“Pare che ti piacciano i cappelli e il liquore di teran” (2012)

0 344

Location: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data: lunedì 21.05.2012


Boštjan Narat è poeta, musicista, perfino filosofo, noto a tutti come il capo e chitarrista dei Katalena e, ora più che mai, anche come cantautore. Un artista fuori dal comune, che ha messo nero su bianco per la prima volta il suo talento (e la sua portata) da cantautore con l’uscita del suo primo album in studio sulla lunga distanza, »Strah je odveč« (2010). Per il brano Strah je odveč, Narat ha vinto al Kantfest 2009 a Ruše la kanta d’argento, cioè il secondo premio del festival, e l’anno dopo, sullo stesso palco, con una nuova kanta si è portato a casa anche l’oro: già questo dice quanto sia stimato Boštjan Narat.

Passano due anni in un lampo. Il fortunato esordio »Strah je odveč« ha così ottenuto un fratellino minore, intitolato »Konec sveta vedno pride nenapovedano« (etichetta Pivec, 2012), che allarga il raggio d’azione cantautorale di Boštjan Narat e, insieme, quello degli arrangiamenti che co-creano le impressioni stesse: da qui in avanti un libro illustrato sonoro molto più ricco, che fa compagnia alla potente figura centrale della poesia di Narat.

Una bella serata di pioggia nel cuore del CUK Kino Šiška. Posti a sedere diligentemente occupati, con un netto sovrannumero di rappresentanti del ggentil sesso in sala. L’orologio batte quasi le nove e mezza quando Boštjan Narat si accomoda su uno sgabello da bar per un riscaldamento introduttivo che fa il solletico ai presenti con i brani Yet Another Tango e Ženske, ki ljubijo pse (entrambi dall’album »Strah je odveč«). Se non sei sincero, cadi. È l’assioma del cantautorato, che mette alla prova se stesso ogni volta dal vivo. Ogni volta che ti esponi alla sincerità della nudità acustica di un opuscolo sonoro dal carattere del tutto naturale, che regge solo grazie a una retorica vocale vissuta e rivissuta con sentimento nel dare voce alla poesia! Per questo convincono solo quelli che si godono davvero la propria pelle e condividono con gli altri, senza pesantezze, il loro modo di percepire il mondo attraverso il linguaggio della poesia e della musica.

Questa delicatezza, che è il setaccio di base per separare credibilità e qualità, per Boštjan Narat è da tempo un abito di casa, in cui si muove libero e autentico e si gode la libertà di raccontarsi. La sua forza sta in un senso straordinario della progressione del messaggio nella poesia, nella crescita teatralmente graduata dei brani verso un «crescendo» finale che tiene l’ascoltatore ben legato a sé. Voce, presenza, figura dell’interpretazione e un pizzico di teatralità ben costruita, filtrati attraverso una sicurezza scenica fuori dal comune, fanno di Boštjan Narat un artista dalla testa ai piedi, capace di convincere pienamente in ogni movimento, in ogni riflessione metaforica, in ogni gesto disegnato dalla mimica del suo viso o semplicemente dal suo muoversi sul palco.

Il brano Tisti, ki zna in ona ki ve ha portato sul palco anche il resto della squadra che ha collaborato all’album »Konec sveta vedno pride nenapovedano«, con questa formazione: Matevž Kolenc (arrangiamenti, chitarra elettrica, basso, effetti sonori), la storica compagna di Narat nei Katalena  Polona Janežič (tastiere), Jelena Ždrale (viola) e Blaž Celarc (batteria, percussioni, clarinetto).

Il salto di livello della cultura musicale in solitaria che Boštjan ha iniziato a sviluppare con l’esordio »Strah je odveč«, dopo la nuova esperienza in studio (la registrazione del nuovo album), ha avuto così anche un autentico riepilogo dal vivo.  Una cornice eccezionale, fatta di strutture organiche perfette sotto la bacchetta di un’esperienza ben temprata, quella che porta con sé la band di Boštjan, ha avvolto come un guanto il suo declamare altamente carismatico di versi ricchi di contenuto, approfondendo con chiarezza, brano dopo brano, e contrastando ulteriormente la forza espressiva dei versi.  Boštjan ha riversato spesso la sua abilità teatrale nelle pause tra un pezzo e l’altro, dove con battute brillanti ha dimostrato che potrebbe cimentarsi con la leggerezza di una piuma in spettacoli di «stand up comedy».

La Confessione a mosaico di Boštjan Narat è dosata nelle quantità giuste. Ha il tono giusto nel riflettere come il singolo vive la propria realtà in questo mondo impazzito, e da qui si può concludere solo che Boštjan Narat è una figura saldamente coi piedi per terra della predicazione cantautorale, che non può suonare patetica, perché porta i suoi messaggi senza un briciolo di pretenziosità, con un controllo eccezionale del timone, unendo le sue sincere sensazioni in un mosaico colorato di tessere distribuite in modo uniforme, ricavate dal battito catturato della quotidianità. Può essere struggentemente sensibile, può essere spiritoso, può essere sarcastico, può essere altezzoso o perfino perversamente stuzzicante (Romeo julija). Proprio con la falange finale di brani dal messaggio potentissimo Če padeš po tleh, Star mož, Zdi se da te danes ne bo e Kako končati to pesem? Narat ha convinto di poter indicare nello stesso istante la via per il paradiso e per l’inferno, che nella realtà si annullano a vicenda. Attraverso una definizione straordinaria di predica flessibile e frizzante, che è un pezzo unico e originalissimo dell’artista e che con la sua forza tocca all’istante l’anima di ogni singolo spettatore in sala!

Il quadro, comunque, non sarebbe stato completo senza gli ospiti speciali, la cantante Mina Špiler (Melodrom, Laibach), che nel brano Jutra ha impreziosito con il suo sentimento femminile la canzone in un connubio più che ben riuscito con la voce di Narat. Il duo ha messo alla prova in modo provocatorio la propria forza interpretativa anche in una cover delicatamente malinconica e fragile della cantautrice italiana Gigliola Cinquetti, intitolata  Non ho l’Eta. »Dopo una canzone così triste  è difficile restare soli« continua Boštjan in tono scherzoso quando anche Mina lascia il palco, per poi buttarsi di nuovo, da solo e a modo suo, nell’interpretazione della title track dell’album d’esordio »Strah je odveč«. Dopo un altro duetto con Mina Špiler nel bis (Odhod domov), la band torna sul palco accanto a Boštjan per l’ultima volta della serata e porta a casa un’ottima cover dell’originale dei R.E.M., il brano The One I Love.

L’album »Konec sveta vedno pride nenapovedano« ha avuto così una presentazione in anteprima commovente, che per una buona ora ha portato i presenti, sulle ali di un effetto davvero ipnotico, nell’universo unico di musica e poesia di Boštjan Narat, che ha dimostrato di essere uno dei cantautori più potenti in fatto di espressività in questo momento in Slovenia.

autore: Aleš Podbrežnik
foto: Aleš Podbrežnik



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie