20/20
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Saga
Etichetta: Ear Music Records
Uscita: 2012
Voto: 4.5/5
Tra i palati fini della musica, i Saga sono di sicuro, insieme ai Rush, la band art rock canadese più amata, che in fatto di popolarità non ha mai raggiunto i suoi ‘cugini’ più celebri, ma in compenso, soprattutto nell’Europa centrale, può contare su un seguito altrettanto infervorato, che aspetta con ansia ogni nuova uscita dei suoi beniamini. »20/20« è il loro primo album in studio dopo il ritorno del cantante originale Michael Sadler e il ventesimo in tutto, come suggerisce anche il suo titolo un po’ enigmatico. La copertina, con Albert Einstein davanti a uno strumento per l’esame della vista, è allo stesso tempo un’allusione al celebre concept ‘Chapters’, cioè un ritorno alle classiche radici dei Saga, e al tastierista Jim ‘Daryl’ Gilmour, che durante il tour precedente per una brutta infezione ha quasi rischiato di perdere un occhio.
Dopo il relativamente sperimentale »Human Condition« (2009), in cui con l’allora cantante Rob Moratti avevano provato a staccarsi un po’ dal sound classico dei Saga e a buttare dentro qualche idea freschissima, »20/20« è un ritorno su un terreno sonoro molto più riconoscibile, e il merito va ovviamente al carismatico Sadler. Senza di lui i Saga classici erano impensabili: la sua voce, insieme alle armonie di tastiera a più strati di ‘Jimbot’, alle opere d’arte chitarristiche di Ian Crichton e al brontolio melodico delle linee di basso del fratello Jim, è un pezzo chiave del circuito integrato di questa leggendaria band. Lo storico batterista Brian Doerner, che su questo album ha ancora suonato, ha salutato prima dell’uscita per problemi di salute, lasciando il posto al nuovo arrivato Mike Thorne. I Saga restano così una di quelle band che non riescono a scrollarsi di dosso i guai con i batteristi, una storia che va avanti dall’addio del batterista originale Steve Negus.
Il quintetto dell’Ontario è da sempre noto per costruire ponti flessibilissimi e sottili tra rock melodico e progressive, e anche su »20/20« è così. Si potrebbe dire che l’ultima fatica sia una sorta di continuazione logica da dove si era chiuso »10,000 Days« (2007), l’album d’addio (solo apparente) di Sadler, eppure ci si trovano parecchie idee sonore relativamente innovative, che si sposano bene con l’ottima produzione.
L’opener »Six Feet under« ha un tocco beffardo ed è l’annuncio che i Saga classici sono di nuovo tra noi: le linee di tastiera scorrono sottili tra passaggi di chitarra ben oliati, mentre la voce espressiva di Sadler, come da copione, è ancora in splendida forma. »Anywhere You Wanna Go« è, sia per scrittura che per testo, uno dei pezzi più brillanti di »20/20«, e con gli anni si guadagnerà senza dubbio lo status di standard dei Saga. Le multi-armonie di tastiera e i cori accompagnano con gusto un ritornello possente, mentre il gran maestro della chitarra Ian Crichton, un paio di volte, parte per la tangente verso assoli da leccarsi i baffi. I campioni dell’art rock dell’Ontario sono sempre stati maestri nel fondere compattezza e flessibilità, e questa splendida composizione è un’ulteriore prova di un fatto noto da tempo.
L’atmosfera su «Ellery», sottile power ballad d’amore e prima canzone della loro storia intitolata a una donna, scivola in acque un po’ più delicate, ma senza un briciolo di patetismo o sdolcinatezza: punta invece su una generosa profondità sonora. Le finezze acustiche della chitarra si intrecciano alla perfezione con gli arrangiamenti sinfonici, mentre le armonie vocali sono di nuovo ‘serie A’. Quanto i Saga sappiano ancora picchiare duro, nonostante un rispettabile numero di anni sul groppone, quando gli gira, lo racconta meglio di tutti »Spin It Again«, dove l’iniziativa è presa da un riff di chitarra tagliente, tipicissimo del modo di suonare di Ian. Su questo brano vocalmente piuttosto impegnativo Sadler brilla di nuovo con la sua ricca profondità emotiva, mentre i drammatici cori di accompagnamento alzano ancora l’atmosfera.
»Another Day Out of Sight«, posato su un tempo medio, è un altro pezzo che farà felici tutti i fan di lunga data. Qui la voce solista passa al tastierista Gilmour, che in questo ruolo se la cava alla grande, e non è certo una sorpresa, visto che in passato da cantante principale aveva già fatto faville su classici come »No Regrets« e »Scratching the Surface«. Un birbante giro di chitarra si fa strada tra arrangiamenti sinfonici a più strati e voci sovrapposte, mentre grazie alla voce unica di ‘Jimbot’ nell’aria c’è sempre qualcosa di etereo. »One Of These Days« è un pezzo dal tempo più veloce, cioè un altro catalizzatore di energia che carica a mille, con un riff di chitarra grassissimo, finezze di sintetizzatore sfiziose e un ritornello a più voci, di quelli che i Saga in carriera ne hanno sfornati un bel po’.
»Ball And Chain«, condito da un’atmosfera enigmatica, contiene un motivo melodrammatico Saga praticamente di marca, che ai fan di lunga data farà tornare in mente al volo certi lavori del passato, soprattutto quelli del periodo tra il 1999 e il 2007. Gli arrangiamenti sinfonici, in particolare quelli al pianoforte, si fondono con delicatezza a energici passaggi di chitarra, mentre una linea ritmica dinamica e navigata fa da controcanto. La power ballad »Lost For Words«, foderata di splendide finezze acustiche, è un altro pezzo da ammirare, in cui a emergere con particolare forza sono le malinconiche armonie vocali, guidate dalla voce di Sadler, a tratti davvero magica.
»Show And Tell« rientra tra i pezzi più interessanti e unici di »20/20« e in un futuro prossimo diventerà senza dubbio uno standard dei Saga, perché oltre a tutte le caratteristiche riconoscibili contiene un motivo davvero fantastico, costruito su una frase di chitarra melodrammatica e armonie vocali epiche. Non mancano poi un assolo di tastiera e uno di chitarra di prima qualità, che faranno leccare i baffi a tutti i buongustai della musica. Il brano conclusivo »Till The Well Runs Dry« è la creazione più lunga dell’album. Qui i Saga mettono in scena una vera e propria danza art rock, fondendo con finezza atmosfere enigmatiche e malinconiche, guidate da drammatici passaggi di chitarra e tastiera, a cui fa compagnia una curiosa fisarmonica di finezze ritmiche.
»20/20« è un classico album dei Saga nel vero senso della parola, costruito su misura per tutti i fan di lunga data di questi giganti dell’art rock, che non smettono di stupire con lavori artisticamente di alto profilo in cui non mancano momenti innovativi. Il livello di coerenza nel battere album in studio entusiasmanti è ancora eccezionale, ed è davvero incredibile con che rapidità Sadler e i suoi vecchi compagni abbiano ritrovato il ritmo creativo giusto. Resta però un retrogusto amaro: dopo decenni la loro opera non ha ancora ricevuto nemmeno un riconoscimento simbolico dai rappresentanti di una discografia corrotta, e a quanto pare, in un mondo dove il denaro è il sovrano supremo, non lo riceverà mai.
Formazione
Michael Sadler – voce
Ian Crichton – chitarra
Jim Crichton – basso e tastiere aggiuntive
Jim Gilmour – tastiere, cori
Brian Doerner – batteria
Produzione
Saga
Tracklist
1. Six Feet Under
2. Anywhere You Wanna Go
3. Ellery
4. Spin It Again
5. Another Day Out Of Sight
6. One Of These Days
7. Ball And Chain
8. Lost For Words
9. Show And Tell
10. Till The Well Runs Dry