Protected Hell
Autore: Rok Klemše
Artista: Disbelief
Etichetta: Dynamic Arts Records
Uscita: 2009
Durata: 48:09
Voto: 3.5/5
I tedeschi Disbelief, che hanno pubblicato il loro ultimo album, Navigator, nel 2007, dal 1990 portano sui palchi il loro death metal tinto di sludge, groove e passaggi atmosferici. Quest’anno sono tornati con l’ottavo disco in studio di fila, Protected Hell.
Fin dall’inizio, con l’intro minaccioso Hell, i Disbelief dimostrano su Protected Hell che dopo oltre quindici anni di carriera le idee non si sono affatto esaurite. Dal primo secondo l’album è pervaso da un’atmosfera cupa e depressiva che, tra death metal a medio tempo e il vocalizzo sofferente di Karsten Jäger (a tratti ricorda la voce psicopatica di Tompa Lindberg degli At the Gates), costruisce un insieme efficace. Protected Hell si distingue per un death metal a media velocità inconfondibile, col marchio Disbelief ben stampato sopra: tanto groove, parti sludge, riff di chitarra possenti che ogni tanto fanno riaffiorare influenze doom (e che ricordano certi lavori più vecchi dei Paradise Lost), più una batteria grossa e demolitrice. Nel mondo dell’agonia malinconica ci scaraventa già il primo pezzo, A Place to Hide, in cui ci introducono dei riff fantastici che ricordano la morbosità e la cupezza dei Nevermore. I riff sono il vero punto di forza di questo disco, così efficaci che l’assenza di assoli nemmeno la noti: i Disbelief con ogni probabilità li avrebbero più rovinati che migliorati. Anche se le radici del vero death metal sono marcite da un pezzo, ciò che resta del death si nasconde soprattutto nei growl, rozzi ma comprensibili, mentre la musica si è trasformata completamente in groove. Un groove che, per fortuna, è lontanissimo dalla media di un metalcore qualsiasi: è vario e contagioso, e il suo scopo principale è rendere i pezzi ancora più forti e riconoscibili. Nonostante i brani si somiglino parecchio a livello di struttura e siano per lo più calmi, ancorati al mid-tempo, non ti stufi mai, perché la malinconia dei Disbelief è unica e le parti sludge/atmosferiche sono abbastanza diverse tra loro da non ripetersi. Detto questo, non mi dispiacerebbe qualche sparata più veloce sullo stile dell’ottima Hell Goes On, dove Karsten, con una prova vocale fenomenale sostenuto da batteria veloce e riffing a raffica, spalanca davvero le porte dell’inferno. L’obiettivo dei Disbelief resta quello di creare un metal allucinogeno, claustrofobico, cupo e morboso. I tedeschi ci riescono alla grande, ed è giusto che continuino su questa strada!
Protected Hell non si discosta granché dai predecessori Navigator e 66Sick, ma i Disbelief proseguono lungo la strada tracciata e a ogni nuova uscita dimostrano comunque di diventare sempre più bravi a scrivere pezzi.
Formazione
Karsten “Jagger” Jäger – voce
Witali Weber – chitarra
Jochen “Joe” Trunk – basso
Kai Bergerin – batteria
Tracklist
1. Hell (Intro) 02:11
2. A Place To Hide 04:56
3. Hate/Aggression Schedule 04:07
4. Nemesis Rising 04:05
5. The Return Of Sin 05:01
6. Hell Goes On 03:33
7. S.O.S. – Sense Of Sight 03:51
8. One Nation‘s Son 04:38
9. Trauma (Instrumental) 01:01
10. The Dark Soundscapes 05:16
11. Room 309 (Kraftprinzip) 04:26
12. Demon‘s Entry 05:04