno qualsiasi degli album jazz rock fusion di Frank. Anche qui c’è una vera e propria dimostrazione di perfezione strumentale e di un orecchio eccezionale per le melodie spiritose.
“Po-Jama People” è una satira sociale sull’indifferenza e sull’apatia della gente, segnata soprattutto dal fenomenale assolo di Frank, condito di blues, e dai succosi passaggi di pianoforte di Duke. Frank ci infila anche il suo caratteristico approccio vocale sarcastico e smorfioso, il cui scopo principale era di solito prendere in giro questo o quell’esemplare di idiozia umana. Senza dubbio è una delle perle maggiori tra i suoi pezzi meno noti.
Il fascinosamente spiritoso “Florentine Pogen” è intriso di riff di chitarra hard rock pieni di temperamento, linee di basso decise e un gioco di percussioni brillante, con il vibrafono in testa. Dal punto di vista dei testi è il ritratto satirico di una ragazza di città viziata, ricca e amorale, a cui più avanti si unisce il gorilla di Chester. Anche qui ci sono armonie a più voci cantate volutamente altissime e una marea di improvvisazioni vocali d’avanguardia. In primo piano c’è soprattutto Frank con i suoi “arf-arf” da cane.
La brevissima satira “Evelyn, a Modified Dog” prosegue la serie di brani di Frank in cui si sente il suo particolare feticismo satirico per i cani, che usava spesso come metafora degli organi repressivi e dell’ottusità generale della gente e dell’imbambolamento di massa.
“San Ber’dino”, in cui all’armonica ospita anche il famigerato Captain Beefheart, è un’altra leccornia per tutti gli innamorati di esperimenti ritmici imprevedibili e delle opere d’arte chitarristiche di Frank. Le armonie vocali volutamente brille e il ritmo saltellante alla cowboy si incastrano alla perfezione nella storia della patetica relazione tra due burini del sud degli Stati Uniti che si conoscono a un rodeo locale. Il suo quadro musicale complessivo si descrive al meglio come un mix burlesco di hard rock, blues, country e funk.
Segue il fenomenale “Andy”, che insieme a “Inca Roads” è sicuramente uno dei due pezzi centrali di “One Size Fits All”. Dentro ci trovi infatti una tavolozza dei migliori elementi di jazz fusion, classica, rock progressivo, avanguardia e hard rock, impastati come sapeva fare solo l’inconfondibile genio di Frank. Per struttura musicale è di sicuro il brano più “serio” dell’album. Dopo i sonnolenti inserti blues iniziali si passa a una sezione jazz-funk piena di temperamento, dove entrano ottimi passaggi di chitarra e pianoforte e giochetti divertentissimi al vibrafono. La parte migliore del pezzo arriva con la crescita ritmica e poi con l’ingresso di un riff di chitarra malinconico steso sopra un accompagnamento spaziale di tastiere. Da lodare anche la prestazione vocale eccezionale di Napoleon Murphy Brock. Dal punto di vista dei testi è un’ottima parodia dell’attore Andy Devine, diventato famoso per i ruoli in western in bianco e nero in cui di solito interpretava uomini “d’acciaio”.
La conclusiva “Sofa No. 2” è un raro esempio di umorismo da gabinetto, di cui di solito sugli album di Frank (soprattutto quelli successivi) ce n’è parecchio di più, ma qui si è accontentato di questo esemplare pungente della classica satira alla Zappa. Metà del testo, che parla di attività sessual-ricreative su un vecchio divano, è cantata in modo grottesco, con un approccio operettistico volutamente stravolto, in tedesco. Lo si è fatto senza dubbio in chiave di satira del perbenismo e della falsa morale sotto la maschera di ordine e disciplina (così tipici di buona parte dei paesucoli di lingua germanica). Un tema, insomma, che dopo i tragici fatti nel nostro vicinato a nord è tornato di un’attualità incredibile. Chi altri se non Frank poteva inventarsi il verso “Ich bin der Dreck unter deinen Welzen”? Come struttura musicale il pezzo in sé non è niente di speciale, visto che si limita a ripetere più volte il tema centrale di “Sofa No. 1”, solo che stavolta con arrangiamenti un po’ diversi di pianoforte e chitarra. Frank rifarà il suo insolito approccio al tedesco in futuro, sul leggendario album “Joe’s Garage” (1979).
“One Size Fits All” entra senza problemi nella cerchia ristretta dei migliori lavori di Frank. Difficilmente troveresti un fan di Zappa che non lo metta tra i dieci album preferiti della carriera di Frank. Era il periodo in cui il maestro con ogni nuovo album raggiungeva nuove vette, si dedicava con zelo a un’evoluzione continua nel campo della musica sperimentale e portava avanti con scrupolo il suo ruolo di pioniere e stella polare nel territorio imprevedibile del rock d’avanguardia. Era anche il periodo in cui cambiava praticamente di continuo i membri della sua band, visto che pochi riuscivano a tenere il passo delle continue e tremendamente esigenti necessità sperimentali del maestro. Per questo non sorprende che di questa eccellente formazione fino al successivo album in studio siano rimasti solo Napoleon Murphy Brock e la storica pupilla di Frank, Ruth Underwood. “One Size Fits All” è un gioiello splendente e meraviglioso del genio musicale unico di Frank, di cui tutti quelli che ci hanno lavorato potranno andare fieri ancora a lungo. E se vuoi farti un’idea anche della perfezione dal vivo di questa incarnazione della band di Frank (73-75), ti consiglio caldamente di ascoltare il doppio live “You Can’t Do That On Stage Anymore, Vol. 2” (1988), che riesce davvero a catturare l’anima di questa formazione.
Formazione
Frank Zappa – voce, chitarra
George Duke – tastiere, voce di accompagnamento
Ruth Underwood – marimba, vibrafono, percussioni
Johnny “Guitar” Watson – voce di accompagnamento
James “Bird Legs” Youman – basso
Chester Thompson – batteria, effetti sonori, voci
Tom Fowler – basso
Captain Beefheart – armonica
Napoleon Murphy Brock – sax tenore, voce, voce di accompagnamento, flauto
Produzione
Frank Zappa
Tracklist
1. Inca Roads
2. Can’t Afford No Shoes
3. Sofa No. 1
4. Po-Jama People
5. Florentine Pogen
6. Evelyn, a Modified Dog
7. San Ber’dino
8. Andy
9. Sofa No. 2