Ouverture hard’n’heavy a Medvode per aprire novembre! (2013)
Autore: Urban Bolta
Luogo: MC Jedro / Medvode / Slovenia
Data del concerto: 01.11.2013
Presenze: 120
Prezzo del biglietto: 3€
Quest’anno le due festività a cavallo tra ottobre e novembre si sono fuse con il weekend, e quattro giorni liberi di fila hanno fatto gola soprattutto ai promoter, che in tutta la Slovenia hanno messo in piedi mille e un concerto. Tra questi, il primo di novembre ha chiamato a raccolta il pubblico anche il centro giovanile di Medvode, Jedro, con la promessa di tre giovani band slovene di hard rock e heavy metal.
Le recensioni positive del debutto dei MIST all’Orto bar di Lubiana, un mesetto fa (report di Rockline qui), hanno fatto crescere ancora la curiosità per questa nuova band metal tutta al femminile, attiva dall’estate scorsa ma solo ora uscita dal garage per salire sui palchi. Le ragazze hanno passato l’ultimo anno a scrivere pezzi propri con impegno, e adesso iniziano a calcare i palchi dei club con la voglia di dare l’ennesima conferma alla tesi, smentita da un pezzo, che la musica sia roba solo da maschi. Ed ecco una nuova prova! La sensazione di claustrofobia delle quattro pareti del primo piano era ancora più amplificata dai riff doom metal di impostazione tradizionale, che hanno catturato in modo del tutto credibile l’atmosfera funesta del genere. Le svolte ritmiche, frutto di un tempo dinamico, e l’incastro di più idee dentro i pezzi parlano di una band creativa e ispirata, che per forza di cose ha dovuto mostrare anche il suo senso dell’improvvisazione, quando alla batterista Mihaela, alla fine di uno dei pezzi originali, si è letteralmente sfasciata la parte destra della batteria. Le ragazze giurano sulla tradizione old school del genere, come dimostra del resto già la scelta delle cover: Relentless (Pentagram) e Bewitched (Candlemass). Se le composizioni sembrano estremamente promettenti e i riff, pesanti come rasoi, ti scuotono le ossa per davvero, il punto debole della band è invece la poca esperienza live. I Mist sono comunque riusciti a smorzare la staticità sul palco, soprattutto verso la fine del set, quando la buona risposta del pubblico ha fatto salire loro l’autostima, quindi non c’è da temere: con una bella scorpacciata di concerti, per questa nuova formazione doom al femminile c’è una sola strada: in su!
Secondi a salire sul palco del Jedro sono stati i MOTORFIRE, ragazzi del Carso che, nonostante la barba ancora da imberbi (sia sulla faccia che in carriera), hanno già alle spalle qualche esibizione di peso, per esempio al weekend di riscaldamento del Metaldays e al Paranoid Mania di settembre. I Motorfire sono innanzitutto una band da festa, e l’hanno fatto capire fin dall’inizio con un saltellante omaggio ai Twisted Sister. Nonostante l’inesperienza, sul palco i ragazzi sono sembrati molto sicuri! L’energia della scuola classica dell’heavy metal sono riusciti a trasformarla anche in cinetica da palcoscenico, con il frontman Anej a spiccare per carica: un attimo dietro la batteria, quello dopo in prima linea, in fondo al palco! I ragazzi del Carso hanno quindi brillato per presenza scenica bombastica, mentre per cristallizzare un suono riconoscibile e tutto loro ne manca ancora parecchio. Se qualche sbandata ritmica dovuta allo stile rock’n’roll un po’ arruffato si può ancora perdonare, a pizzicare di più le orecchie è stato il saltare da uno stile all’altro, una delle tipiche caratteristiche della maggior parte delle giovani band che si stanno ancora cercando. I pezzi originali, con le armonie di chitarra melodiche della classica scuola Iron Maiden, a giudicare dalla reazione hanno fatto centro, ma resta da vedere come funzionerà questo rifarsi in modo così diretto ai veterani dell’heavy metal sul prossimo debutto »Rising Fire«, che i ragazzi promettono a breve. I Motorfire hanno ancora tanto tempo per sistemare tutte le magagne, e se continueranno a costruire sulle solide basi già messe giù, di sicuro sentiremo ancora parlare di loro.
Come band di punta della serata, davanti al pubblico di Medvode sono tornati i TOP STRIPPER, che nel locale in questione avevano già suonato a inizio anno al Lipstick N’ Leathür festival. Quest’anno i ragazzi hanno fatto alcuni passi importanti nella carriera, e ormai (almeno nella Slovenia centrale) possono permettersi un set da headliner. A differenza delle prime due band, i Top Stripper, nella loro maniera ormai nota, hanno tirato il freno e, con un pizzico di blues, hanno fatto ondeggiare il club, discretamente pieno, sui ritmi di sex appeal che sono il marchio di fabbrica del loro modo di esprimersi. Il quintetto suona live con regolarità, e così da concerto a concerto mostra una forma scenica sempre più solida, che si vede soprattutto nello spirito rilassato, che piano piano, ma con costanza, scalza la postura tesa e innaturale. A causa dei problemi tecnici di Miha con l’amplificazione della batteria, i Top Stripper hanno dovuto far partire il concerto due volte, cosa che ai ragazzi, alle prese con la presentazione del debutto »High Heels Avenue« (recensione di Rockline qui), non ha ovviamente fatto né caldo né freddo! Fa piacere il ritorno in scaletta della ballad Daisy Darlin’, che questa volta, nel finale, ha cambiato pelle all’anima acustica del pezzo con un suono elettrico più solido, e questo è piaciuto di sicuro a chi li segue ai concerti con più regolarità. I Top Stripper hanno snocciolato un mazzetto di pezzi hard rock di quelli che picchiano, tipo L.A. City, fino ai brani più elaborati a livello di composizione, i »blues alla Cinderella« come Gone With The Train e Cryin’ Over Love, in cui è venuta fuori ancora di più la voce carismatica di Jaša. Il messaggio di una musica grondante sesso è stato rilanciato a metà concerto con una cover sporca di Love in an Elevator (Aerosmith), mentre la chiusura, come ormai di consueto per loro, è toccata all’inno Paradice City (Guns N’ Roses). E che messaggio sono riusciti a far arrivare al pubblico i Top Stripper con la loro esibizione? Quando si fa festa, che sia una festa da paradiso!
Scaletta
MOTORFIRE:
1. We’re Not Gonna Take It
2. Ghostrider
3. The Pride
4. Heading Out to the Highway
5. Night Verison
6. Burn Out
7. Claws ‘N’ Fangs
8. Conquistadores
9. Miss You
10. Victim of Fate
11. Metropolis of Dreams
12. Aces High
13. Demoni
14. Angel Witch
15. Motorfire
16. Fear of the Dark
Galleria fotografica






















































































