Pierre Moerlen’s Gong: Pentanine

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Data di uscita: 2004
Etichetta: Musea Records
Produzione: Meehail Ogorodov & Vadim “dess” Sergeyev
Durata: 61:25
Genere: progressive rock / jazz fusion
Voto: 9/10

La versione jazz rock fusion dei Gong guidata dal maestro francese della batteria Pierre Moerlen è tornata nel 2004, dopo una lunga assenza, con un nuovo album in studio intitolato «Pentanine», che è stato anche l’ultimo di Moerlen prima della sua morte nel 2005. Dopo una breve rimpatriata con Daevid Allen nella seconda metà degli anni Novanta, Moerlen, incoraggiato dal fatto che anche nel nuovo secolo c’era ancora interesse per la sua musica, ha registrato un nuovo lavoro in studio per la prima volta dai tempi di «Second Wind» (1988) e ha rimesso in piedi la sua versione dei Gong, mettendo insieme tre musicisti russi.

«Pentanine» era per molti versi un classico album dei Pierre Moerlen’s Gong: totalmente strumentale, con percussioni di ogni tipo in primo piano e tappeti ambientali di vario genere sullo sfondo, ma con una produzione moderna e qualche idea sonora fresca. Qui Moerlen ha continuato a «impacchettare» le influenze più disparate in un approccio tutto suo al jazz rock fusion, un linguaggio che si era bevuto fino in fondo come ex membro dei maestri dello space rock Gong e come ex componente della band di supporto di Mikea Oldfirelda, dal quale aveva imparato un bel po’ di trucchi per arrangiare la musica ambientale.

Il mix di queste influenze si sentiva già in «Overture», il pezzo d’apertura di «Pentanine», che a tratti suonava come un lento viaggio ambientale tra galassie lontane. «Airway to Seven» era un brano un po’ più rock grazie alle armoniose linee di chitarra di Arkady Kuznetsov, mentre Meehail Ogorodov ci ha messo qualche arrangiamento di pianoforte sottilissimo che ha dato parecchio movimento al pezzo. Per gran parte delle composizioni di «Pentanine» Moerlen ha puntato su xilofono e vibrafono, mentre il suo modo raffinato e intelligente, dal tempismo perfetto, di lavorare sul drum kit era ancora una vera goduria per le orecchie.

Pezzi jazz rock fusion eccellenti, con un mix di sottigliezza straordinaria, invidiabile eclettismo ed energia, come «Pentanine Part One» e «AuChalet», che conteneva un assolo di chitarra appassionato, erano la prova lampante che Moerlen era tornato a un livello musicale altissimo, quello che aveva tenuto fino all’inizio degli anni Ottanta. Tra i picchi di «Pentanine», che a differenza di certi lavori di Moerlen degli anni Ottanta non ha nemmeno un momento debole, c’è la composizione «Trip a La Monde», imbottita di assoli e di una ricchezza ritmica pazzesca, mentre sullo sfondo scorrevano tappeti ambientali eterei. Anche «Reminiscense», con il suo suono di sintetizzatori modernissimo, a tratti sembrava un pezzo dimenticato dell’album di culto «Shamal» (1976): un bel segno che a Moerlen era riuscito di costruire un ponte sonoro convincente tra passato e presente.

Il commiato di Moerlen, «Pentanine», pur essendo stato registrato con tre musicisti russi che prima di questo disco erano un enigma per molti, rientra tra i momenti migliori della sua carriera varia e interessante. Allo stesso tempo, con questo album Moerlen ha salutato in modo dignitoso sia la carriera musicale sia la vita, finita decisamente troppo presto. Nel 2005, con una band tutta nuova composta da giovani musicisti francesi, ha iniziato a lavorare ai pezzi per un nuovo disco, ma la morte l’ha preceduto prima che riuscisse a finirli tutti. I suoi ultimi collaboratori, nonostante con la scomparsa di Pierre fosse tutto finito, hanno deciso di usare le ultime registrazioni di Moerlen e di aggiungerci qualcosa di loro, e così nel 2010 è uscito un album postumo dei Pierre Moerlen’s Gong intitolato «Tribute».

Recensione di: Peter Podbrežnik

Tracklist:
1. Flying High (5:49)
2. Airway to Seven (4:37)
3. Pentanine (part one) (3:28)
4. Au Chalet (4:04)
5. Trip a la Mode (4:49)
6. Reminiscence (6:46)
7. Interlude (0:40)
8. Classique (7:12)
9. Lacheur (6:11)
10. Blue Nuit (3:54)
11. Pentanine (part two) (2:11)
12. Montagnes Russes (7:04)
13. Troyka (4:33)

Pierre Moerlen’s Gong:
Pierre Moerlen – batteria, vibrafono, xilofono, programmazione
Arkady Kuznetsov – chitarra elettrica
Meehail Ogorodov – tastiere, percussioni
Alexei Pleschunov – basso

Musicista ospite:
Alexander Lutsky – tromba (12)

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