Rest In Sleaze

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Artista: Crashdiet
Etichetta: Universal Music Group
Uscita: 2005

Il lato rock di MTV è dominato da band emo, post grunge e nu-metal. Mötley Crüe, Guns N’Roses e i bad hair day di Farrah Fawcett sono ormai dimenticati. All’improvviso, una banda di disadattati spunta fuori con un album di debutto e riporta il mondo al rock’n’roll sleaze…

Fantascienza? Ci è mancato un soffio che succedesse davvero. I CrashDiet erano allora un quartetto di svedesi, il più vecchio aveva 25 anni, ed erano considerati la prima sleaze band a firmare, dopo il 1991, con una grande etichetta mondiale (Warner) per un debutto(!). Il disco uscì, le recensioni positive piovvero a pioggia, fu girato il primo videoclip, si parlava di tour… poi arrivò lo shock: la morte del cantante e forza trainante Dave Lepard. Un suicidio in circostanze mai chiarite ha fatto svanire il sogno come una bolla di sapone e ha spedito la band in letargo e in piena turbolenza fino a oggi, con il secondo album in uscita proprio in questi giorni. Ma prima di dargli un ascolto bisogna fare un ripasso di storia…. Ladys and gents, i give you Rest in Sleaze.

Quando io, da grande fan dello sleaze, ho sentito per la prima volta Riot in everyone e ho scoperto che era il demo di una nuova band svedese, mi è andato di traverso tutto. COSA? Ecco la rabbia dei primi Motley, impregnata dello sporco dei Guns e dei Faster Pussycat, avvolta nell’involucro scandinavo dei leggendari Hanoi Rocks. How could you pass that up? E quando dopo il demo è uscito il disco, ho passato un bel po’ a cercare la mascella per tutta casa. Fenomenale. Secondo me il paragone migliore per questo disco è la scena di Pulp fiction in cui alla tipa clinicamente morta piantano l’adrenalina dritta nel cuore e quella salta su come se non fosse successo niente. Chitarre che segano, voce alta, sporca e non sempre intonata, gang vocals e un sacco di piatti, il tutto condito da testi su ribellione al sistema, fuga dall’apatia e dalle norme sociali, sesso, droga, e fatto in un modo che non ti lascia dubbi nemmeno per un secondo: niente qui è finto. Quando metti su Riot in everyone ti si rizzano i peli – “we’re the kids from the underground, there’s a riot in everyone” – how cool is that? Zero sdolcinature d’amore, qui c’è solo puro rock’nroll di prima qualità, “sporco fino al midollo” – con titoli come Breakin’ the Chainz, The Needle, QueenObscene e Knokk ‘Em Down, cos’altro ti puoi aspettare?

Da questo disco è passato un po’ di tempo, nell’underground gli ha fatto seguito un’esplosione di gruppi sleaze in tutta Europa e il movimento sta tornando ai fasti di una volta. Possiamo quindi definire i CrashDiet una specie di Hanoi Rocks dei giorni nostri?

I paralleli ci sono eccome, e io Rest in sleaze lo chiamo il successore perduto dei leggendari Appetite for destruction e Too fast for love. Ascoltatelo e ditemi che mi sbaglio (sempre che abbiate il coraggio!).

Formazione

Dave Lepard – voce
Peter London – chitarra
Martin Sweet – basso
Eric Young – batteria

Tracklist

1. Knokk `Em Down
2. Riot in Everyone
3. Queen Obscene/69 Shots
4. Breakin` the Chainz
5. Needle in Your Eye
6. Tikket
7. Out of Line
8. It’s a Miracle
9. Straight Outta Hell
10. Back on Trakk
11. Tomorrow
12. Riot in Everyone

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