Passeggiata nostalgica coi Fleetwood Mac (2013)
Autore: Urban Bolta
Luogo: Schleyer-Halle / Stoccarda / Germania
Data del concerto: 14.10.2013
Numero di spettatori: 12 000
Prezzo del biglietto: 61€ – 91€
Sono parecchie le band americane di matrice blues e classic rock che da anni, anzi da decenni, fanno il vuoto intorno ai loro concerti per il pubblico europeo. Da noi non sono molti gli eroi che hanno mai avuto l’occasione di incrociare dal vivo gente come Grand Funk Railroad, Chicago, Mountain, Heart, Kansas… e in questa lega rientrano ovviamente anche i Fleetwood Mac. Anche se questo autunno sono tornati vecchio continente per la quarta volta »già« nel nuovo millennio, le loro tournée europee sono o limitatissime nel tempo, o si svolgono ben lontano dalla portata dei fan sloveni: nelle Isole Britanniche, in Scandinavia, nei paesi del Benelux e nella Germania centrale e settentrionale. Forse basta un dato per capire come stanno le cose: coi Fleetwood Mac non si era mai incrociato nemmeno il più anziano e scafato dei nove membri della spedizione slovena a Stoccarda, la tappa del loro tour mondiale più vicina a noi.
I Fleetwood Mac sono partiti in tour dopo l’uscita dell’EP »Extended Play« (2013), il loro primo lavoro in studio dopo oltre un decennio. Negli ultimi anni la band è rimasta completamente ferma, tanto che l’anno scorso sui media americani erano comparse perfino speculazioni sul fatto che avrebbero mai più suonato insieme. Ora invece non solo suonano, ma stanno addirittura registrando un nuovo album in studio, così la tournée europea gli serve anche come momento di svago dopo le lunghe ore passate a registrare.
Arrivando davanti alla Schleyer-Halle, alla periferia di Stoccarda, mi sono ricordato che in quello stesso palazzetto due anni fa avevo visto gli Iron Maiden. Un palco così enorme può voler dire una cosa sola: che i Fleetwood Mac, nonostante tutti gli anni passati dal loro apice commerciale, godono ancora dello status di veri giganti del rock, anche se oggi sentirli in radio è più l’eccezione che la regola. Tra il pubblico dominavano i rappresentanti della vecchia generazione, che già nelle settimane prima del concerto si erano letteralmente fiondati sui biglietti, tanto che la data era sold out da settimane.
Vista la proverbiale puntualità tedesca, il concerto è partito appena pochi minuti dopo l’ora annunciata. A dare il via alla serata è stata Second Hand News: il palazzetto è ammutolito del tutto, regalando un’accoglienza quasi intima agli otto musicisti sul palco. Oltre ai membri storici Stevie Nicks (voce), Lindsey Buckingham (chitarra, voce), Mick Fleetwood (batteria) e John McVie (basso), la formazione dal vivo era completata da Brett Tuggle (tastiere, chitarra, cori), Neale Heywood (chitarra, cori) e dalle coriste Sharon Celani e Lori Nicks. Un conglomerato sonoro davvero variegato, capace di riempire bene il suono, che insieme alle prove a tratti scintillanti del quartetto classico è stato uno dei punti più luminosi dell’esibizione dei Fleetwood Mac. Dopo il pezzo d’apertura Mick Fleetwood si è tolto il cappello, mostrando i suoi capelli grigi. Ora si fa sul serio, evidentemente!
I Fleetwood Mac hanno costruito gran parte del repertorio sul loro periodo classico, la seconda metà degli anni Settanta, inserendoci qualche pezzo più recente e badando di continuo all’equilibrio d’umore, coltivato mescolando hit come Dreams e Rhiannon con tappe acustiche nel mezzo. Pur venendo dal blues, nella seconda metà dei Settanta si erano perfezionati con la combinazione di voce femminile e maschile e di cori ipermelodici, che anche dal vivo suonavano solidi e contagiosi. Dopo l’esecuzione di Big Love sul palco sono rimasti solo i due volti centrali dei Fleetwood Mac: Stevie Nicks e Lindsey Buckingham. Era il momento dell’acustico! Mentre Lindsey non ha risparmiato energie e si è mostrato sempre lucido e affidabile, la ormai 65enne nonnetta Stevie con i suoi discorsi al pubblico riportava sempre più spesso tutti indietro di decenni, spostando con furbizia l’attenzione dalla sua forma indebolita al richiamo nostalgico dei ricordi passati. Il culmine di queste chiacchiere pure simpatiche è arrivato con l’introduzione di Without You, per la quale Stevie ha raccontato in una dozzina di minuti ogni minimo dettaglio della storia di questa canzone di 40 anni fa, uscita ufficialmente solo quest’anno.
Il concerto è stato anche un vero sforzo di produzione: sullo sfondo c’erano enormi schermi e l’incontro con le leggende del rock è stato arricchito pure da una componente visiva. Proprio questo spettacolo musicale e visivo a tutto tondo ha nascosto in un buco di topo sul lato sinistro del palco il bassista John McVie, rimasto completamente inosservato fino alla presentazione dei membri per nome. Dal carattere schivo anche l’approccio del chitarrista Buckingham, che però si è rivelato il pilastro più solido di una band già intaccata dal tempo, che si trattasse del tocco acustico di Never Going Back Again o dell’esecuzione più saltellante di Eyes of the World, dove ha fatto anche il cantante principale. Solo nella parte finale del concerto si è preso la sua fetta, con un breve assolo, il batterista Mick Fleetwood, di ottimo umore quella sera, che ha arricchito il set di base con un’intera pleiade di aggiunte, gong compreso. Chi aveva lo sguardo più da falco è riuscito a svelare la formula della sua batteria così precisa: dietro di lui si nascondeva infatti un aiutante che lo assisteva di continuo e ogni tanto gli salvava perfino la pelle. Età o non età, uno spettatore che per il biglietto ha sborsato una montagna di soldi si merita davvero un trattamento così sprezzante?
Il finale, con ben due ritorni sul palco, è stato il culmine di un salto indietro nel tempo, a quando le onde radio erano ancora dominate dalla musica delle origini! Gli hit Go Your Own Way, Don’t Stop e Silver Springs, nonostante la loro natura pacifica, hanno fatto l’effetto della dinamite e dalle sedute del parterre hanno scagliato sotto il palco una folla sterminata di spettatori di ottimo umore. Il legame tra band e pubblico, che soprattutto Stevie Nicks aveva costruito fin dall’inizio, si è definitivamente chiuso, anche se a costo di un siparietto un filo patetico, quando prima dell’ultimo ritorno sul palco gli ex partner Stevie e Lindsey sono usciti mano nella mano.
Nonostante la forma vacillante di alcuni membri chiave, i Fleetwood Mac restano degni di una visita anche nell’autunno della loro carriera, soprattutto se non li avete mai visti dal vivo. La ricca scenografia sonora e visiva è servita da componente aggiuntiva alla tradizione Fleetwood Mac, semplice al primo ascolto, e così il clima piacevole in oltre due ore e mezza di viaggio nel tesoro di una delle band rock americane di maggior successo non è di certo mancato.
Setlista
1. Second Hand News
2. The Chain
3. Dreams
4. Sad Angel
5. Rhiannon
6. Not That Funny
7. Tusk
8. Sisters of the Moon
9. Sara
10. Big Love
11. Landslide
12. Never Going Back Again
13. Without You
14. Gypsy
15. Eyes of the World
16. Gold Dust Woman
17. I’m So Afraid
18. Stand Back (Stevie Nicks song)
19. Go Your Own Way
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20. World Turning
21. Don’t Stop
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22. Silver Springs
23. Say Goodbye
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