Pablo Honey
Artista: Radiohead
Etichetta: Parlophone Records
Uscita: 2009
Voto: 2.9/5
I Radiohead li conosce praticamente ogni abitante del mondo occidentale, e anche Creep è ancora piantata nella memoria di tutti noi che siamo cresciuti negli anni Novanta. Quel decennio non l’ha segnato solo il grunge, genere a cui appartiene anche il grande hit Creep, ma anche l’album Pablo Honey, il debutto dei Radiohead, e ancora di più tutti gli album successivi della band, che viene considerata tra le più popolari e le più innovative dell’ultimo periodo musicale.
Pablo Honey è uscito nel 1993, all’apice del movimento grunge, un anno prima della morte di Kurt Cobain. I Radiohead hanno sfruttato con astuzia la popolarità del genere e con l’hit Creep si sono piantati nel cuore della maggior parte degli adolescenti introversi di allora (lo ammetto, c’ero anch’io tra loro). Ma il pezzo ha spezzato le sue catene e si può ancora sentire dietro le porte chiuse di tanti pubertari scontrosi e problematici.
Sul primo CD troviamo l’album così com’è uscito nel 1993, ovviamente con il grande hit Creep. Sentiamo per lo più un piagnucolio grunge, distorto, sia nella voce che negli strumenti. Ogni tanto si sentono anche influssi di indie rock e Brit pop. Insomma, niente di importante e di nuovo. La Gran Bretagna non ha mai digerito granché il grunge. Solo due band sono state popolari nel suonare questo stile: Radiohead e Bush. I Bush hanno centrato molto meglio il vero feeling grunge, mentre i tentativi dei Radiohead erano più sterili, e possiamo ringraziare solo gli dei se poi hanno messo la testa a posto e hanno iniziato a fare la musica che gli sta molto più addosso.
Il secondo CD contiene alcune registrazioni rare della band, di cui saranno sicuramente grati i fan più accaniti. Sulla seconda disco ci sono anche alcune registrazioni demo. Questi pezzi mostrano i Radiohead da un lato un po’ più crudo, ma anche lì si vede quanto fosse già maturo il loro sound prima ancora di firmare con l’etichetta.
Musicalmente si potrebbe dire che i Radiohead siano saliti sul treno della musica grunge, che all’epoca era popolare praticamente ovunque. La loro versione di grunge era piuttosto scarsa, troppo clichéd, da liceali, ma con Creep sono riusciti a creare un inno per tutti gli sfigati del liceo, e questo gli ha aperto le porte della fama mondiale. Tanto più sorprende che in futuro non si siano piegati alle pressioni delle etichette e delle mode, ma anzi, con ogni album siano diventati più innovativi. Qui hanno creato musica che non è niente di speciale, è molto semplice, senza fantasia, si attacca ai cliché, e proprio per questo è ancora più sorprendente che già con l’album successivo abbiano fatto un salto di qualità simile. In questo disco risultano ancora piuttosto ingenui, seguono ciecamente le tendenze grunge, qua e là si sente ancora l’influsso di indie rock e Brit pop, ma di un’idea tutta loro nemmeno l’ombra. Quello che è seguito è davvero incredibile!
Pablo Honey mostra i Radiohead all’apice del loro autocompatimento, per quanto riguarda i testi. Thom Yorke è migliorato in modo pazzesco come paroliere negli album successivi, ma nella sua voce è rimasta quella patetica enfasi che si nota di più proprio in questo debutto. È interessante che Yorke da poeta dei problemi del liceo si sia trasformato in un filosofo profondo, critico verso la società, e in un visionario, cosa che si vede già nell’album The Bends.
Pablo Honey non è un granché come album. Si sente che i Radiohead erano ancora relativamente inesperti e cercavano la loro nicchia di mercato. In termini di successo con questo album hanno ottenuto moltissimo, secondo me perfino più di quanto si meritassero. La musica non è travolgente, non è granché melodica, e i Radiohead sono anche come musicisti decisamente nella media. Pablo Honey è il prodotto della sua epoca, in cui i Radiohead possono vedere il successo solo dal lato economico, visto che l’album non porta nulla di musicalmente rilevante. A tutti gli amanti di questo album consiglio comunque questa ristampa, perché contiene una marea di tesori nascosti. Voi che invece volete iniziare con i Radiohead, aspettate piuttosto un altro lavoro, dove le loro capacità sono più evidenti.
Formazione
Thom Yorke – voce, chitarra
Jonny Greenwood – chitarra solista, pianoforte, organo
Ed O’Brien – chitarra, cori
Colin Greenwood – basso
Phil Selway – batteria
Produzione
Sean Slade, Paul Q. Kolderie, Chris Hufford
Tracklist
CD1:
1. You (3:27)
2. Creep (3:55)
3. How Do You? (2:11)
4. Stop Whispering (5:25)
5. Thinking About You (2:41)
6. Anyone Can Play Guitar (3:37)
7. Ripcord (3:09)
8. Vegetable (3:12)
9. Prove Yourself (2:25)
10. I Can’t (4:13)
11. Lurgee (3:07)
12. Blow Out (4:41)
CD2:
1. Prove Yourself (Demo)
2. Stupid Car (Demo)
3. You (Demo)
4. Thinking About You (Demo)
5. Inside My Head
6. Million Dollar Question
7. Yes I Am
8. Blow Out (Remix)
9. Inside My Head (Live)
10. Creep (Acoustic)
11. Vegetable (Live)
12. Killer Cars (Live)
13. Faithless The Wonder Boy
14. Coke Babies
15. Pop Is Dead
16. Banana Co (Acoustic)
17. Ripcord (Live)
18. Stop Whispering (U.S. Version)
19. Prove Yourself (BBC Radio One Session 06/22/92)
20. Creep (BBC Radio One Session 06/22/92)
21. I Can’t (BBC Radio One Session 06/22/92)
22. Nothing Touches Me (BBC Radio One Session 06/22/92)