Preobrazhenie
Artista: Azazello
Etichetta: MALS Ltd.
Uscita: 2011
Durata: 53:50
Voto: 3.4/5
La scena prog rock di oggi è sterminata, forse persino più che negli anni ’70 (anche se decisamente meno chiacchierata), eppure ci sono angoli di mondo da cui non arriva quasi nulla alle nostre orecchie, mentre per dimensioni dovrebbero eccome. La Russia è senza dubbio uno di questi. Oggi il nome più noto sono i Vespero, proggers psichedelici che con un sound incredibilmente eclettico arrivano alla stragrande maggioranza del pubblico del rock progressivo. Poi ci sono The Gourishankar, altri prog rocker eclettici che rimandano ai leggendari King Crimson. Ovviamente ci sono tantissime band più piccole che non sono ancora uscite abbastanza dalla Russia per fare davvero il botto nella scena progressiva. Gli Azazello, che portano il metal progressivo della scena prog russa e si avvicinano al sound dei Dream Theater, sono una band a metà strada tra la scena locale e quella mondiale. E la scena prog mondiale, soprattutto gli amanti del sound «alla Dream Theater», potrebbe accoglierli una volta per tutte con il loro ottavo album, Preobrazhenie.
La ricca discografia dei russi è cresciuta a ogni disco, e il penultimo, Seventh Heaven, è stato accolto particolarmente bene nella comunità del prog metal. E siccome pochi ascoltatori riescono a capire i testi, la parte strumentale deve aver lasciato un bel segno perché il disco venisse apprezzato così tanto. Preobrazhenie è quindi la prosecuzione del sound che gli Azazello avevano già centrato su Seventh Heaven. Resta comunque un classico mix di metal con abbastanza elementi progressivi da emergere dagli schemi ormai logori del genere e creare un suono tutto loro.
La sorpresa è il mix dell’intero album. Non è il classico mix tecnicamente perfetto che ci si aspetta dai progsters. Ha una qualità grezza, che forse riflette la loro fredda russità. Anche le influenze non sono del tutto da prog metal classico – anche se c’è tanto Dream Theater e Symphony X, in certi pezzi si sentono tracce di Uriah Heep e Hawkwind, e c’è persino un po’ di jazz. Ogni tanto arrangiamenti con sfumature di folk russo rimescolano di nuovo il calderone delle influenze della band in qualcosa che non è la solita copia dei giganti del prog metal, ma musica genuinamente interessante.
Preobrazhenie non è interessante e vario come Seventh Heaven, ma mostra gli Azazello sotto una buona luce, soprattutto ora che continuano a bussare alla porta della scena prog mondiale. La band va avanti con un mix di influenze interessanti, condite da un suono grezzo che è ormai il loro marchio di fabbrica. Certo, sarebbe stato ancora meglio poter capire i testi, ma è assolutamente da lodare che la band canti nella propria lingua madre e non in un inglese stentato e dall’accento pesantissimo.
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La scena prog rock di oggi è enorme, forse persino più che negli anni ’70 (anche se decisamente meno popolare). Ma ci sono parti del mondo che, in questa scena, restano inascoltate, anche se non dovrebbero. La Russia è senza dubbio una di queste. Oggi il suo prodotto musicale più noto sono i Vespero, proggers psichedelici che con un sound incredibilmente eclettico arrivano alla testa e al cuore di quasi ogni amante del prog rock. C’è anche un gruppo chiamato The Gourishankar, un’altra band di rock progressivo eclettico, che ricorda parecchio i leggendari King Crimson. Ovviamente ci sono tantissime band più piccole che non hanno ancora superato i confini del loro paese e non hanno ancora fatto abbastanza rumore sulla scena prog rock. Gli Azazello, che rappresentano la scena del metal progressivo russo e vengono spesso paragonati ai Dream Theater, sono una band in cammino da un pubblico locale a una platea più grande. E questa platea più grande, soprattutto gli amanti dei Dream Theater, potrebbe finalmente accettare gli Azazello con il loro ottavo album, Preobrazhenie (Transformation).
La prolifica discografia dei russi è cresciuta a ogni uscita, e il penultimo album, Seventh Heaven, è stato accolto particolarmente bene nell’ambiente del prog metal. E siccome sono pochissime le persone che riescono a capire i testi, la parte strumentale del disco deve aver fatto una bella impressione per essere stata accolta così bene. Preobrazhenie è quindi la continuazione del sound che la band aveva già raggiunto con Seventh Heaven. Il sound resta composto da metal standard con alcuni elementi prog molto in-your-face, ma ce ne sono abbastanza perché la band esca dalle formule metal da cliché e crei un suono tutto suo.
La cosa sorprendente è la produzione e il mix dell’album. Il mix non è quello che ti aspetteresti da una band prog. Non è tecnicamente perfetto. Ha una qualità grezza, che riflette la fredda russità della band. Anche le influenze sono tutt’altro che tipiche – c’è, certo, quel sound alla Dream Theater e Symphony X, ma alcuni pezzi mostrano che anche Uriah Heep, Hawkwind e il jazz in generale hanno qualcosa a che fare con la loro musica. Le occasionali influenze del folk russo sono un altro elemento che aggiunge davvero qualcosa alla musica della band. Gli Azazello sono quindi tutt’altro che una copia dei grandi giganti del prog metal. A modo loro, sono piuttosto unici.
Preobrazhenie forse non è interessante e vario come Seventh Heaven, ma mostra ancora una volta gli Azazello come una band dal suono eccellente, il che non fa che alimentare l’ambizione del gruppo di uscire dalla scena locale. La band continua a usare vari elementi interessanti da generi diversi e insoliti, conditi dal già citato suono grezzo. Sarebbe sicuramente ancora meglio se potessi capire i testi, ma devo fare i complimenti alla band per essere rimasta fedele alla propria lingua madre.
Formazione
Alexander Kulak – voce, chitarra elettrica e acustica, basso, tastiere, percussioni
Vladimir Kulak – tastiere (1, 2, 7)
Vladimir Demakov – batteria, percussioni
Vladislav Chala – basso
Tracklist
1. Искра жизни / The Spark of Life (2:08)
2. Луна / The Moon (5:46)
3. Циферблат / Clock Face (8:16)
4. Ворожея / Enchantress (5:51)
5. Побеждать / To Win (8:58)
6. Меланхолия / Melancholy (2:17)
7. Песчинка / A Sand Grain (5:56)
8. Феникс / Phoenix (4:46)
9. Свет любимых глаз / Light of the Lonely Eyes (6:12)
10. Преображение / Transformation (3:39)