Parni Valjak non si arrendono (2013)
Luogo: Lubiana / Arena Stožice / Slovenia
Data del concerto: 07.12.2013
Numero di spettatori: 7.000
Prezzo del biglietto: 32,00€ (tribuna) / 35,00€ (parterre)
Nei giorni freddi, quando gli orsi dormono già il loro sonno invernale, i musicisti non si fermano. Non importa da quanto siano sulla scena né di quanto riposo potrebbero aver bisogno. Tra le macchine più instancabili della penisola balcanica ci sono di sicuro i Parni Valjak, che dopo i concerti autunnali di Celje e Ajdovščina abbiamo finalmente riavuto anche a Lubiana.
Le leggende croate non hanno bisogno di presentazioni. Con una pausa di 4 anni in mezzo, sono attive sulla scena musicale da più di 30 anni e con la loro musica e i loro concerti entusiasmano da tutto questo tempo sia i giovani sia i giovani nel cuore. Ai loro concerti vengono adolescenti e generazioni più mature, così la band resta sempre attuale. Quest’anno hanno pubblicato il loro 18° album in studio, intitolato Nema predaje, e a quanto pare i Parni Valjak non hanno proprio nessuna intenzione di arrendersi.
Un quarto d’ora prima dell’inizio era chiaro che i nostri vicini del sud stavolta non avrebbero riempito il palazzetto Stožice fino all’ultimo angolino. A pesare forse anche il prezzo dei biglietti piuttosto salato – per il parterre il giorno del concerto servivano ben 35 €. Certo, dopo lo show sarebbe difficile dire che il biglietto fosse sopravvalutato – per uno spettacolo di quasi 3 ore magari non è nemmeno tanto. Ma adesso che la recessione bussa a tutte le porte …
I Parni Valjak sono una band che non ha bisogno di una band di supporto ai suoi concerti. Con il loro ricco repertorio e l’esperienza sul palco sanno accontentare da soli ogni singolo ascoltatore e spettatore in sala. E ce n’erano giusto abbastanza da creare un’atmosfera piacevole, che permetteva ancora di muoversi in tutta tranquillità a ritmo con il palco, anche proprio sotto il palco. Alle nove in punto di sera, dopo lo scherzoso annuncio d’apertura di Vid Valič, i membri della band sono saliti sul palco uno dopo l’altro a passettini e hanno attaccato con la celeberrima, ormai quasi entrata nel patrimonio popolare, Lutka za bal. Il pubblico ha letteralmente cominciato a mangiare in mano ad Aki – senza esitazioni tutto il palazzetto si è unito con le voci, e ben presto anche i più statici hanno iniziato almeno ad annuire con la testa sui ritmi vivaci. I suoni vellutati che arrivavano da ogni angolo del palco accarezzavano la gente e la trascinavano con sé. In tribuna tutti si sono alzati, unendosi al canto a squarciagola e al mare di braccia ondeggianti nell’aria. La band ha navigato con abilità nella scelta dei pezzi, così tra una pioggia di vecchi successi abbiamo sentito anche brani più recenti dell’ultimo album. Anche se i Parni Valjak non lasciano mai fuori i grandi hit del passato, nella scaletta aggiungono sempre pure qualche pezzo più attuale del periodo recente. La band ha ravvivato il concerto con un intermezzo acustico di mezz’ora, che però il pubblico non l’ha calmato per niente – anzi, tutto il contrario. Proprio questo intermezzo, in un certo senso, ha risvegliato il palazzetto Stožice e spinto il pubblico a partecipare ancora più forte, nonostante i membri della band fossero seduti tranquilli sui loro sgabelli. Il culmine della parte acustica è stato sicuramente il brano Ljubavna, perché il pubblico ha cantato da solo più della metà della canzone. Dopo la notissima Ja u ljubav vjerujem la squadra tecnica ha tolto in fretta le sedie dal palco, i musicisti hanno cambiato strumenti e il concerto è ripartito in versione elettrica. Sulle note d’apertura delle tastiere il pubblico ha cantato insieme a Dođi. L’esperienza e l’affiatamento perfetto della band sono venuti fuori nell’ultima parte del concerto, quando, nonostante i problemi con la Gibson del chitarrista Marijan Brkić – Brk, tutta la formazione sul palco si è posizionata in modo da distogliere il più possibile l’attenzione da Brk, e allo stesso tempo ha fatto in modo che solo gli orecchi più allenati tra i presenti cogliessero qualche lieve pecca nel suono mentre durava il guaio. Ma tutto questo è trascurabile. Nonostante non sia più giovanissimo, il frontman saltellava allegro avanti e indietro per il palco, ballava, incitava il pubblico a partecipare, a battere le mani a tempo – l’energia di Aki sul palco per fortuna non cala con gli anni, e anche le sue doti vocali riescono senza grossi problemi, con un timbro solido, a reggere 3 ore in una sera. La maestria sul palco si è vista anche nel finale, quando hanno letteralmente infiammato il pubblico con due hit carichi di energia, U prolazu e Ugasi me, che hanno scatenato la richiesta forsennata del bis. La band non si è fatta pregare a lungo. Nei bis hanno suonato ancora Vjeruj, Prokleta nedelja e, immancabile, Jesen u meni, che ha scatenato di nuovo le richieste di far tornare i musicisti sul palco. E le invocazioni hanno funzionato – Aki è tornato ancora una volta con la sua squadra e ci ha servito anche Aleluja e la ormai popolarissima Sve još miriše na nju. Dopo quasi tre ore i musicisti, in chiusura, hanno finalmente salutato il pubblico, che poteva dirsi più che soddisfatto e appagato.
Setlist
1. Lutka za bal
2. Zona somraka
3. Zagreb ima isti pozivni
4. Zastave
5. Ostani s njim
6. Nema predaje
7. A gdje je ljubav
8. Istina
9. Stvarno nestvarno
10. Nakon svih godina
11. Jedino ti
12. Tanki živci
13. Gledam je dok spava
14. Kralj iluzija (acustica)
15. Dok je tebe (acustica)
16. 700 milja od kuće (acustica)
17. Uhvati ritam (acustica)
18. Ljubavna (acustica)
19. Ja u ljubav vjerujem (acustica)
20. Dođi
21. Stranica dnevnika
22. Sunčanom stranom
23. Mjenjam se
24. Samo da znaš
25. U prolazu
26. Ugasi me
—bis I.—
27. Vjeruj
28. Prokleta nedelja
29. Jesen u meni
—bis II.—
30. Aleluja (ja još vjerujem u nas)
31. Sve još miriše na nju
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