Path Lain In… Orto! (2015)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Orto bar, Lubiana
Data del concerto: 09.05.2015
L’anno sta lentamente scivolando nella sua seconda metà, eppure ci ha già sputato fuori un serio candidato a disco metal (di casa nostra) dell’anno. I death metaller di Kranj Penitenziagite, dopo dieci anni di attività, a metà aprile hanno finalmente pubblicato per On Parole il tanto atteso debutto in studio Humanity Galore, confermando il vecchio detto che per il meglio a volte vale la pena aspettare. Stavolta i ragazzi sono tornati sui palchi di Lubiana dopo un’eternità, e all’Orto, giovedì scorso, a tenergli compagnia c’erano i pazzi di Velenje Carnifliate.
Il penultimo concerto della stagione di quest’anno della Kadilnica of Death ha aperto i battenti verso le dieci, già per la band di supporto l’affluenza era più che discreta, e i Carnifliate erano belli carichi per questo macello death metal. E infatti, in una buona mezz’ora i ragazzi di Velenje hanno tritato un death metal vario e movimentato, ora groovy come gli Obituary, ora brutale come i Cannibal Corpse, ora perverso e grindeggiante come i vecchi Carcass. I riff del duo Ring/Polovšak sono variegati e affilati come un tritacarne, solo a tratti si somigliano un po’ troppo, ma a completarli ci pensa Lejla, che il basso lo martella come si deve (anche se nel mix si poteva spingerla ancora un po’ più in primo piano), esattamente come Grega Cestnik sulle pelli. A chiudere il quadro c’è il frontman carismatico, rilassato e divertente Tilen Kirbiš, che convince anche al microfono, diviso com’è tra growl profondi e urla grind, mentre la ciliegina sulla torta sono pezzi come God’s Cock e Rikilejk. La ragazza e i ragazzi stanno registrando il loro debutto, che noi aspettiamo con le mani insanguinate.
Visto il valore del loro debutto, i Penitenziagite si sarebbero meritati decisamente un po’ più di pubblico, ma alla fine nel piano di sopra dell’Orto se n’è comunque raccolto un po’ più di quanto ci si aspettasse. I ragazzi hanno tuonato senza pietà con Origin of Desolation, e già i primi riff dal sapore orientale hanno fatto capire chiaramente che ci aspettava un concerto death metal di altissimo livello, per giunta con un suono eccellente. Dal palco arrivavano scosse telluriche sotto forma di riff incredibilmente ingegnosi, che spazzano via tutto senza pietà come uno tsunami, mentre sotto i piedi il pavimento tremava per un drumming bestiale e un basso tintinnante, che dal vivo viene fuori molto più che su disco e regala ai Penitenziagite un’aura ancora più maestosa, mostruosa e lovecraftiana. Soprattutto quando la voce fantastica, brutale ma chiara e comprensibile di Demšij ti accarezza come i tentacoli dei Great Old Ones. Nonostante la complessità e la ricchezza dei pezzi, la band ha mostrato un’intesa eccezionale con appena qualche sbavatura, e dal vivo suonano davvero da paura gli epici Cleansing, Dictation con un assolo fenomenale (ne vogliamo ancora di così!) uscito dalle dita sapienti di Žan Kavčič, e l’immancabile Path Lain In Shadows. Se vi sta a cuore il death metal di qualità, i Penitenziagite (in ottima compagnia con Mephistophelian e Paragorie) non perdeteveli il 30 maggio al Trainstation Squat di Kranj!
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