Plavi Orkestar a Kranjska Gora (2025)

foto: Mateja & Igorac 2025
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Data: venerdì 7 febbraio 2025
Luogo: Kranjska Gora, piazza principale
Sul palco: un ragazzo con la chitarra acustica, i Plavi orkestar nella formazione originale


“Serve ancora un po’ di rodaggio”

Durante una breve vacanza a Kranjska Gora ho dato un’occhiata a cosa bolliva in pentola, e per venerdì era annunciato il concerto di una band misteriosa sulla piazza principale del paese. In compagnia c’era anche un tizio che si occupa di impianti audio per eventi in Slovenia e all’estero: ha fatto un paio di telefonate e così abbiamo scoperto che i Plavi orkestar stavano facendo le cosiddette prove di produzione prima del loro megalomane tour della reunion proprio a Kranjska Gora. E su richiesta della sindaca avrebbero ricambiato l’ospitalità con un concerto a sorpresa. E noi siamo andati.

I Plavi orkestar sono stati, volente o nolente, una parte importante della colonna sonora della nostra giovinezza, e ancora oggi ogni festa che si rispetti si chiude con un ruggito stonato dell’evergreen Bolje biti pijan nego star, anche se la gente purtroppo è entrambe le cose, sbronza e vecchia. Il ritorno del chitarrista originale Mladen Pavičić – Pava ha fatto salire il mio interesse, perché Pava era, almeno secondo me, una specie di Andy Taylor (chitarrista originale dei Duran Duran) dei Plavi orkestar. Un rocker finito per forza di cose dentro una band pop ultra popolare e che ha contribuito a farla crescere. Di conseguenza speravo che suonassero solo pezzi dei primi quattro (o meglio ancora, dei primi due, quelli di culto) album, ai quali aveva partecipato anche Pava.

Dopo il ragazzo che, accompagnandosi con la chitarra acustica, aveva gracchiato un paio di hit, i membri della band con Loša in testa si sono fatti largo in mezzo a una folla più che decente. Hanno attaccato subito con Kad ti ljubav ime prozove, che a quanto pare (parola di Loša) è il brano dei Plavi orkestar più trasmesso in Slovenia. Beh, ogni giorno (sera) se ne impara una nuova. Con quel pezzo è evaporata anche la mia speranza del paragrafo precedente. Come potete vedere dalla scaletta qui sotto, Pava deve imparare un bel po’ di pezzi che arrivano dal periodo dopo la sua uscita. La band è sembrata un filo poco convinta, un sacco di microfono è finito verso il pubblico, perché Loša probabilmente si stava risparmiando per il primo concerto del tour, che sarà a San Valentino a Zagabria. Pava ha segato allegramente un paio di volte tra le distorsioni e ha scaldato un po’ il mio vecchio cuore. Considerando che saliva su un palco per la prima volta dopo 35 anni, se l’è cavata piuttosto bene, ma (come tutta la band) ha ancora bisogno di un po’ di rodaggio per conquistare il pubblico in tour. Si è comunque vista l’esperienza dei gemelli Ćeremida nella sezione ritmica e della voce da ragazzino ben conservata del frontman Saša Lošić – Loša. Ovviamente ha aiutato moltissimo che il pubblico conoscesse a memoria tutti gli hit e raccogliesse allegramente gli inviti a cantare, ormai un po’ noiosetti. In mezzo si è infilata una versione un po’ sfortunata di Dneva ljubezni, ma devo ammettere che ballicchiare su ritmi balcanici spezzati e melodie familiari è un modo piuttosto valido per sopravvivere a una serata gelida all’aperto. In questo mezzo concerto, di sicuro, quella che ha acceso di più è stata Suada, nata per sbaglio, che Pava e Loša avrebbero composto su richiesta di spettatori infuriati e affamati di canzoni popolari a uno dei primi concerti, in cui suonavano perlopiù cover di vecchi classici punk.

Digeribile e digerito.

Brani suonati (non in ordine):

Kad ti ljubav ime prozove
Ako su to samo bile laži
Od rođendana do rođendana
Odlazim
Suada
Ljubezni dan
Kaja
Zelene su bile oči te
Sava tiho teče

Testo: Igorac
Foto: Mateja e Igorac


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