Decomposition of Mind
Autore: Rok Klemše
Artista: Paragoria
Etichetta: On Parole Productions
Uscita: year_month
Durata: 44:00
Voto: 4/5
Lo so, mi ripeto come un vinile rotto, ma la fertilità della scena metal slovena davvero non sembra avere fine. Un anno così produttivo come questo per il metal sloveno non me lo ricordo proprio: il numero di album in studio (!) usciti ha già superato la decina e in più è già uscito anche un numero tutt’altro che trascurabile di demo. Se fino a poco fa le band metal slovene si scioglievano da un giorno all’altro, oggi da un giorno all’altro sfornano dischi in studio di qualità! Uno di questi è approdato da poco anche lungo la Savinja: come luogo di nascita Decomposition of Mind può vantare Rečica ob Savinji, da cui vengono i Paragoria.
Anche se i Paragoria esistono ufficialmente solo dal 2011, un terzo della formazione è composto da vecchie volpi che prima militavano nel predecessore dell’attuale incarnazione del gruppo, The Scourge. Questi ultimi nell’agosto 2008 avevano pubblicato il demo From the Ashes, accolto alla grande, che mostrava la band sotto la luce di un death/thrash metal movimentato, ma i ragazzi non sono rimasti fermi a lungo. Poco più di due anni dopo, cambiato il batterista, hanno cambiato nome, hanno rafforzato come Paragoria lo scheletro death/thrash con elementi di altri generi e sono risorti dalle ceneri con un vero primo album in studio.
Già i primi istanti del disco fanno capire che i Paragoria hanno alzato di parecchio l’asticella del professionismo. Dopo l’intro arioso, con Abortion l’album colpisce brutale e senza compromessi e spazza via tutto con un death/thrash metal dal suono svedese, con la melodia del thrash della Bay Area del demo From the Ashes. Beh, non proprio, perché il thrash resta comunque una specie di base, attorno alla quale però i Paragoria aggiungono un sacco di nuovi mattoncini presi da tantissimi generi del metal. Decompostion of Mind serpeggia come il letto della Savinja tra thrash metal, accelerazioni groove, discese death metal brutali, svolte progressive e momenti lenti sludge/doom. Il tutto avvolto in una spessa coltre di suono moderno e di soluzioni da metal più moderno, ma lontanissimo dal suonare sterile e piagnucoloso come il »metal« americano a misura di MTV. No, sul primo album i Paragoria rendono omaggio a band come Morbid Angel, Cynic, Sepultura, Machine Head, Atheist, Slayer e Gojira. Suona schizofrenico? Forse, ma il gruppo ha trovato l’equilibrio perfetto tra i tanti generi e ha messo insieme un conglomerato efficace e ben funzionante.
Il tutto funziona innanzitutto grazie all’eccezionale prestazione strumentale della band, che nonostante la varietà delle influenze suona coerente e solida, e in tutta la ricchezza del suono la cosa più importante è che non si perda l’essenza. I riff del duo di chitarre Primož Brezovnik/Matjaž Parfant ti massacrano le orecchie con una vera tritacarne di riff, capaci di suonare tanto brutali e blasfemi alla maniera dei Morbid Angel quanto dissonanti e moderni nello stile dei francesi Gojira. Nonostante i paralleli, i Paragoria non suonano come un derivato generico, perché a salvarli dal diluvio di band tutte uguali è proprio la loro abile fusione di generi, che emerge soprattutto dal lavoro delle chitarre. Un esempio splendido è già Perilous Thoughts, che contiene sia il riffing death metal »classico« sia riff moderni e spezzettati »meshuggish« e suoni dissonanti. Proprio questa straordinaria coesione di generi è probabilmente il più grande punto di forza del disco, che vanta anche una delle migliori sezioni ritmiche da noi. Se Jernej Štorgelj può vantare il miglior suono di basso su un disco metal sloveno (insieme a Gonoba), che macina tutto quello che incontra (e in più suona vario e dinamico come una tempesta), Matija Kadliček è senza dubbio il gioiello nascosto delle pelli. Il suo drumming infatti tiene insieme i pezzi come una colla e sfoggia una tavolozza splendida di tecniche batteristiche, dai blast beat devastanti ai fantastici passaggi, pieni di idee ottime e variegate. Ripetitività, noia e il drumming di Matija non si trovano proprio nella stessa frase. Ma la parte strumentale di una band può essere buona quanto vuoi, che un cattivo cantato è capace di offuscarla del tutto. Anche qui i Paragoria fanno un ottimo lavoro: la voce non è una sola, l’assalto sonoro lo portano addirittura in due. Se Matjaž si occupa del growl profondo che ricorda David Vincent e Max Cavalera, Jernej urla crudo e aggressivo nei registri più alti, che a tratti ricordano la rabbia di Tom Araya (soprattutto in Myth of Justice e nell’urlo »Retaliation!!!«), e la dinamica del doppio attacco vocale aggiunge ancora più valore al disco.
Decomposition of Mind può essere un bel boccone per chi è abituato ai generi metal classici, perché non è solo un album estremamente complesso e quasi barocco nella sua ricchezza. A distinguerlo è anche una forte aria moderna, con in testa una sonorità curatissima. Ma chi ha pazienza verrà ripagato dall’ascolto, perché il disco offre un sacco di sorprese che si svelano solo dopo più ascolti, e così ha anche un grande valore »replay«. Forse al disco farebbe comunque bene una durata un po’ più breve, con almeno un paio di pezzi in meno, che non lasciano grande impressione. Eppure bisogna fare i complimenti ai Paragoria per una formula potentissima, che avrebbe potuto anche fallire completamente, ma il cui risultato su Decomposition of Mind è così buono che la loro equazione riesce a decomporre con successo anche il cervello.
Formazione
Matjaž Parfant – voce, chitarra
Jernej Štorgelj – voce, basso
Primož Brezovnik – chitarra
Matija Kadliček – batteria
Produzione
Paragoria
Tracklist
1. Abortion
2. Perilous Thought
3. Devoured By Artificial Guilt
4. Embryo
5. From Carcass To Soil
6. Human Mecha
7. Mass Massacre
8. Moribound Inborn
9. Myth of Justice
10. Last Wish