Raging Silence
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Uriah Heep
Etichetta: Castle Communications
Uscita: 1989
Voto: 3.5/5
“Raging Silence” è il diciassettesimo album in studio degli Uriah Heep, quello che, dopo l’ennesimo scivolone commerciale, ovvero il disastro di “Equator” (1985), ha rimesso la band sui vecchi binari e l’ha fatta tornare in piedi. È un disco parecchio cauto e allo stesso tempo quello che ha presentato un gruppo rinato: dopo il 1985 la band si era ritrovata a rimettersi insieme dalle macerie dell’ultimo tornado della sua carriera. Ripassiamo al volo: dopo il flop di “Equator”, la rottura del contratto con la Sony Records e l’ennesimo quasi-scioglimento degli Uriah Heep, i buchi in formazione sono stati riempiti dal cantante dei Grand Prix Bernie Shaw e dal tastierista Phil Lanzon, che in quel periodo suonava negli The Sweet. Con Kerslake alla batteria, Bolder al basso e Box alla chitarra, i nuovi Uriah Heep per prima cosa hanno passato tre anni a macinare concerti su concerti, trovando evidentemente la formula vincente di convivenza e chimica di lavoro, visto che questa line-up ha retto fino a oggi.
Tre anni dopo la nascita dei nuovi Uriah Heep, nel 1989 esce “Raging Silence”. Un disco-banco di prova, senza dubbio, che però non ha deluso nessuno di quelli che di vera magia hard rock se ne intendono. L’album ha raccolto critiche ottime, soprattutto per la qualità dei pezzi ultramelodici e rockeggianti da far saltare tutto, tirati fuori con il vestito di “Abominog”, come More Fool You, Cry Freedom, Blood Red Roses, Rich Kid, Bad Bad Man e un’ottima cover degli The Argent, Hold Your Head Up, uscita come “singolo”, proprio come Blood Red Roses prima di lei. Questa mossa di suonare cover e infilarle negli album gli Uriah Heep se la sono tenuta stretta per tutti gli anni Ottanta, visto che le classifiche di allora erano piene di hit di questo tipo, nate dal rifacimento dell’originale. Così hanno deciso di mettere su “Raging Silence” anche un pezzo degli australiani Cold Chisel, When The War Is Over, e Lifeline, che nella versione originale appartiene a Bobby & The Midnites. “Raging Silence” è una dose perfetta di hard rock melodico e, a dirla tutta, il primo disco davvero coerente dai tempi in cui negli Uriah Heep cantava ancora il leggendario John Lawton. Qui possiamo goderci di nuovo un’alta dinamica che non cala mai, e dobbiamo ringraziare il fatto che gli Uriah Heep della “nuova era” ci hanno riversato tutta la loro esplosività della scuola hard rock classica, condita con i marchi di fabbrica Heep (per esempio le armonie vocali a più voci, gli assoli wah-wah di Box, le muraglie di riff), in una misura che nessun album degli Uriah Heep degli anni Ottanta aveva mai avuto.
Anche se con l’arrivo di Shaw e Lanzon gli Uriah Heep erano finalmente stabili, sono rimasti legati a contratti piccoli e sono diventati una band sempre più piccola. “Raging Silence” è un ottimo album di “ritorno”, che può vantare anche un livello di maturità più alto e che con la sua uscita ha confermato che gli Uriah Heep non avevano ancora detto l’ultima parola, anzi! Purtroppo la Legacy Records non è riuscita a spingere il disco sul mercato in modo abbastanza visibile, così è scomparso tristemente dall’orizzonte delle nicchie di mercato ed è stato dimenticato o ignorato troppo in fretta. “Raging Siolence” è un classico album di “melodic hard rock”, che mostra una band ancora dannatamente selvaggia in studio, affamata di musica e di espressione, che non ha perso un briciolo del suo splendido talento innato per scrivere pezzi di impatto che colpiscono al primo ascolto. Allo stesso tempo, però, è l’inizio di una nuova fase. Con “Raging Silence” gli Uriah Heep sono cresciuti. In qualche modo hanno sentito che era arrivato il momento di prendere finalmente in mano le cose e di cominciare a scrivere musica a modo loro, senza pressioni esterne, forzature e voglia di piacere a tutti i costi al mercato.
Formazione
Bernie Shaw – voce
Mick Box chitarra
Phil Lanzon – tastiere, cori
Trevor Bolder – basso, cori
Lee Kerslake – batteria, cori
MUSICISTI OSPITI:
Brett Morgan – batteria
Frank Ricotti – percussioni
Produzione
Richard Dodd
Tracklist
1. Hold Your Head Up (4:33)
2. Blood Red Roses (4:10)
3. Voice On My TV (4:20)
4. Rich Kid (4:49)
5. Cry Freedom (4:34)
6. Bad Bad Man (4:11)
7. More Fool You (3:34)
8. When The War Is Over (5:09)
9. Lifeline (4:53)
10. Rough Justice (4:21)
Durata dell’album: 44:34
BONUS TRACK NELL’EDIZIONE REMASTERIZZATA DEL 1998:
1. Miracle Child (4:11) single b-side
2. Look At Yourself (7:20) Live recording from 1987,
b-side of ‘Blood Red Roses’ 12″ single
3. Too Scared Too Run (3:58) Live version from 1987,
previously unreleased
4. Corina (4:46) Live version from 1987,
previously unreleased
5. Hold Your Head Up (5:53)
extended version released on 12″ single
6. Blood Red Roses (4:53) extended remix ,
previously unreleased