Loudspeaker

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Artista: Friedman, Marty
Etichetta: Mascot Records
Uscita: 2006
Voto: 3/5

Quello che il movimento Punk ha significato per i paroliere, l'”altoparlante” lo significa per tutti i chitarristi del mondo. E quello che troverai nell’album “Loudspeaker” è un vero e proprio “Blitzkrieg” di chitarre sulle tue casse, che dopo l’ascolto di sicuro non resteranno intatte. Vabbè, scherzi a parte, non sarà proprio così tragica. La dinamica e la violenza del disco sono con tutta probabilità anche frutto della collaborazione con diversi musicisti giapponesi e del fatto che Marty Friedman vive ormai da tempo a Tokyo, in mezzo a una società giapponese fanatica. Loudspeaker è entrato in Giappone subito dopo l’uscita al ventesimo posto della “Top 20 giapponese”. Il primo giorno di uscita ufficiale è stato letteralmente preso d’assalto, con 10.000 copie vendute. La prima edizione limitata, a differenza di quella che abbiamo davanti oggi, conteneva una versione cantata del brano “Static Rain”, che qui è stata sostituita da un’versione strumentale.

Se guardiamo indietro, ci accorgiamo subito che parecchie band hard rock in Giappone avevano lo status di Mega star, e proprio in Giappone sono nati alcuni dei più grandi live album di sempre. Pensiamo solo a Deep Purple, Cheap Trick, Dokken e compagnia. Non è un mistero che, quando i DP hanno perso Blackmore, per sostituirlo temporaneamente abbiano scelto Joe Satriani proprio per il grande status che si era già costruito nella terra del sol levante. E tanti ex giganti del rock sono sopravvissuti proprio grazie al mercato giapponese tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, quando l’hard rock era in parte in declino, e ancora oggi ci campano più che dignitosamente.

Passando all’album vero e proprio, l’intro di Loudspeaker è il brano “Elixir”, e all’ascoltatore attento fa subito capire cosa ci aspetta. Chitarre potenti e rumorose con una sezione ritmica massiccia che ogni tanto fa sfacciatamente l’occhiolino alla vecchia scuola punk rock. L’inizio di “Street Demon” è uno di questi momenti, e si potrebbe paragonare senza problemi a una versione accelerata dei Sex Pistols e della loro “God Save the Queen”. Mentre la batteria in “Paradise Express” tiene una specie di ritmo tribale, la chitarra di Marty si butta su una pentatonica dal sapore arabeggiante che, onestamente, suona davvero niente male.

Rispetto ai suoi tempi migliori, quando come membro dei Megadeth ha venduto in tutto oltre 10 milioni di album, il ragazzo voleva finalmente un disco rock senza compromessi, rumoroso e aggressivo, dove poter mettere in mostra alcune delle sue variazioni chitarristiche più sfrenate. Anche se il suo talento non l’ha mai nascosto (lo conferma anche la serie di Guitar Schools pubblicate…), la grande scommessa di Marty con Loudspeaker, con l’aiuto di qualche nome di peso, è riuscita bene.
La “Sekai ni Hitotsu Dake no Hana”, dal titolo giapponese, ne è la prova. E anche se magari “Glycerine flesh” è un esempio ancora migliore, oltre che un brano più melodico e dai toni country, il primo pezzo è decisamente più giapponese da matti. Qui Marty suona addirittura tutte le linee di basso, mentre alle tastiere compare come ospite speciale Jens Johanssen, più noto per aver collaborato con il suo gemello omozigote nei Rising Force di Malmsteen. Il trio Friedman/Colson/Masaki funziona insieme come un “power trio”, cosa che emerge soprattutto nel brano brutale “Stigmata addiction”, dove Marty mostra ancora una volta la sua bravura in un assolo di chitarra scintillante.

Il brano “Viper” è completato in duetto da nientemeno che l’illusionista Steve Vai. Il risultato è una serie di sequenze di chitarra sperimentali e magiche, e ormai è solo questione di tempo prima che Friedman compaia, accanto a Vai e Satriani, in qualche tour G3 (almeno quelli giapponesi). Già prima, in “Black orchid”, c’è un altro dei maestri della chitarra che aveva già partecipato al citato progetto G3. Si tratta del chitarrista “da sogno” John Petrucci, che riempie il pezzo con un assolo instancabile di ben 52 secondi, giuro. La durata dell’assolo viene persino citata con precisione maniacale nel libretto dell’album.

Per i miei gusti, il brano più stravagante del disco è senza dubbio, di nuovo poliglotta, “Coloreas mi vida”. Non solo ha una voce stravagante, ma la linea di basso l’ha suonata nientemeno che l’ex bassista dei Japan Mick Karn. E Mick Karn non è certo uno che ti aspetteresti di vedere accanto a Marty Friedman, no? Un mix strano, comunque. Come stile il pezzo è melodicamente il più vicino a Santana. E se ami il marchio Santana, è quello giusto per te.

Il brano conclusivo “Devil take tomorrow” contiene un meraviglioso arrangiamento d’archi che abbraccia e chiude l’album con un’intonazione melodica e incisiva, che per me personalmente rappresenta la nota dominante del disco.

Con l’obiettivo principale di brani rock veloci e incisivi, Loudspeaker alla base ci serve anche una vena emotiva appena nascosta. Del resto, in linea con la crudele riservatezza giapponese, è evidente che il retaggio culturale e folcloristico della terra del sol levante è una cosa molto contagiosa, che ha infettato in fretta anche Marty stesso. Oltre a questo, in Giappone Marty è anche giurato nel programma TV “Uta sta”, la versione giapponese dello show “American Idol”. (In Slovenia un programma TV paragonabile non ce l’abbiamo ancora.) Insieme alla “Tokyo Philharmonic Orchestra”, Marty sta inoltre preparando la sua versione musicale di un musical televisivo. Un ragazzo operoso e di talento, non c’è che dire! E non c’è dubbio che anche a te non possa lasciare indifferente l’intesa tra i musicisti di Loudspeaker, quando senza compromessi colpisce i timpani degli impianti audio di casa tua.

Formazione

Marty Friedman – chitarra, basso
Billy Sheehan – basso
Masaki – basso
Mick Karn – basso
Ikuo – basso
Ryuichi Nishida – batteria
Jeremy Colson – batteria
Tetsu Mukaiyama – batteria

Musicisti ospiti:
John Petrucci – chitarra
Steve Vai – chitarra
Jens Johanssen – tastiere

Produzione

Marty Friedman

Tracklist

1. Elixer
2. Street Demon
3. Black Orchid
4. Paradise Express
5. Untitled
6. Glycerine Flesh
7. Stigmata Addiction
8. Viper
9. Static Rain
10. Coloreas Mi Vida
11. Devil Take Tomorrow

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