Panikk, giovani thrasher: ecco chi sono (2010)!

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Rock Cafe, Postojna
Data dell’intervista: 04.02.2010

I Panikk sono una giovane band thrash metal che ha da poco fatto uscire il primo demo con quattro pezzi. Suonano un mix piuttosto personale di Bay Area thrash condito con influenze del thrash metal tedesco e britannico. Nonostante i parecchi problemi tecnici avuti durante il loro concerto alla quinta serata dell’Epic RockLine Contest, hanno portato a casa l’esibizione con grande sicurezza e, dopo il live, si sono fermati a fare due chiacchiere con noi.

RockLine: Per cominciare, presentatevi: chi e che cosa sono i Panikk?
Gapa: Voce e chitarra
Žiga: Chitarra solista
Jani: Noi siamo i Panikk, io suono il basso.
Simon: Suono la batteria

RockLine: Avete fatto uscire da poco un demo con quattro pezzi: raccontateci come è nato il demo e come sono nati i pezzi che ci sono dentro.
Žiga: Abbiamo registrato allo studio Zalokar.
Gapa: Sì, abbiamo registrato da Zalokar, con cui ci eravamo accordati che ci incidesse quattro pezzi per il demo.
Simon: Alla fine sul prezzo ha fatto un po’ di confusione… Anche la produzione zoppica un po’, e la stanza in cui abbiamo registrato era giusto abbastanza grande da riuscire a infilarci dentro la batteria.
Gapa: Beh, nonostante le condizioni non proprio top il demo l’abbiamo fatto, e siamo piuttosto soddisfatti del risultato.
Simon: Abbiamo registrato in quattro giorni, poi ci siamo anche un po’ presi a parole per il mix…

RockLine: I pezzi del demo vi presentano come una specie di mix di thrash metal “old school” nello stile dei vecchi Metallica, con qualche spruzzata di thrash tedesco e perfino britannico alla Xentrix, Onslaught.
Žiga: Sì, ognuno può dire le sue influenze.
Gapa: Io sono più orientato sui primi Metallica, Exodus, anche Forbidden, e i pezzi sono nati più o meno in quella direzione. Però non mi sono messo il vincolo che “adesso il pezzo deve suonare old school”. Io ho cominciato a lavorare sui pezzi, poi è arrivato Žiga, che ascolta tutt’altra musica, ha aggiunto le sue idee e ha dato ai pezzi un’energia diversa.
Žiga: Sono entrato nella band quando un pezzo era già finito, poi abbiamo fatto insieme gli altri tre. Gapa ascolta soprattutto thrash, io soprattutto death tecnico e thrash, e Jani ascolta new age metal…
Jani: Che c’è, state di nuovo parlando di me?
Žiga: Dai, smettila, non ricominciamo!
Jani: Io sono entrato nella band perché serviva quel pizzico di Robbie Williams, cioè spettacolo ed energia. Penso di aver messo la ciliegina sulla torta, o meglio un bel plus in più.
Gapa: Jani ha portato un sacco di energia, sì.
Jani: Alla fine ai pezzi aggiungo le mie linee, che in pratica sono linee di chitarra.

RockLine: Quindi punti più al pubblico femminile?
Jani: Certo!
Simon: Io invece ascolto praticamente di tutto.
Žiga: Tranne il power metal.
Simon: Tranne il power metal. Per il resto dal jazz a tutti i generi in cui trovo qualcosa di buono.

RockLine: Quindi Tribal è nata soprattutto dalle tue influenze? In particolare per il drumming tribale nel finale del pezzo.
Simon: Ma no, in realtà l’abbiamo scritta tutti insieme. Tribal aveva già di suo il testo e un tocco etnico, così abbiamo detto: perché non aggiungere anche una parte drum ‘n bass, anche se in realtà non lo è nemmeno.
Gapa: Però Simon ha alzato parecchio il livello della nostra musica, perché ha idee originali per quanto riguarda la batteria.

RockLine: Il primo concerto l’avete fatto al Rog, giusto?
Simon: Sì, davanti a 200 persone. L’organizzatore ci ha detto che fino a quel momento era il record di gente a un concerto al Rog.
Žiga: Perché era venerdì e c’era la vodka party. E dopo di noi doveva suonare Neisha… Solo che non si è presentata.

RockLine: Visto che fate thrash, e che ultimamente in Slovenia (e non solo) c’è un’inondazione di band di questo genere, avete avuto paura di passare per “l’ennesima band thrash”?
Gapa: No, io non me ne sono mai davvero preoccupato. Ho sempre avuto il sogno di avere una band thrash, ho trovato le persone giuste e nella band c’è l’energia giusta. Ognuno di noi completa i pezzi, e penso che con le altre band non ci si possa nemmeno paragonare: secondo me abbiamo qualcosa che ci fa risaltare.
Simon: Sì, ognuno aggiunge qualcosa dal genere che ascolta. Se io ascolto jazz, blues e lui thrash, mischiamo tutto e facciamo quello che vogliamo.

RockLine: Più o meno a ogni band iscritta a questo concorso chiedo qual è stato il motivo dell’iscrizione. Qual è il vostro?
Žiga: Loro non ne sapevano niente, ho iscritto io la band, eh eh.
Simon: Io sono di Postojna e non ne avevo idea.
Gapa: L’abbiamo visto su MySpace.
Žiga: È un’ottima occasione per suonare dal vivo.

RockLine: E per chiudere la domanda di rito: quali sono i piani per il futuro?
Gapa: Ci piacerebbe registrare ancora qualcosa in estate.
Žiga: Per il resto, combinare il meglio possibile progressive, thrash, death e jazz con un pizzico di Avril Lavigne.

RockLine: Quindi una specie di Atheist un po’ più “pussy”.
Žiga: Sì, più o meno (risate). Saremo come gli Atheist, solo che avremo una voce femminile, e a cantare saranno le nostre ragazze.
Jani: Feeling e anima devono esserci in ogni band. Siamo partiti dal thrash e poi abbiamo continuato con influenze diverse. Bisogna continuare a provare e avere voglia, e allora può succedere ancora qualcosa di bello.

RockLine: Oggi sul palco vi sono capitati dei problemi tecnici. Cos’è successo di preciso?
Gapa: Credo che mi sia morto il cavo. Ancora adesso non ho ben capito cosa sia andato storto.
Žiga: L’altra volta con la macchina abbiamo investito la chitarra di Gapa, l’aveva appena pagata, e adesso dovrà sganciare i soldi anche per un cavo nuovo (risate).
Simon: Ci servirebbero più soldi per attrezzatura migliore, io non ho nemmeno un piatto intero (risate).

RockLine: Ok, grazie per l’intervista.
Panikk: Grazie a te, e vorremmo aggiungere: venite a sentirci ai concerti.

Fotografie: Martin Prezelj

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