Return Of The Champions
Artista: Queen + Paul Rodgers
Etichetta: EMI Records
Uscita: 2005
Sull’onda del diluvio di reunion più o meno improbabili di dèi del rock a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, alla fine è toccato anche al ritorno degli immortali Queen, certo senza Freddie Mercury ma con un altro vocalist eminente del mondo rock, Paul Rodgers, leggendario usignolo di Free e Bad Company a bordo di una formazione considerata tra i più grandi innovatori della storia del rock. Probabilmente ci mettiamo d’accordo in fretta sul fatto che Rodgers sia una scelta quantomeno strana, ma mano sul cuore, dove diavolo si poteva cercare un sostituto credibile per l’insostituibile Mercury, la cui imponenza di carattere, il fascino e l’energia oggi restano un traguardo intoccabile dell’espressione musicale. Lo splendore e la grandezza della sua eredità, e di conseguenza di quella dei Queen, con gli anni non fanno che crescere nell’immaginario, ed è così che si spiegano anche l’euforia di massa e l’entusiasmo che all’annuncio del grande tour dei Queen hanno travolto buona parte del mondo civilizzato.
Stando a Brian May, i Queen con Rodgers non si mettono a riarrangiare in modo blasfemo i vecchi classici, e si sente anche su Return Of The Champions. Per fortuna e per sollievo dei più, verrebbe da dire! “Cercavamo qualcuno che fosse l’esatto opposto vocale di Freddie Mercury”, sono state le parole di Brian, con le quali Paul Rodgers diventa sì una scelta ovvia. Resta solo da capire se sia anche quella giusta. Una mossa senz’altro ben ponderata, con effetti sia positivi che negativi. Già una rapida occhiata alla magnifica eredità del catalogo Queen mette Rodgers in una posizione di partenza parecchio scomoda. Camminare sui sentieri battutissimi di Freddie merita tutto il rispetto del mondo, ma con le caratteristiche vocali di Paul Rodgers rischia di trasformarsi in un attimo in una fatica di Sisifo. Il fatto che il registro più grave di Rodgers non sia affatto all’altezza delle acrobazie vocali richieste farà sicuramente spuntare qualche capello bianco ai fan più ortodossi dei Queen. Però i Queen con Paul Rodgers si portano dietro anche un’energia del tutto nuova, il che ovviamente non stupisce, almeno nei momenti in cui la voce ruvida di Rodgers si incastra bene con la magia chitarristica di Brian May, alta nel volo e intellettuale fino all’estremo. Rodgers se la cava più che dignitosamente, Free e Bad Company a parte, su Radio Ga Ga e A Kind Of Magic, mentre pezzi come Bohemian Rhapsody camminano pericolosamente vicino alla linea che separa i fiori Queen riusciti dalla categoria delle catastrofi potenziali. May e soci qui si sono affidati a un esperimento interessante: l’intro e la strofa, interamente preregistrati (si tratta di un prestito dell’interpretazione di Freddie, probabilmente dal celebre concerto di Wembley del 1986), ci risparmiano gentilmente danni cerebrali con ogni probabilità ben più fatali. Altrettanto efficaci le esecuzioni di Tie Your Mother Down e delle polifonie vocali di Fat Bottomed Girls, entrambe intrise di energia cruda e passione come ci avevano abituati i Queen alla fine degli anni Settanta. Più che soddisfacente!
Ancora due parole sul materiale scritto su misura per l’inesauribile Rodgers, la cui voce a cinquantacinque anni suona ancora più che convincente. Nonostante l’esposizione vocale soddisfacente sulla maggior parte degli evergreen dei Queen, quando torna a pezzi più rilassati, carichi di una componente diciamo “spirituale”, come Wishing Well, Feel Like Makin’ Love e soprattutto All Right Now, nella sua voce si sente un bel po’ di sollievo. La passione e l’incorreggibile flirt con l’erotismo restano gli elementi portanti dell’immagine carismatica del cantante. Rodgers non può uscire dalla propria pelle, e ammettiamolo, da lui nessuno si aspettava manovre vocali radicali degne di nota. Anche grazie a lui Return Of The Champions si porta dietro un’invidiabile messe di momenti elettrizzanti che, in strana simbiosi con la ben nota immagine grottesca dell’inospitale vuoto spirituale della scena musicale odierna, nata probabilmente anche dalla lunga astinenza da Queen, è garanzia di un enorme successo di vendite per questo strano documento. Divertente, ma comunque anni luce dai Queen che conosciamo e adoriamo.
Formazione
Paul Rodgers: voce
Brian May: voce, chitarra
Roger Taylor: batteria, voce
musicisti ospiti:
Spike Edney: tastiere, cori
Jamie Moses: chitarra, cori
Danny Miranda: basso, cori
Produzione
Justin Shirley – Smith
Tracklist
Disco 1:
1.Reaching Out
2.Tie Your Mother Down
3.I Want To Break Free
4.Fat Bottomed Girls
5.Wishing Well
6.Another One Bites The Dust
7.Crazy Little Thing Called Love
8.Say It’s Not True
9.’39
10.Love Of My Life
11.Hammer To Fall
12.Feel Like Makin’ Love
13.Let There Be Drums
14.I’m In Love With My Car
15.Guitar Solo
16.Last Horizon
Disco 2:
1.These Are The Days Of Our Lives
2.Radio Ga Ga
3.Can’t Get Enough
4.A Kind Of Magic
5.I Want It All
6.Bohemian Rhapsody
7.The Show Must Go On
8.All Right Now
9.We WIll Rock You
10.We Are The Champions
11.God Save The Queen
Durata dell’album: 101.03