Richie Kotzen alla Bluesiana: un inizio splendido per un dicembre di festa (2009)
Autore: Urban Bolta
Luogo: Bluesiana Rock Cafe / Velden / Austria
Data del concerto: 03.12.2009
Presenze: 50
Prezzo del biglietto: 30€
Non ci posso credere, e invece è vero! Richie Kotzen è tornato nella cittadina di Velden, o meglio alla Bluesiana, che sta proprio alla fine del paese. Già la quarta volta quest’anno. La prima a febbraio, poi un’esibizione speciale, acustica, a fine estate; a ottobre si è fermato alla Bluesiana con il tour “Peace Sign”, e appena un mese e mezzo dopo eccolo di nuovo qui. Il motivo è la chiusura di un locale a Verona, in Italia, dove aveva un concerto “bookato”: nel calendario del tour di Richie si è aperto un buco, e lui l’ha riempito con il posto dove evidentemente si sente davvero a casa. Quindi, a ben vedere, anche questo concerto faceva parte del tour di presentazione di “Peace Sign”. Come non sentirsi a casa! La Bluesiana è un vero paradiso rock, un posto dove l’anima di chiunque ritrova il proprio vero io e dove stare male semplicemente non si può. Se ci aggiungi pure l’esibizione di Richie Kotzen, le cui foto in buona parte decorano le pareti della Bluesiana, la visita al locale e tutta la serata che ne segue diventano un unico intreccio di emozioni positive che si mescolano e ti caricano di energia. Per me, che sono cresciuto all’Orto bar e in altre fogne pseudo-rock simili, una cosa nuova e incomprensibile, finché non ho incontrato quell’ambiente e non l’ho assaggiato.
Richie Kotzen è un tipo estremamente simpatico, noto soprattutto per la collaborazione con i glamster Poison e con i Mr. Big, ma è molto più di questo. Negli anni in cui ha maneggiato la chitarra con queste band, Richie si è fatto un’enorme esperienza, che ha poi portato nella carriera solista. La cosa più importante, però, è che suonare con i grandi, con le star, non l’ha rovinato: da quelle collaborazioni si è portato via le cose positive, mentre l’inaccessibilità e le altre tipiche “virtù” glam se le è lasciate alle spalle. Al grande pubblico è meno nota la carriera solista di Kotzen, che con l’album Peace Sign, uscito qualche mese fa, va avanti a testa alta, ma gli appassionati di musica conoscono Richie proprio per quella. Sul palco ha presentato un pezzetto del suo vasto repertorio, con un assaggio da ogni periodo. Ma niente paura: le dieci canzoni in scaletta non devono far pensare che siamo stati privati della durata standard di un concerto. Kotzen, col suo stile rilassato, ha rielaborato ogni brano e così, anche nella versione “live”, gli ha dato il proprio marchio. Parlo ovviamente delle lunghe parti jam, dove il chitarrista giocava e metteva alla prova perfino i propri limiti: nella jam di “Fooled Again” ha suonato quasi tutte le note possibili, a sua detta ne ha lasciate fuori solo tre. Le parti strumentali infinite erano un vero balsamo per le orecchie e portavano gli ascoltatori in un mondo completamente diverso. Il punto di partenza era una sezione ritmica tranquilla, dal taglio bluesy, che Kotzen completava con un modo di suonare capace di far venire i brividi (e non solo) a tutti i chitarristi; si è tuffato anche in acque di altri generi, dal soul fino all’hard rock. Peccato che i due musicisti di accompagnamento, Demian Arriaga alla batteria base e Daniel Pearson al basso a quattro corde, non siano più preparati dal punto di vista tecnico: avrebbero seguito più facilmente le follie di Kotzen e riempito il suono anche con qualche mossa propria. La scaletta Kotzen l’ha costruita man mano, adattandola all’umore del momento, ed è curioso che ci abbia messo un solo brano del nuovo album, la title track Peace Sign; ha tenuto conto anche del desiderio del pubblico e ha suonato il più grande successo dei Poison dall’album Native Tongue – Stand, mentre nonostante le suppliche dei presenti non c’è stato spazio per un altro successo, la dolce Remember. In compenso ha inserito qualche standard che non manca praticamente mai: So Cold, Faith o Fooled Again. Naturalmente Richie non è solo un chitarrista straordinario con un numero infinito di idee, ma anche un cantante. Una componente in più della sua musica è il timbro di voce riconoscibile, che sa portare su un registro alto per il blues, ma a livello vocale non vuole sperimentare troppo: ovvio, quando la sua arma principale è la chitarra. La serata è stata chiusa da una All Along The Watchtower (Jimi Hendrix) suonata in modo epico e, nel bis, da un’altra costante dei suoi concerti, Sara Smile (Daryl Hall & John Oates).
L’atmosfera durante tutto il concerto è stata di casa, e vista la poca gente anche molto intima. A diradare il pubblico hanno contribuito non solo il tempo brevissimo trascorso dalla sua ultima visita alla Bluesiana, ma anche la forte nevicata di quella sera. In compenso quelle poche decine di arrivati sono rimasti ancora più soddisfatti da un’esibizione che era proprio l’ideale per iniziare un dicembre di festa.
Foto: Robi Lipej
Scaletta
1. A Love Divine 2. Fooled Again 3. Faith 4. So Cold 5. Peace Sign 6. High 7. Reach Out I’ll Be There 8. Stand 9. All Along The Watchtower ————- 10. Sara Smile
Galleria fotografica





