Priest, Live & Rare

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Judas Priest
Etichetta: Columbia Records
Uscita: 1996
Voto: 4/5

Questa raccolta di pezzi è uscita ufficialmente solo in Giappone. Eppure, nella seconda metà dei novanta, per miracolo ha trovato la strada anche degli scaffali dei negozi sloveni. Purtroppo oggi questo CD si può ordinare e comprare solo su internet. Un concatenarsi di circostanze che non avrei mai immaginato me lo ha portato fin qui, davanti alla recensione. Mi è sembrato sensato aggiungere questa recensione al resto della discografia della band che ho già recensito, come una tessera di mosaico che aiuta a completare il quadro e a capire meglio il fenomeno Judas Priest. Il dischetto contiene quasi per intero materiale uscito sui lati B dei singoli. Quindi, singoli veri e propri su questa raccolta non ce ne sono, tranne uno. Si tratta in tutto e per tutto di roba che non è mai finita sugli album ufficiali della band, e quindi di una vera rarità. Vediamo cosa si nasconde là dentro!

Si parte nel modo più bello possibile. Con le registrazioni dal vivo di Cleveland del 1978. Si apre con una versione fantastica del classicone di culto Beyond The Realms Of Death, lato B del singolo Evening Star. Subito dopo arrivano altri due pezzi storici dallo stesso concerto, White Heat, Red Hot e Starbreaker. Tutti e tre con Rob Halford alla voce. Versioni live ufficiali di questi tre brani con Halford oggi su CD non si trovano proprio, con l’eccezione di Starbreaker, presente come bonus nella ristampa rimasterizzata di “Unleashed In The East”. Gli altri due pezzi erano usciti ufficialmente sul singolo Take On The World. Il suono dal vivo è ottimo: i Judas Priest, con un’intensità sul palco incredibile e una nitidezza eccezionale per l’epoca, sprigionano la ferma decisione di prendersi il trono del metal con tutto il loro entusiasmo, che si riflette in una performance d’acciaio, impeccabile nell’approccio. Un pezzettino davvero interessante di magia da palco, catturato nella parte europea del tour di Point Of Entry, ce lo offre la band con le versioni live di Breaking The Law, dove Rob lascia al pubblico il compito di cantare da solo, e a squarciagola, tutto il ritornello, e di Living After Midnight. Mostrano la crescita del gruppo, una compattezza enorme e una fantastica alchimia sul palco che funzionava a meraviglia. Entrambi i pezzi stanno originariamente sul lato B del 12 pollici Hot Rockin’. Un suono metal ancora più cattivo arriva con le registrazioni live del 1983, dalla tappa americana del tour “World Vengeance”. Il battito della band sul palco è catturato in You’ve Got Another Thing Comin’ e in un’altra versione di Breaking The Law, uscite originariamente sul lato B del singolo The Green Manalishi (with the two pronged crown), che su questa compilation di rarità è l’unico a essere presente come singolo. Il motivo per cui hanno infilato questo singolo nella raccolta sta probabilmente nel fatto che non compare su nessun album dal vivo ufficiale della band. I Judas Priest hanno così avuto la possibilità di aggiungere il pezzo al loro forziere di tesori perduti. Gli ultimi due brani erano usciti ufficialmente sul singolo Turbo Lover. Il primo è Private Property dal vivo, preso dalla tappa americana del tour “Fuel For Life” del 1986, ma a St. Louis, quindi non è la stessa registrazione che trovi sul live “Priest…Live!” (1987). L’ultimo pezzo della compilation è Turbo Lover in versione “hi-octane mix”. Questa versione allungata, ibrido pop/metal dell’originale, è la prova che si può ballare disco anche sui ritmi dei Judas Priest. Orribile! È l’unico punto debole di questa compilation.

Il materiale dal vivo ritrae la band in quattro fasi diverse della sua evoluzione. Man mano che il gruppo cresceva, cresceva anche il pubblico ai concerti. Gli echi sonori della folla sono fondamentali e cambiano come il giorno e la notte da un periodo all’altro dell’attività live del gruppo. Cambia anche la performance della band, che negli anni ottanta trasmette sul palco una sensazione incredibile di invincibilità. La folla reagisce letteralmente in modo fanatico a ogni gesto di Rob e lo accompagna con onde oceaniche di entusiasmo (registrazioni del 1983 e del 1986). Questa compilation ondeggia splendidamente tra le tante tinte delle atmosfere catturate, e ne esce un contrasto bellissimo sull’intero dischetto.

Questo CD è una necessità assoluta per ogni fan dei Judas Priest. Gli ultimi due album dal vivo, “’98 Live Meltdown” (1998) e “Live In London” (2003), erano concentrati soprattutto sul materiale nato negli anni ottanta. Se torno ai primi tre pezzi, che sono il vertice assoluto della raccolta, ci servono su un piatto d’argento ancora qualche fatto. Nelle versioni più recenti di Beyond The Realms Of Death non canta Halford, mentre Starbreaker e White Heat, Red Hot i Judas Priest, dagli anni ottanta fino a oggi, non li hanno mai più suonati dal vivo. Insomma, un vero cerotto sulle ferite per tutti voi che non avete ancora fatto pace con l’assenza di Rob dalla band durante i novanta.

Formazione

Rob Halford – voce
Glenn Tipton – chitarra
K.K. Downing – chitarra
Ian Hill – basso
Les Binks – batteria nelle tracce 1 – 3
Dave Holland – batteria nelle tracce 4 – 10

Tracklist

1. Beyond The Realms Of Death (Live) (7:04)
2. White Heat, Red Hot (Live) (4:32)
3. Starbreaker (Live) (7:19)
4. Breaking The Law (Live) (2:35)
5. Living After Midnight (Live) (4:19)
6. The Green Manalishi (With The Two Pronged Crown) (Live) (5:01)
7. Breaking The Law (Live) (2:44)
8. You’ve Got Another Thing Comin’ (Live) (7:34)
9. Private Property (Live) (5:10)
10. Turbo Lover (Hi-Octane Mix) (7:21)

Durata dell’album: 53:51

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