Primal Fear sbarcano finalmente a Lubiana (2018)

0 8

Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data del concerto: 21.10.2018
Numero di spettatori: 450
Prezzo del biglietto: 22,00€ / 25,00€

Primal Fear e Riot V sono un’accoppiata riuscitissima di due istituzioni del metal più granitico, che costruiscono il proprio linguaggio musicale sull’eredità old school dell’heavy metal. I Primal Fear in Slovenia avevano suonato tre volte: ai festival Metal Camp, Metal Mania e Rock Otočec, mentre fino a questa sera sui palchi della capitale non erano ancora riusciti ad arrivare. I Riot V, prima di sbarcare al CUK Kino Šiška, in Slovenia avevano suonato una volta sola, al Metaldays festival. Eppure, con la formazione dei Riot V è arrivato a Lubiana anche un musicista che in città aveva già suonato: Mike Flyntz, salito sul palco del club K4 di Lubiana il 30.01.2000, ai tempi in cui esistevano ancora i Riot guidati dal compianto Mark Reale.  Ecco, se tra voi c’è ancora qualcuno che dopo qualche anno di vita dei Riot V non ha afferrato il senso di questa band: i Riot V sono di fatto la continuazione della storia dei defunti Riot.

Terza settimana di un lungo tour europeo, quindi! Come gruppo di apertura sono saliti sul palco i francesi, revivalisti dell’heavy metal, Existance, che quasi tre settimane fa al Rockhouse di Salisburgo se l’erano cavata in modo sicurissimo e convincente. Anche stavolta hanno corso con scioltezza ed elasticità, sfruttando alla grande il palco più grande del Kino Šiška. Esibizione rodata e sicura, voce infernale, assoli appassionati e un’intesa febbrile tra i quattro. Ai giorni nostri la loro musica si può prendere senza troppe »invenzioni« particolari, eppure gli Existance ci si buttano con ardore e senza freni. Una band che con la sua foga e la sua carica (in una buona mezz’ora) ha accontentato in pieno la truppa di spettatori che stava riempiendo la sala a fatica.

Quella sera i Riot V hanno tirato fuori un altro show eccellente. Vale la pena aggiungere che nel pomeriggio Mike Flyntz e Nick Lee hanno partecipato anche a una clinic di chitarra, che si è tenuta a due passi dal Kino Šiška. La band si è goduta la serata. Palco spazioso. E davanti un pubblico scatenato, che conosceva i pezzi a memoria e li completava e potenziava nei ritornelli con un’atmosfera da stadio. Di nuovo particolarmente rumorosi gli amici della musica dalla vicina Croazia, ma si sono visti anche alcuni veterani sloveni dei concerti europei, quelli fedeli alle corde metalliche. A sorprendere è stata soprattutto l’inclusione di due pezzi di »Priviledge of Power«: On Your Knees, suonata già nella prima parte del set, con il cantante Todd Michael Hall che all’inizio si è inginocchiato in modo teatrale, e poco dopo Black Leather and Glittering Steel. Il classico »Thundersteel« si è poi incarnato quattro volte: oltre agli standard Flight Of The Warrior, allo straordinario mini-epic Bloodstreets e al crollo finale con Thundersteel, i Riot V hanno piazzato anche la brillante Sign of the Crimson Storm. Anche se il bassista Don Van Stavern ha offerto whisky al pubblico per tutta la sera (o magari era Tequilla, se non semplicemente tè in una bottiglia da whisky), la band non ha tirato fuori la Swords And Tequilla che ci si aspettava. I nuovi brani dell’album »Armor Of Light« si sposano alla grande con i classici, e a chiudere in modo perfetto la scaletta c’è anche Angel Eyes dal trascurato ma ottimo »Inishmore« (1998). La band è mordace e grintosa sul palco. Durante lo show i membri stanno di continuo spalla a spalla, in linea da due o da tre! C’è poi lo stampede da tempesta della doppia cassa dell’esperto Frank Gilchriest. Assoli infernalmente precisi e rodati, con la lucentezza della meccanica fine e una grande morbidezza. Nick Lee e Mike Flyntz hanno brillato nell’esecuzione di passaggi fulminei intrappolati in armonie a terzine, in intro e finali perfettamente coordinati. Todd Michael Hall ha lasciato a bocca aperta più volte con l’altezza incredibile che gli consente la sua estensione vocale. Insomma, l’eredità dei Riot vive e va avanti nel nuovo materiale dei Riot V con un’intensità intatta. Meglio dire: brilla, e continua a farlo inarrestabile, con uno splendore da urlo.

Le star della serata, i Primal Fear , rispetto a quanto visto al Rockhouse di Salisburgo hanno deciso stavolta per un set un po’ più corto. Fonti non ufficiali dicono che il cantante Ralf Scheppers avrebbe preso un leggero raffreddore. Ad ogni modo l’apertura è stata altamente vibrante, con un mix di fasci di scintille che sfrecciavano (pirotecnica). La band però non ha nascosto di sentirsi benissimo. Locale più grande, palco più grande e, non da ultimo, anche una bella affluenza. Pubblico non così scatenato come durante i Riot V, ma comunque affamato di una dose concreta di riff sparati e follia metallica in piena faccia. Purtroppo siamo rimasti senza i classici Chainbreaker, Under Your SPell e Running in the Dust. Tre brani dal primo e dal secondo album del gruppo, e tre brani che i Primal Fear, per dire, avevano suonato il 02.10.2018 a Salisburgo. Il vuoto in scaletta i Primal Fear lo hanno riempito in parte con un assolo di batteria e rimettendo in scaletta In Metal We Trust, pezzo comunque molto buono ma del tutto sacrificabile, con cui hanno anche chiuso il concerto. Al suo posto doveva stare per forza un pezzo più vecchio, almeno Chainbreaker. Così i brani del nuovo album »Apocalypse« hanno avuto ancora più spazio per mettersi in mostra. Per i vecchi fan del gruppo la band ha sparato in apertura Final Embrance e a metà show Nuclear Fire. Comunque troppo poco. Ha fatto un gran bene l’eccellente suite mini-epica Fighting The Darkness, suonata per intero, con un divertente duello finale tra le due chitarre. Scheppers, considerato uno dei migliori frontman power metal tedeschi, sarà stato anche raffreddato, ma ha portato a casa i pezzi con sicurezza e in modo più che soddisfacente. È chiaro però che dal mixer ha ricevuto un bel po’ di aiuto (The End Is Near). Stavolta quell’aiuto è stato tanto più utile. Suono in sala molto buono (ovviamente se stavi vicino al mixer). Davanti tagliavano le tastiere (linee alte e in parte assoli).

Nel complesso, comunque, la band ha consegnato, in linea con le attese, uno show eccellente. Si sente la routine, eppure i tedeschi hanno mostrato non poco entusiasmo per la partecipazione e la follia di alcuni fan devotissimi della loro musica, che hanno furoreggiato in sala senza sosta e sono stati ripagati con un’ottima performance dal vivo. Semplice. Hanno troppi chilometri sulle spalle, e troppo tempo passato a suonare insieme, perché possa andare storto qualcosa di davvero importante. La divisione di aquile tedesche, insomma, continua a marciare a passo spedito!

Scaletta

PRIMAL FEAR:
1. Apocalypse (intro registrato)
2. Final Embrace
3. Blood, Sweat & Fear
4. Face The Emptiness
5. Hounds of Justice
6. The Ritual
7. assolo di batteria
8. Nuclear Fire
9. Eye of the Storm
10. King of Madness
11. The End Is Near
12. When Death Comes Knocking
13. Metal Is Forever
—bis—
14. Fighting The Darkness
15. In Metal We Trust

RIOT V:
1. Victory
2. Flight of the Warrior
3. On Your Knees
4. Sign of the Crimson Storm
5. Heart of the Lion
6. Black Leather
7. Angel Eyes
8. Bloodstreets
9. Take Me Back
10. Angel’s Thunder Devil’s Reign
11. Warrior
12. Thundersteel

EXISTANCE:
1. Heavy Metal Fury
2. Legends Never Die
3. Steel Alive
4. Dead Or Alive
5. We Are Restless
6. Breaking the Rock
7. From Hell
8. Gwendoline

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie