Parni Valjak festeggiano 40 anni di carriera anche a Velenje (2015)

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Luogo: Velenje / Rdeča Dvorana / Slovenia
Data del concerto: 16.10.2015
Numero di spettatori: 2000
Prezzo del biglietto: 16-18 €/prevendita, 20 €/la sera del concerto

È difficile dire quanto vapore ci voglia perché un carrozzone come il gruppo croato Parni Valjak si trascini da 40 anni sulla scena musicale. Certo, con qualche breve pausa e qualche cambio di formazione, ma in tutti e quattro i decenni hanno saputo slalomare con successo tra stili musicali popolari diversi e restare in cima alle classifiche di popolarità tra i gruppi dell’ex Jugoslavia. Anche in Slovenia, dove i Parni Valjak passano più volte l’anno, di fan non ne mancano, e così hanno deciso di suonare qualche data da noi anche alla fine del 2015. A settembre abbiamo già potuto vederli e ascoltarli a Križanke, mentre a ottobre hanno fatto tappa anche a Velenje.

In 40 anni di storia i Parni Valjak hanno pubblicato 18 album in studio, 5 popolarissimi album dal vivo e un bel po’ di raccolte. E non si fermano nemmeno adesso: stanno lavorando a nuovo materiale per un nuovo disco, e i primi assaggi, con il singolo Samo ti, li abbiamo già sentiti a Križanke. Il vapore, a quanto pare, non è ancora finito.

I Parni Valjak hanno un repertorio live bello lungo di loro e difficilmente si potrebbe dire che abbiano bisogno di una band di supporto per scaldare il pubblico. Ma per i giovani gruppi sloveni scaldare la platea davanti a una band così famosa è ovviamente un’occasione d’oro per farsi conoscere da un pubblico più ampio. Stavolta il ruolo è toccato a una giovane band di Celje, che si chiama Jackson. Un nome forse un po’ sfortunato, visto che la parola Jackson, in un modo o nell’altro, ricorre già parecchio nella musica. Il trio, che quest’anno avevamo già incrociato al festival Pivo in cvetje, ha iniziato a ritrovarsi per jam occasionali ai tempi del liceo e funziona ufficialmente come gruppo dal 2013. Hanno già un po’ di materiale originale, che sul palco del festival hanno presentato in mezzo a cover di band più famose, e il debutto in studio è previsto verso la fine di quest’anno. I Jackson sono comunque una band che negli ultimi mesi si incontra sempre più spesso sui palchi di tutta la Slovenia, e dopo l’uscita del debutto li sentiremo probabilmente ancora più spesso.

I Jackson hanno avuto a disposizione una ccinquantina di minuti per presentarsi al pubblico, poi, dopo i preparativi, sul palco sono saliti i Parni Valjak. Non sono proprio riuscita a scrollarmi di dosso la sensazione che all’inizio del concerto il pubblico fosse piuttosto trattenuto e che i ragazzi sul palco lo sentissero. Con impegno e incitamenti i membri della band hanno cercato di sciogliere la platea e di coinvolgerla nel canto. E dopo un paio di pezzi ci sono già riusciti alla grande.   Con una passeggiata tra i vecchi successi, come Ima dana, U prolazu, Zagreb, …, hanno scaldato per bene il pubblico, che, insieme alle due signore sul palco, ha finalmente cominciato piano piano a fare da terza voce di accompagnamento alla band.  

L’intesa sul palco rasentava la perfezione. Che dire, i ragazzi con tutta quell’esperienza il mestiere lo conoscono, e il buonumore di tutti i protagonisti ha reso l’atmosfera ancora più bella.. Si sono dati da fare e hanno vestito alcuni pezzi più vecchi con arrangiamenti nuovi, una piacevole sorpresa per noi che andiamo spesso ai concerti dei Parni Valjak. La voce di Aki ha retto senza problemi per tutto il repertorio, anche se il concerto è stato parecchio lungo. Ma con i Parni Valjak ci siamo già abituati. Nemmeno la gaffe di Aki su un testo, che gli capita di rado ma stavolta è successo, si può rimproverare alla band e al cantante. Anzi, proprio quel suo errore è stato il bersaglio degli sfottò dei membri sul palco per tutto il concerto, e anche questa è una prova di quanta professionalità abbia questo gruppo, capace di scherzare anche su se stesso e di avvicinarsi così al pubblico. Gli errori fanno parte dell’essere umani ed è giusto accettarli.

È seguita una parte acustica bella lunga, che in questo tour è ormai diventata parte integrante del concerto. La parte acustica dei Parni Valjak aggiunge sempre un pizzico di dolcezza e di calma al concerto e sottolinea ancora di più la sensualità dei testi, durante i quali il pubblico si sfoga cantando a squarciagola.

Dopo l’acustico si è tornati alla spina con la canzone Dođi, che il pubblico conosce bene, e per questo le hanno aggiunto di nuovo la terza voce di supporto. Sono seguiti ancora alcuni successi, durante i quali Velenje ha cantato insieme ad Aki, e un finale di quelli che picchiano con Ugasi me, poi per la prima volta gli altoparlanti si sono spenti. A quel punto il pubblico si è sfogato: fischi e urla hanno quasi sfondato il muro del suono, per non parlare dei piedi che battevano sul pavimento. Come previsto, i musicisti sono tornati sul palco e il terremoto da parte degli spettatori, ormai pienamente coinvolti, si è calmato. I Parni Valjak ci hanno servito ancora tre dei brani probabilmente più conosciuti, poi, sui titoli di coda, la band ha preso congedo piano piano dal palco, con un lungo saluto e un inchino al pubblico, dopo due ore e mezza.

I Parni Valjak hanno dimostrato che dopo 40 anni ci sanno ancora fare. Sanno cantare, suonare, divertire e far alzare il pubblico in piedi. L’affiatamento e la carica che mostrano sul palco fanno pensare che potremo seguirli magari per altri 40 anni. Ma non aspettate così a lungo per andare a un loro concerto. Il tour continua da noi e nei dintorni. 

Scaletta

1. Ima dana
2. Samo da znaš
3. U prolazu
4. Zagreb ima isti pozivni
5. Zastave
6. Godine prolaze
7. Mijenjam se
8. Dok je tebe
9. 80’s mix (Vruče igre, Vrijeme je na našoj strani,…)
10. Moje dnevne paranoje
11. Gledam je, dok spava
12. Moja je pjesma lagana
13. Neda
14. Uhvati ritam
15. Ljubavna
16. Dođi
17. Molitva
18. A gdje je ljubav
19. Sunčanom stranom
20. Dok si pored mene
21. Ja u ljubav vjerujem
22. Lutka za bal
23. Ugasi me
—bis—
24. Jesen u meni
25. Prokleta nedelja
26. Sve još miriše na nju

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