Reframing
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Kontradikshn
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2016
Durata: 65:20
Voto: 4/5
I Kontradikshn oggi sono un caso a parte tra le band slovene. Da noi sono poche le formazioni che non hanno solo una visione musicale ben definita, ma anche un concetto di autopromozione studiato fino all’ultimo dettaglio. I Kontradikshn sono di fatto una »azienda musicale« totalmente indipendente, tutto in uno: art, management, ufficio stampa e chi più ne ha più ne metta. A questo punto avrai probabilmente già intuito che si tratta di un’istituzione D.I.Y. al cento per cento, che tiene in mano anche tutte le redini della produzione. Dal 2010 a oggi la band ha girato un bel po’ di palchi da club e ha setacciato in lungo e in largo i territori dell’ex Jugoslavia; nel 2013 è stata importante per loro l’esibizione al 6° Jelen Demofest a Banja Luka, dove si sono piazzati al secondo posto.
Già nel 2014, con l’EP »Anatomy«, i bravi ragazzi di Brežice avevano fatto capire di essere dei veri e propri casi unici, capaci di entrare nella dottrina del sottosuolo musicale alternativo con una collisione tutta loro tra suoni rock (uso delle chitarre) ed elettronica (programmazione, loop sonori – le cosiddette zanche). L’intera storia musicale poggia di continuo su ritmi semplicissimi, da manuale, risolti in modo banale, che costringono i corpi a un dondolio ipnotico mentre ti invitano, con voce suadente, a darti alla pazza gioia negli angoli bui e fumosi della vita notturna, »bucati« da fasci di luce al neon.
Sembra che i Kontradikshn siano da sempre un passo avanti ai tempi. Gli annunciatori di un suono che arriva prima del suo tempo. Dalle nostre parti pochi somigliano a quello che fanno, anche se approcci simili, ognuno a modo suo, li hanno i Karmakoma e anche gli ZircuS. La distorsione di chitarra si insinua nel formato dei brani, ma qui serve più o meno solo da riempitivo sonoro e crea comunque, sempre con ottimo effetto, una carica di sottofondo rockeggiante. Nel linguaggio musicale, in primo piano trionfano sintetizzatori e loop programmati. Si colgono elementi di drum & bass e post-dubstep. Detto semplice e chiaro: musica elettronica da ballo avvolta in un’atmosfera cupa. Ascoltarla non basta. Ti devi proprio »sciogliere« dentro. Serve staccare il cervello razionale, altrimenti ascoltando con attenzione le mille ripetizioni nella banalità della santa semplicità, ti inizieranno a dare sui nervi. Eh già. Musica da festa! Puoi andarci subito di »flash«, senza freni. Come se stessi andando al concerto dei celeberrimi The Prodigy. Un vero rave party!
L’intero album suona vivo! Dinamico. Sembra suonato di getto, alla prima, come in un’esibizione dal vivo. Visto che il formato sonoro dei brani è già fissato fin dall’opener Euphoria e resta tale fino alla fine del disco, in dodici pezzi la band riesce comunque a sviluppare una ricca varietà di arrangiamenti. Anche se la cornice espressiva, »al primo ascolto«, è bella che definita, i Kontradikshn per tutto l’album la »ri-inquadrano« di continuo con efficacia, sfilacciando i frammenti dell’insieme e rimettendoli ogni volta insieme in una forma musicale familiare ma diversa.
A comandare la musica di »Reframing« è una voce effettata, che nei suoi ordini netti, autoritari e tirati dritti suona extraterrestre, del tutto estraniata, fredda, come generata da un mondo governato dalle macchine. L’inglese gli scorre alla perfezione. Sopra i loop ripetitivi, l’approccio vocale, che si insinua nell’arrangiamento in modo »abbaiante e monodimensionale« e non cerca alcuna estetica musicale, è il principale portatore dell’effetto psicotico-cerebrale degli stati da trip, ovvero di quel torpore ipnotico in cui ti trascina l’atmosfera creata dal disco. Ne consegue chiaramente che la musica dei Kontradikshn nasce prima di tutto per essere suonata dal vivo, perché è sui palchi che raggiunge la massima gittata di autoespressione.
I Kontradikshn sono una band che prende il proprio artismo maledettamente sul serio. »Reframing« è un ottimo debutto di assoluta originalità, che con la sua fantasia autoriale e il suo concetto musicale sfida seriamente la concorrenza internazionale e, allo stesso tempo, riempie con successo, sul suolo musicale sloveno, quel tassello del mosaico del sottosuolo alternativo che spetta alla musica elettronica e che le band da noi stanno conquistando solo ora in modo efficace. Con il loro debutto compiuto e carismatico »Reframing«, i Kontradikshn si piazzano così, almeno dalle nostre parti, al centro della conquista di nuove dimensioni della musica elettronica.
Kontradikshn – Memory Dump (lyric video):
Formazione
Petar Stojanović – chitarra, sintetizzatori, voce
Matej Plešej – chitarra, sintetizzatori
Anže Kump – batteria, percussioni
Produzione
Kontradikshn
Tracklist
1. Euphoria (03:45)
2. Neverland (05:23)
3. Anatomy (05:46)
4. 027 (05:10)
5. 108 Hours (05:47)
6. Evacuation (04:23)
7. Memory Dump (05:17)
8. Free (05:16)
9. Reframe (04:35)
10. Night Drive (11:35)
11. After After Party* (04:54)
12. #89 (The Lost Tape)* (03:22)
*…tracce bonus