Prima serata del concorso Epic Rockline (2009)

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Luogo: Rock Cafe / Postumia
Data del concerto: 03.12.2009
Numero di spettatori: 0
Prezzo del biglietto: ingresso gratuito

Grazie a un accordo tra il Rock Cafe di Postumia e il portale web RockLine, quest’anno scolastico vedrà la luce il primo concorso Epic RockLine, pensato per dare una chance alle band che non hanno ancora un album all’attivo. Già nella pre-selezione abbiamo dovuto lasciare fuori qualche formazione davvero talentuosa, ma speriamo che siano rimasti solo quelli giusti. In redazione eravamo tutti impazienti di partire e giovedì 3 dicembre la prima serata è finalmente arrivata. Ad aprire le danze dovevano essere Uroš Planinc Group, Flyspoon e Spleen, ma gli Uroš Planinc Group hanno dovuto dare forfait per malattia, un vero peccato, visto che erano l’unica band del concorso a suonare per lo più musica strumentale.

FLYSPOON
Sul palco sono salirti per primi i Flyspon. Una band che suona una specie di variante del grunge. Nella loro musica si sente soprattutto l’influenza degli Alice in Chains, con tanti temi cupi (qualcuno direbbe depressivi), strutture interessanti e melodie fuori dal comune. Anche il cantante si sposa bene con il gruppo e fa quasi capire come sarebbe se Eddie Vedder cantasse negli Alice in Chains. La band ha carisma e una buona presenza scenica, solo che si butta un po’ troppo a capofitto. Avrei preferito qualche passaggio più calmo in più, per sentire meglio il contrasto tra le varie parti.

SPLEEN
Dopo una breve pausa è toccato alla seconda band. Gli Spleen sono sulla scena musicale dal 2001 e ormai sono un nome piuttosto riconoscibile, quindi non sorprende che il loro show sia così rifinito. La cantante salta di continuo da una parte all’altra del palco, mentre gli altri suonano le loro parti da veri professionisti. Ai cori la aiuta anche il chitarrista. Se per i Flyspoon abbiamo detto che non sono il massimo dell’originalità, lo stesso si potrebbe dire degli Spleen, che pescano parecchio da nomi noti come gli Evanescence (soprattutto nella voce). Ma questo non ci ha impedito di goderci il loro concerto, perché hanno messo in scena uno show dinamicissimo e movimentato.

Né i Flyspoon né gli Spleen si sono distinti sul piano della riconoscibilità. I Flyspoon pescano a piene mani dal grunge: la musica è quasi identica a quella degli Alice in Chains, la voce a quella di Eddie Vedder (Pearl Jam). Negli Spleen la mancanza di originalità si nota soprattutto nella voce, piuttosto generica e molto simile a quelle di altre band più famose (Evanescence), anche se allo stesso tempo è proprio la voce il loro asso nella manica. Se le due band vogliono farsi riconoscere di più anche fuori dalla Slovenia, dovranno lavorare un po’ di più anche su questo fronte, ma visto il loro senso della melodia e la presenza sul palco, non ho dubbi che ce la faranno.

Entrambe le formazioni hanno mostrato quasi troppo mestiere per un concorso pensato per band ancora sconosciute: hanno suonato in modo professionalissimo e con uno show curatissimo. Il pubblico, poco numeroso, si è goduto i pezzi originali di due band che hanno dimostrato tanta maturità ed entusiasmo. Il suono era ottimo (tanto di cappello al fonico), forse solo un filo troppo alto, e tutte e due le band hanno sfruttato al meglio le condizioni a disposizione.

Alla fine è rimasta la parte più ingrata della serata: bisognava decretare un vincitore. La giuria non riusciva proprio a decidersi, perché entrambe le band avevano mostrato punti di forza e qualità precise. Quando sono stati contati i voti del pubblico, però, il vincitore era chiaro: il popolo ha scelto gli Spleen. I Flyspoon hanno mostrato tantissimo, ma purtroppo se ne sono andati a mani vuote. Non dimenticatevi di loro, però: sono molto validi e vale la pena ascoltarli.

Ecco, dunque. La prima serata ci ha già regalato il primo vincitore: gli Spleen. Dal punto di vista musicale è stata una serata riuscita, spero solo che in futuro ci sia un po’ più di pubblico. La prossima occasione sarà il 17 dicembre, con un pacchetto di band punk: Eksodus, Cosa Nostra e Taking over Mars. Ci vediamo lì!

Foto: Mojca Perdih

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