Pare che ti piacciano i cappelli e il liquore di terrano (2012)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data del concerto: 21.05.2012
Numero di spettatori: 400
Prezzo del biglietto: 20,00€ (in prevendita) / 23,00€ (il giorno del concerto)

Boštjan Narat è poeta, musicista, perfino filosofo, noto a tutti come il capo e chitarrista dei Katalena e da poco, più che mai, anche cantautore. Un artista fuori dal comune, che ha messo nero su bianco per la prima volta in modo ufficiale il suo talento (e la sua portata) da cantautore con l’uscita del primo album in studio sulla lunga distanza »Strah je odveč« (2010). Per il brano Strah je odveč Narat si è portato a casa al Kantfest 2009 a Ruše la kanta d’argento, ovvero il secondo premio del festival, e l’anno dopo, sullo stesso palco, con una nuova kanta si è addirittura messo l’oro al collo, il che dice già da solo quanto sia stimato un artista come Boštjan Narat.

Il tempo di voltarsi e sono passati due anni. Il fortunato esordio »Strah je odveč« ha così avuto un fratellino, che si chiama »Konec sveta vedno pride nenapovedano« (etichetta Pivec, 2012): allarga la portata cantautorale di Boštjan Narat, ma allarga anche quella degli arrangiamenti, nel co-creare le impressioni stesse, ormai un album illustrato sonoro molto più ricco, che fa compagnia alla forte figura centrale della poesia di Narat.

Una bella serata di pioggia in mezzo al CUK Kino Šiška. Posti a sedere ben riempiti, con una netta maggioranza di quote rosa tra il pubblico. L’orologio ha battuto quasi le nove e mezza quando Boštjan Narat si siede sullo sgabello da bar per farti, nel riscaldamento iniziale, un dolce solletico con i brani Yet Another Tango e Ženske, ki ljubijo pse (entrambi dall’album »Strah je odveč«). Se non sei sincero, caschi. È l’assioma del cantautorato, che passa il suo esame ogni volta che lo porti dal vivo. Sempre, quando ti esponi alla sincerità della nudità acustica di un dépliant sonoro dal carattere del tutto naturale, che regge solo se a guidarlo è la retorica vocale, vissuta fino in fondo, della poesia cantata! Per questo convincono solo quelli che si godono davvero la propria pelle e che condividono con gli altri, senza pesi addosso, il modo di percepire il mondo attraverso il linguaggio della poesia e della musica.

Questa delicatezza, che è il setaccio di base per separare credibilità e qualità, per Boštjan Narat è da tempo un abito su misura, in cui si muove con naturalezza, in modo autentico, e in cui si espone con libertà e gusto. La sua forza sta in un senso straordinario della progressione del messaggio nella poesia, nella crescita teatrale e graduata dei brani verso un »crescendo« finale che tiene l’ascoltatore ben agganciato. Voce, statura, figura interpretativa e un pizzico di teatralità costruita, il tutto attraverso una sicurezza sul palco fuori dal comune, fanno di Boštjan Narat, dalla testa ai piedi, un artista che convince in pieno in ogni movimento, in ogni riflessione metaforica, in ogni gesto disegnato dalla mimica del suo volto o semplicemente dal muoversi sul palco.

Con il brano Tisti, ki zna in ona ki ve sul palco è arrivato anche il resto della squadra che ha collaborato all’album »Konec sveta vedno pride nenapovedano«, nella formazione: Matevž Kolenc (arrangiamenti, chitarra elettrica, basso, effetti sonori), la storica compagna di Narat nei Katalena  Polona Janežič (tastiere), Jelena Ždrale (viola) e Blaž Celarc (batteria, percussioni, clarinetto).

Il salto di qualità della cultura musicale solista che Boštjan ha cominciato a sviluppare con l’esordio »Strah je odveč« ha trovato così, dopo la nuova esperienza in studio (la registrazione del nuovo album), anche un autentico riepilogo sul palco. L’eccezionale scenografia di strutture organiche perfette, intrecciate sotto la bacchetta di veterani del mestiere come quelli che compongono la band di Boštjan, ha avvolto come un guanto il suo carismatico modo di porgere versi dalla sostanza ricchissima di messaggi e  ne ha approfondito con chiarezza, punto per punto, la forza espressiva, aggiungendo ulteriore contrasto. Boštjan ha riversato gran parte della teatralità nelle pause tra un brano e l’altro, dove con battute brillanti ha dimostrato che potrebbe cimentarsi con la leggerezza di una piuma in spettacoli di »stand up comedy«.

La confessione di Boštjan Narat, un mosaico vivace, è servita nelle dosi giuste. Ha la giusta nota dei riflessi del vissuto di un individuo in questo mondo impazzito, e da qui non si può che concludere una cosa: Boštjan Narat è una figura saldamente coi piedi per terra del predicare cantautorale, che non può mai suonare patetico, perché i suoi messaggi arrivano senza un briciolo di pretenziosità, con un controllo eccezionale del timone, che unisce le sue sensazioni sincere in un mosaico variopinto di frammenti, distribuiti in modo uniforme, del battito quotidiano. Può essere struggente e sensibile, può essere pungente, sarcastico, sfacciato o perfino perversamente stuzzicante (Romeo julija). Proprio con la falange finale di brani dal messaggio potentissimo Če padeš po tleh, Star mož, Zdi se da te danes ne bo e Kako končati to pesem? Narat ha convinto di poter indicare, nello stesso istante, la strada per il paradiso e per l’inferno, che nella realtà si annullano a vicenda. Attraverso una definizione eccezionale di predica elastica e scintillante, un unicum tutto suo, che con la sua forza tocca all’istante l’anima di ogni singolo spettatore in sala!

In ogni caso il quadro non sarebbe stato completo senza un’ospite speciale, la cantante Mina Špiler (Melodrom, Laibach), che nel brano Jutra con la sua sensibilità femminile lo ha decorato generosamente, in un connubio più che gustoso con la voce di Narat. Il duo ha messo alla prova la propria forza interpretativa, in modo provocatorio, anche in una cover delicatamente malinconica e fragile della cantautrice italiana Gigliola Cinquetti dal titolo  Non ho l’Eta. »Dopo una canzone così triste è dura restare da soli« continua con tono divertito Boštjan, quando anche Mina lascia il palco, e poi si getta di nuovo, da solo e con il suo stile interpretativo, nel brano che dà il titolo al suo esordio in studio, »Strah je odveč«. Dopo un altro duetto con Mina Špiler nel bis (Odhod domov), la band sale sul palco accanto a Boštjan per l’ultima volta della serata ed esegue un’ottima cover dell’originale dei R.E.M., The One I Love.

L’album »Konec sveta vedno pride nenapovedano« ha vissuto così una presentazione in anteprima commovente, che per una buona ora ha portato i presenti, su ali dall’effetto davvero ipnotico, nell’universo unico della musica e della poesia di Boštjan Narat, che ha dimostrato di essere uno dei cantautori più forti in assoluto, in questo momento, in Slovenia.

Scaletta

1. Yet Another Tango
2. Ženske, ki ljubijo pse
3. Tisti, ki zna in ona, ki ve
4. Režem ovinke
5. Prvič
6. Konec sveta vedno pride nenapovedano
7. Dvajset let
8. Jutra
9. Non ho l’Eta
10. Strah je odveč
11. Egon
12. Če padeš po tleh
13. Star mož
14. Zdi se, da te danes ne bo
15. Kako končati to pesem?
16. Romeo julija
—bis—
17. Odhod domov
18. The One I Love

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