Personality – One Was a Spider One Was a Bird
Artista: Sleepy Jackson, The
Etichetta: EMI Records
Uscita: year
Voto: 4.5/5
Personality è un album che potrebbe essere stato registrato alla fine degli anni ’60 o all’inizio dei ’70, ma poi messo in un cassetto e dimenticato fino a oggi, quando è stato riscoperto.
Eppure, nonostante sia un lavoro attualissimo, non dà nessuna indicazione utile per incasellarlo con più facilità in un contesto più moderno della musica popolare. Se proprio fossi costretto a un paragone, potrei dire soltanto che in qualche modo è un lontanissimo parente di At War With The Mystics dei The Flaming Lips.
Personality è quindi l’altra faccia del capitolo musicale dei The Sleepy Jackson, il cui leader è Luke Steel. Il debutto, Lovers, è uscito nel 2003 (anche quello per la EMI) ed era una sorta di fratello minore di questo disco, minore solo perché questo qui è un vero gigante polifonico! Tutto è spinto all’estremo: tanto suono, arrangiamenti enormi, una produzione magniloquente, a tratti ce n’è addirittura troppa! Ci vogliono almeno un paio di ascolti perché il tutto prenda una forma viva e digeribile, altrimenti tutta questa saturazione sonora può risultare davvero soffocante. Ma una volta che ci si fa strada attraverso questa fitta atmosfera musicale, si trovano melodie piacevolissime, che amano avvolgersi in armonie che conosciamo dai tempi del bianco e nero o dai dischi solisti più tardi di John Lennon. Anche se, in generale, l’opera dei Sleepy Jackson attinge soprattutto dal repertorio altrettanto ricco, ma un po’ meno celebrato, di un altro Beatle, George Harrison.
Quando poi l’album lo accogliamo come nostro, o meglio, quando è l’album ad accogliere noi, scopriamo facilmente che dentro queste due personalità (una è il ragno, l’altra l’uccello!) ci sono un sacco di cose che regalano un piacere duraturo e stratificato. Come ha scritto lo stesso Luke Steel in una specie di nota introduttiva che decora l’interno della copertina, “A nightmare is a restless song, a placement. A dream is a blessing. I asked for both and I got both. As one.”
L’uno non va senza l’altro, e questo album ti dà tutti e due. Insieme!
Ovvio che il disco abbia scatenato reazioni molto diverse: per un lavoro così testardo, qualsiasi altra risposta sarebbe stata quasi sospetta! Eppure (può) regalare, con la sua spensieratezza estiva, un sacco di soddisfazioni, che lo si ascolti tutto d’un fiato o scegliendo solo qualche pezzo, che per fortuna brillano di luce propria anche presi singolarmente.
Un po’ più per palati fini che per i gusti di tutti!
Formazione
Luke Steel – voce, chitarra
Malcolm Clark – batteria, tastiere
OSPITI:
20/20 Orchestra
Davey Lane – chitarra,
Dave Symes – basso
Felix Bloxsom – percussioni, tastiere, chitarra
Kim Moyes – vibrafono, percussioni
Jim Moginie – chitarra
Mathew Goulbourn – chitarra
Nick Summers – pedal steel
Anthony Kable – trombone
Scott Horscroft – tastiere elettriche, chitarra
Julian Hamilton – tastiere
Juanita Tippins – cori
Ben Hurton – corno francese
Robert Woolf – basso, tastiere
Produzione
Scott Horscott & Luke Steel
Tracklist
01. You Needed More
02. Devil Was In My Yard
03. God Lead Your Soul
04. Work Alone
05. God Knows
06. I Understand What You Mean But I Just Don’t Agree
07. Miles Away
08. Higher Than Hell
09. Play A Little Bit For Love
10. Don’t Say
11. You Won’t Bring People Down In My Town
12. Dream On
13. How Was I Supposed To Know
Durata dell’album: 42:52