Rise of the Tyrant
Autore: Rok Klemše
Artista: Arch Enemy
Etichetta: Century Media
Uscita: year
L’ultimo disco dei campioni svedesi del death metal melodico, Doomsday Machine (2005), era il loro lavoro più ambizioso fino a quel momento e anche il loro album di maggior successo, quello che li ha catapultati tra i grandi nomi del metal. Ha spaccato i fan in due – da una parte quelli che sentivano la mancanza del sound “old-school” degli Arch Enemy, dall’altra quelli che hanno adorato l’ottima produzione del geniale Andy Sneap – ma di certo non si può dire che mancasse di qualità. Poco dopo l’uscita del disco il chitarrista Chris Amott ha lasciato la band, sostituito dall’ottimo Fredrik Åkesson (oggi negli Opeth), ma in tanti hanno sentito la mancanza dell’energia incredibile dei fratelli Amott. Qualche mese fa, poi, la bomba – Chris è tornato in squadra! Come se non bastasse, per il nuovo disco gli Arch Enemy hanno richiamato il produttore dei loro primi quattro album, Fredrik Nordström. Le aspettative erano altissime.
Rise of the Tyrant, dopo qualche ascolto, le soddisfa tutte! Parliamo di uno dei migliori dischi della discografia degli Arch Enemy! Certo, non aspettarti un ritorno al vecchio sound dei tempi del vocalist Johan Liiva, ma Fredrik è riuscito a tirare fuori il meglio dalla ragazza e dai ragazzi. Il sound marchio di fabbrica trabocca da ogni nota del disco, e la qualità del materiale e del suonato è ancora salita. A livello strumentale gli Arch Enemy suonano a ogni uscita un gradino più su. Rise of the Tyrant mette in primo piano uno dei migliori duo di chitarre del momento, i fratelli Amott (Bonded by Blood, he he…). La chimica tra i due è fantastica, l’album è stracolmo di lead assassini, passaggi armonici, shred alla perfezione, riff melodici e assoli in duello che ti fanno sanguinare le orecchie. Qualcuno aveva accusato Doomsday Machine di riff poco originali. Il timore che Rise of the Tyrant ripeta l’errore è del tutto inutile – le parti di chitarra del disco sono tra le cose migliori che i due fratelli abbiano mai spremuto fuori da sé. Anche la sezione ritmica brilla in piena luce, soprattutto Daniel Erlandsson con un drumming animalesco pieno di passaggi folli, blast beat e doppia cassa ultraveloce. Forse si potrebbe rimproverare a Nordstrom di aver dato stavolta spazio soprattutto alle chitarre, trascurando un po’ la sezione ritmica, e fa davvero male che il basso dell’ottimo Sharlee D’Angelo sia quasi del tutto inudibile, ma i gusti sono gusti: a qualcuno questa scelta piacerà, a qualcun altro no. La figura centrale della band resta la carismatica vocalist Angela Gossow. Dopo l’addio di Liiva, in tanti hanno accusato gli Arch Enemy di avere una cantante donna solo per attirare l’attenzione, ma Angela con ogni nuova uscita dimostra di essere sempre migliore e di potersela giocare tranquillamente con i growl maschili. Fa piacere che su Rise of the Tyrant la sua voce sia estremamente naturale e organica e, a differenza di Doomsday Machine, pieno di effetti e “layer”, venga finalmente fuori davvero. Le vocals feroci sono potenti e brutali, ma allo stesso tempo Angela interpreta i testi anche con emozione. Il punto più luminoso di Rise of the Tyrant è però lo straordinario equilibrio tra brutalità e melodia, che non suonava così bene dai tempi del debutto Black Earth (1996) o del suo successore Stigmata (1998). Quando la sirena antiaerea nell’intro di Blood On Your Hands annuncia l’assedio da 50 minuti, non c’è tempo di cercare un rifugio! Rise of the Tyrant ti bombarda senza pietà con una sequenza di pezzi devastanti, uno dopo l’altro, che si tratti di The Last Enemy, I Will Live Again o dell’ottimo strumentale con una raffica di passaggi neoclassici degli inarrestabili fratelli Amott. Il momento no del disco è uno solo – in The Great Darkness hanno infilato un coro che suona forzato, inutile e completamente fuori posto.
Rise of the Tyrant è senza dubbio una delle migliori uscite metal di quest’anno. Con energia cruda, un’intensità che ti fa saltare il cervello, chitarre scintillanti e una Angela ruggente, ti spara una dose da cavallo di adrenalina dritta nell’aorta. Inchinatevi! Il tiranno si alza!
Formazione
Angela Gossow – voce
Michael Amott – chitarra
Christopher Amott – chitarra
Sharlee D’Angelo – basso
Daniel Erlandsson – batteria
Produzione
Fredrik Nordström
Tracklist
1. Blood on Your Hands 04:41
2. The Last Enemy 04:15
3. I Will Live Again 03:32
4. In This Shallow Grave 04:54
5. Revolution Begins 04:11
6. Rise of the Tyrant 04:33
7. The Day You Died 04:52
8. Intermezzo Liberte 02:51
9. Night Falls Fast 03:18
10. The Great Darkness 04:46
11. Vultures 06:35