Orchestral Favorites
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Zappa, Frank
Etichetta: Rykodisc Records
Uscita: 1979
Durata: 33:57
Voto: 5/5
“Orchestral Favorites” è un album orchestrale-strumentale in cui gli aspetti classicheggianti del leggendario compositore e artista a tutto tondo Frank Zappa emergono per la prima volta in modo chiaro nella sua carriera. È il suo terzo disco in collaborazione con un’orchestra dopo “Lumpy Gravy” (1968) e “200 Motels” (1971). Dopo una marea di progetti rock e jazz era solo questione di tempo prima che il maestro, dal talento sconfinato e dallo spirito altrettanto brillante, tornasse al suo primo amore e si rimettesse a comporre musica classica per orchestra.
Uno dei capitoli più affascinanti della carriera di Frank è stato il suo amore per la scrittura di opere classiche e il progressivo affermarsi come maestro delle forme avanguardistiche della musica classica, sotto l’influsso evidente del leggendario compositore Edgard Varèse, da sempre una delle sue influenze musicali chiave. L’entusiasmo di Frank per Varèse, che durava fin dall’infanzia, ha trovato in pochissimi suoi dischi forme espressive così toccanti e spiritose come in “Orchestral Favorites”, un album che deve avere in collezione non solo ogni fan di lunga data di Zappa, ma anche ogni appassionato di musica classica del Novecento.
Per realizzare arrangiamenti orchestrali e salti ritmici strutturalmente a dir poco impegnativi, ma sempre splendidamente divertenti all’ascolto, ha potuto contare su un solido appoggio: l’orchestra Abnuceals Emuukha Electric Orchestra, con cui aveva collaborato per l’ultima volta sul remoto “Lumpy Gravy”, e due fedeli sudditi ritmici, Terry Bozzio alla batteria e Dave Parlatto al basso. La maggior parte dei brani l’ha creata tra il 1967 e il 1972, ma all’interno delle loro strutture ha infilato un sacco di idee nuove e li ha riarrangiati a fondo. Alcuni ascoltatori attenti si accorgeranno subito che gran parte delle composizioni era pensata per l’ambizioso progetto “Läther” (1996), mai realizzato in vita di Frank, anche se qui compaiono in versioni un po’ diverse da quelle uscite con la prima pubblicazione di quel progetto emozionante e mai del tutto compreso. Oggi, tra l’altro, è difficile credere che l’album sia stato l’ultimo debito di Frank con la Warner Records, ovvero la Discreet Records, che di lì a poco sarebbe colata a picco, mentre il maestro nel frattempo fondava la propria etichetta Zappa Records (poi Barking Pumpkin Records), come racconta anche la copertina, che lui personalmente non aveva approvato, anche se pare che gli piacesse.
Il viaggio attraverso questo album strumentale meraviglioso e imprevedibile dall’inizio alla fine è un tuffo in un vero minestrone zappiano di puro classicismo d’avanguardia. Per questa personalissima gita orchestrale il maestro ha usato una grattugia ritmica affilatissima, con cui ha tritato un succosissimo frullato di minerali sonori di ogni genere, di quelli che sapeva servire solo lui. Non mancano le classiche situazioni burlesche alla Zappa, con arrangiamenti e melodie costruiti apposta in modo che ogni tanto ti sembri di ascoltare la colonna sonora di un cartone animato spassoso, dove animali con attributi umani (per dire gatti e topi) si inseguono e se le danno con martelli e incudini giganti, mentre sullo sfondo, tra i grattacieli di un ambiente industrializzato da far schifo, dei maiali in cravatta applaudono e raccolgono le scommesse. Insomma, forme di musica orchestrale così spiritose farai una fatica enorme a trovarle, se le cerchi fuori dall’opera del maestro.
“Orchestral Favorites” si apre in maniera decisamente epica con “Strictly Genteel”, che in origine era il finale dell’album “200 Motels”. In generale è una delle sue opere più sottovalutate, che ha suonato dal vivo solo raramente. Eccezionalmente è finita nel repertorio dell’ultimo tour di Frank, nel 1988. Questa versione segue con una certa fedeltà quella originale di otto anni prima, solo che il motivo principale è arricchito da arrangiamenti orchestrali coloratissimi. Una possente sezione di fiati tesse pomposi ornamenti sinfonici, mentre l’armonica a bocca, usata con spirito, insaporisce una vivacità ritmica già notevole. Anche la magia ambientale burlesca è forte quanto nell’originale. Certi critici musicali hanno spesso fatto la voce grossa sostenendo che il comporre di Frank si basasse senza eccezioni sulla scrittura di melodie complesse e dissonanti. Ma se avessero ascoltato anche solo un po’ la maggior parte dei pezzi di questo album, si sarebbero dovuti mordere la lingua più di una volta. Chiunque lo ascolti con attenzione noterà un mucchio di melodie piacevolissime, tra cui alcune delle più belle della carriera di Frank.
Una delle poche eccezioni senza coesione melodica è l’avanguardistica “Pedro’s Dowry”, per me la cosa più debole del disco, il che non vuol dire affatto che vada ignorata, perché contiene un sacco di follie ritmiche e battute con ogni tipo di effetto. Frank e compagnia si mettono cioè a fare baccano con inserti di percussioni avanguardistici e sempre vari, mentre sullo sfondo scorrono motivi burleschi di trombone e violino. Gli appassionati di lunga data dell’opera di Frank noteranno anche l’uso abbondante dello xilofono, il suo strumento a percussione preferito. Questa strana orgia avanguardistica sfocia inaspettatamente, ma con coerenza, nella brevissima “Naval Aviation in Art?”, che contiene una melodia di violino da brividi e inserti orchestrali dissonanti sullo sfondo.
“Duke of Prunes” è una versione rielaborata di un evergreen dal leggendario album “Absolutely Free” (1967). Qui al maestro è riuscito perfino di migliorare l’originale, perché è riuscito a catturare il meglio della versione di partenza e a intrecciarci una serie delle sue tipiche frasi di chitarra “galattiche”. Ci mette del suo anche l’effetto dell’orchestra, che si dimostra di nuovo all’altezza su tutti i fronti, e le pazzie ritmiche della fantastica coppia Bozzio-Parlatto. Tra i tanti meandri ritmici spiritosi e intelligenti e gli arrangiamenti epici dei fiati, la composizione torna continuamente alla sua melodia centrale, che si pianta facilmente nelle orecchie.
L’album si chiude con un altro classico di “200 Motels”, il perfetto minestrone classicheggiante-avanguardistico “Bogus Pomp”, che con oltre tredici minuti di durata è il pezzo più lungo e complesso di tutto il disco, ma anche il più eccitante e divertente. Tra gli strati drammatici degli arrangiamenti orchestrali si fanno largo effetti sonori dissonanti, e il tutto è legato da una straordinaria vivacità ritmica sull’asse Bozzio-Parlatto. In certi momenti i singoli arrangiamenti suonano del tutto sparpagliati e dissonanti, per poi, un attimo dopo, prendere forma spontaneamente in melodie curate e belle. I momenti da brivido, fin troppo spesso, si trasformano in pura commedia. Anche se questo brano brillerà ancora di più quando Frank lo suonerà insieme alla London Symphony Orchestra, anche questa versione è molto buona e si merita un dieci pieno.
“Orchestral Favorites” è un’altra opera d’arte personalissima, che dimostra come Zappa sia stato per tutta la carriera un maestro eccezionale delle forme musicali, a prescindere dal genere. Anche nei brani più complessi le sue forme musicali erano tracciate con chiarezza e precisione, e contagiose, se non proprio spiritose. I singoli arrangiamenti dell’album, grazie all’ottimo uso della compagine orchestrale, sono stati suonati con un umorismo eccezionale, molto vicino a quello che di solito si trova negli album “rock” di Frank con le parti vocali. “Orchestral Favorites” è zeppo di splendide composizioni orchestrali che si piegano sotto il peso del tipico umorismo zappiano, quello che poteva evocare solo un compositore geniale vissuto per creare opere d’arte senza sosta. Questo capolavoro spesso trascurato lo consiglio in modo particolare a tutti i fan delle escursioni classicheggianti di Frank, ma anche a chi ama le sue prime incarnazioni degli anni Sessanta.
Formazione
Frank Zappa – chitarra
Terry Bozzio – batteria
Dave Parlato – basso
Mike Lang – tastiere
Emil Richards – percussioni
Pamela Goldsmith – violino
John Wittenberg – violino
Bobby Dubow – violino
Jerry Kessler – violoncello
Bruce Fowler – trombone
Earle Drumler – oboe
Mike Altschul – flauto, tromba
Malcolm McNabb – tromba
David Duke – corno francese
Dana Hughes – trombone basso
Ray Reed – flauto
David Shostak – flauto
Tommy Morgan – armonica a bocca
Marty Perellis (?)
Don Van Vliet – danza
Produzione
Frank Zappa
Tracklist
1. Strictly Genteel
2. Pedro’s Dowry
3. Naval Aviation in Art?
4. Duke of Prunes
5. Bogus Pomp