Paul Di’Anno a Postumia
Autore: Rok Klemše
Luogo: Postumia, Slovenia
Data del concerto: 28.07.2007
Numero di spettatori: 50
Prezzo del biglietto: 12€
Il signor Paul “Softich” Di’Anno non ha bisogno di grandi presentazioni. Di’Anno ha lasciato un segno indelebile nel metal prestando la sua voce a due dischi di culto di una band ancora più di culto, gli Iron Maiden: Iron Maiden e Killers. Poco dopo è stato sbattuto fuori dalla band per abuso di droghe e alcol, mentre i due dischi sono rimasti per sempre due perle della NWOBHM. Nei vent’anni successivi Paul, in realtà, non ha combinato nulla di degno di nota. Si è fatto un giro in un bel po’ di formazioni, da Praying Mantis, Killers, Battlezone, Gogmagog, fino a buttarsi su una carriera solista con band di supporto sparse per il mondo. Che Paul viva da anni di rendita sulla vecchia gloria dei Maiden non c’è bisogno di sottolinearlo, no? Può negarlo quanto vuole, ma i suoi concerti e i suoi album, in entrambi i casi con i classici dei Maiden a fare la parte del leone, parlano da soli.
Di’Anno è tornato da noi per la terza volta. Ai primi due passaggi (Metelkova, Rock Otočec) aveva lasciato un ricordo piuttosto amaro, quindi stavolta a Postumia ci sono andato con una bella dose di distacco e scetticismo. Questa volta Paul suonerà da noi quattro concerti (anzi tre, perché quello di oggi a Šešče pri Žalcu purtroppo è saltato), quindi vediamo come se l’è cavata a Postumia. La nostra squadra è arrivata al Jazzy klub di Postumia già nel primo pomeriggio, visto che potevamo fare l’intervista con Di’Anno, e poi non restava altro da fare che ammazzare il tempo fino all’inizio ufficiale del concerto, alle nove, con la birra e gli aneddoti da concerto.
Beh, purtroppo, come da legge di Murphy, si è complicato tutto di nuovo. Gli italiani Lost 4 Found, che avrebbero dovuto suonare come gruppo spalla, sono di nuovo spariti come la canfora (anche a Bled il giorno prima non hanno suonato), e al loro posto è salita una band slovena a me sconosciuta, che alle undici ha attaccato con una scaletta di musica, ahimè, piuttosto mediocre, a cui per giunta hanno aggiunto una delle cover più logore e stramasticate da noi, niente meno che Bandierro Rosso. Un’ora di concerto che si è trascinata parecchio, ma alla fine è arrivato il momento di cedere il palco anche a loro, ai ragazzi di Bled Lady’s First. In pochi anni di vita hanno accumulato un bel po’ di chilometri sui palchi, e si sente, ma stavolta chiaramente non tutto è andato secondo i piani. Probabilmente la colpa è dei soli 20 gente sotto il palco. Ciononostante i ragazzi hanno sfrecciato in modo corretto attraverso qualche pezzo loro, a cui hanno aggiunto la cover di Creeping Death dei Metallica e la doppietta dei Maiden The Trooper e Fear of the Dark. Cover suonate in modo corretto, anche se a zoppicare erano proprio le armonie a tre voci, e il basso, semplicemente, non si suona con il plettro…
Verso l’una, finalmente, la backing band di Paul, gli italiani Children of the Damned, ha iniziato a macinare il fantastico opener Ides of March, sulle cui note è arrivato sul palco ansimando, visibilmente di buon umore, Mr. Softich himself. Vi state grattando la testa chiedendovi cos’è ‘sto softich? Così chiamavano Paul i Lady’s First, ma ovviamente Paul non ci capiva un accidente, finché non l’ha illuminato, e chi se non il nostro Jani, spiegandogli che softič vuol dire… ehm… “amico morbido”. Sotto il palco alla fine si sono ammassate circa 50 persone, e Di’Anno e i suoi ragazzi già bruciavano senza pietà con Wrathchild, subito dopo l’incredibile Prowler e il primo pezzo di Di’Anno della serata, Marshall Lokjaw, che sorprendentemente conosceva perfino qualcuno. Sentire classici di culto dei Maiden come la successiva Murders in the Rue Morgue dalla voce del cantante originale è stato per alcuni, me compreso, di sicuro impagabile. Paul stavolta ha sorpreso addirittura con un’ottima forma vocale. Qualche growl in più poteva anche tirarlo fuori, ma per il resto il vecchio ha dato tutto, arrampicandosi sugli acuti e cantando benissimo anche nelle tonalità medie di Remember Tomorrow. L’immutabile Paul, ovviamente, non poteva fare a meno della sua ex moglie (non so bene quale in ordine di apparizione), la “puta madre”, a cui ha dedicato i pezzi The Beast Arises e A Song For You, e il suo sfogo di rabbia se l’è preso anche con gli USA, Bush e il suo cagnolino Blair. Bello, invece, il pensiero che Paul ha dedicato al malato Clive Burr, che soffre di una grave forma di sclerosi multipla. Poi Paul ha notato in prima fila uno dei membri dei Lady’s First, l’ha indicato, si è afferrato l’inguine e ha urlato “softič!”. Quei pochi che conoscevano la battuta interna si sono piegati dalle risate, gli altri si sono solo guardati con aria strana. La banda di Paul ha poi sfrecciato attraverso altri classici eterni della NWOBHM, Killers, il primo epico pezzo di Harris Phantom of the Opera e Running Free, con cui hanno lasciato il palco. Con mio grande dispiacere hanno saltato l’ottima ballata The Living Dead dall’omonimo disco, ma mi ha consolato un po’ una Transylvania suonata alla grande, con cui i Children of the Damned hanno dimostrato di padroneggiare i loro strumenti da maestri. Di’Anno si è poi ricordato delle sue radici punk con il classico dei Ramones Blitzkrieg Bop, e ci ha salutati definitivamente con Sanctuary.
A me personalmente il primo incontro con Paul è rimasto nel cuore, perché è stata una serata divertente, resa ancora migliore da classici dei Maiden suonati alla grande e con sicurezza. A certi il vocione ruvido di Paul piace ancora più di quello operistico di Bruce, ed è proprio questo il bello di sentire questi pezzi con Di’Anno. Sì, non si può proprio negare che Pavle viva eccome di vecchia gloria, ma finché i pezzi dei Maiden li eseguirà in modo così corretto (in fondo ha contribuito parecchio anche come autore), per me può campare pure di vecchia gloria. E un caro saluto, softič!
Testo: Rok Klemše
Foto: Jani Lah
Scaletta
1.Ides of March
2.Wrathchild
3.Prowler
4.Marshall Lokjaw
5.Murders in the Rue Morgue
6.The Beast Arises
7.Children of Madness
8.Remember Tomorrow
9.Impaler
10.Faith Healer
11.A Song For You
12.Killers
13.Phantom of the Opera
14.Running Free
–.–.–
15.Transylvania
16.Blitzkrieg Bop
17.Sanctuary