Opiate
Autore: Sandi Sadar Šoba
Artista: Tool
Etichetta: ZOO entertainment / Volcano Records / BMG Music
Uscita: 1992
Voto: 4.7/5
https://www.youtube.com/watch?v=EF_WKwbueG8
La grezzezza della produzione dipende soprattutto dal fatto che stavolta, per testare il clima sulla scena, hanno servito un EP. Un dischetto che convince con sei pezzi che picchiano. Di questi, in due si sente davvero che anche dal vivo non hanno nessuna intenzione di buttarla sulla superficialità né di fare i seduttori tiepidi col pubblico a colpi di frasi vuote di eterno affetto e suppliche di essere accolti. Un’accoglienza che, se uno ha anche solo un po’ di buon senso, un pizzico di cinismo, di ironia e un minimo di istinto autocritico nel valutare lo stato del mondo, è del tutto scontata. La voce inconfondibile di Maynard non è mai suonata così diretta e organica, davvero come se ti cantasse nello scantinato del tuo palazzo o della tua casa, come si sente già dal primo pezzo, ‘Sweat’. La vivacità giocosa del brano quasi funkeggiante ‘Hush’, in cui se la prendono con lo schematismo piccolo-borghese dei conformisti incasellati dal sistema. Il dito medio è alzato così in alto che è impossibile non vederlo. Qualsiasi censura non fa che eccitarli. La vera chicca sono proprio le due registrazioni live, che fanno di questo disco qualcosa di speciale. I Tool, infatti, non hanno ancora un album live ufficiale, anche se è proprio dal vivo che sanno convincerci meglio che a ignorarli ci perdiamo solo noi. ‘Cold And Ugly’ scivola dall’aggressivo martellamento in texture morbide, quelle che rendono il suono tooliano così erotico, attraente e invitante – passando per ‘Jerk-Off’ fino al gran finale con la title track ‘Opiate’, che per contenuto attingeva alla critica marxiana delle religioni organizzate come oppio dei popoli, che acceca, paralizza la libera volontà dell’uomo e il desiderio di ribellione, quando questa è – giustificata e assolutamente necessaria. Ah, e un’ultima cosa: dopo l’ultimo pezzo c’è nascosta una traccia dal sapore molto alla Doors, che può essere stata ispirata solo da qualche splendida sostanza chimica o da una droga sperimentale. I Tool diventano messia, araldi del vangelo della liberazione dell’uomo e raffinati satirici di chi non riesce a vedere i propri errori. Lo strumento per costruirti la tua filosofia personale di autosalvezza è stato offerto. La sfida è lanciata. Ma non aspettarti stampelle né la tua salvezza servita come bevanda istantanea. Questo i Tool, per principio, non te lo offrirebbero mai.
https://www.youtube.com/watch?v=wwIAMfF0jvw
Formazione
Danny Carey – batteria
Adam Jones – chitarra
Paul d’Amour – basso
Maynard James Keenan – voce
Produzione
Sylvia Massy, Steve Hangsen & Tool
Tracklist
1. Sweat (3:47)
2. Hush (2:48)
3. Part Of Me (3:17)
4. Cold And Ugly (LIVE) (4:10)
5. Jerk-Off (LIVE) (4:22)
6. Opiate (5:22)
DURATA DELL’ALBUM: 26:55