Riverside : Second Life Syndrome
Etichetta: Inside Out Music
Data di uscita: 31.10.2005
Produzione: Riverside
Durata dell’album: 62.33 min
Genere: Progressive Rock / Progressive Metal
Ed è esploso anche nell’Europa dell’Est! I polacchi Riverside, negli ultimi tre anni, girano come una macchina davvero ben oliata e sono ormai una delle attrazioni prog rock principali del nostro pianeta. Sulle mie parole non andrò per il sottile: qui siamo davvero al top del prog rock! Del prog rock di oggi! Quello che spinge avanti i Riverside sono senza dubbio le loro emozioni profonde, che si esprimono in modo così autentico nella loro musica. Qui non ci sono influenze, non c’è il correre scolastico sulle note come fanno i Dream Theater o gli Shadow Gallery: questo è un album da puro “feel”, da stacco totale. “Second Life Syndrome” è il secondo capitolo di una trilogia concettuale che i ragazzi hanno aperto con l’esordio “Out Of Myself” (2003). Rispetto al debutto, i Riverside adesso suonano ancora più duri. Nel loro linguaggio infilano ora, in buona misura, veri elementi di metal “progressive”. L’album si distingue per un dramma e una profondità eccezionali! Le atmosfere sono grandiose. Tutto il disco ha un netto retrogusto malinconico, ma è lontanissimo dall’essere depresso. In questo ha un ruolo importante la voce del bassista Maruisza Duda, che canta con un feeling pazzesco: un timbro caldo e profondo, che porta con sé per tutto il tempo una punta di tristezza.
“Second Life Syndrome” è dosato con cura con passaggi più complessi, che si intrecciano fluidi con il resto del materiale, composto in modo più semplice. La title track è il culmine del disco per come concatena atmosfere diverse e, appunto, diversi livelli di complessità dei motivi, mentre nello strumentale Reality Dream III i ragazzi spingono la complessità progressiva più in là che in qualsiasi altro punto del disco. Le tastiere nella produzione costruiscono un quadro sonoro alla pari con la chitarra, che non si vergogna del già citato vero e proprio taglio metal ma, nonostante tutto, nel nuovo disco non si prende il primato. I Riverside non nascondono furia, follia e dolore, e Mariusz chiude di proposito alcuni versi con veri e propri “growl death metal”, che si incastrano in modo brillante nel quadro e alzano ancora di più l’atmosfera già altissima di tutto il disco. Così è per esempio Artificial Smile, un pezzo schizofrenico in cui i Riverside, grazie al riff di chitarra in evidenza, suonano più duri che in qualsiasi altro momento del disco.
I ragazzi suonano compatti e la chimica è top! Non si fanno problemi nemmeno con i motivi orientali, posati sopra un ritmo davvero progressivo e spezzato, per esempio in Dance With The Shadow. Melodie di chitarra espressive, a tratti fatte passare per il compressore, insieme alla massiccia partecipazione delle tastiere, rimandano alla lontana alle ultime direzioni musicali dei Porcupine Tree. “Second Life Syndrome” è un disco in cui c’è una sottigliezza straordinaria, che si sviluppa in modo del tutto inaspettato e spontaneo (I Turned You Down, Before). Il suono è spesso, con una massiccia cortina sonora che si distingue per una profondità eccezionale, in cui la linea ritmica affonda i denti senza compromessi, rafforzando ancora di più l’effetto! I Riverside hanno un vero suono “new age” moderno, pieno di “groove” altissimo!
Con la loro nascita, i Riverside sono un acquisto eccezionale per la scena del prog rock. Li contraddistingue un linguaggio tutto loro, costruito su un fantastico senso dell’espressione emotiva attraverso una specie di predica musicale. I Riverside sono spontaneamente imprevedibili, con una diversità di motivi fluida e ricca nelle composizioni. Dalla musica soffia chiaramente una vera sindrome post-socialista di rabbia, disperazione e delusione, quando di tutto quello che c’è al mondo non te ne frega più praticamente niente! E ora dentro al turbo-capitalismo. Un’opzione non certo migliore. I Riverside sono un nuovo momento musicale del prog rock, assolutamente convincente. In loro non ci sono paralleli musicali razionali né calcoli, solo ovunque il semplice, nudo “feel”.
autore: Aleš Podbrežnik
voto: 9.0 / 10
Tracklist:
1. After (3:31)
2. Volte-Face (8:40)
3. Conceiving You (3:39)
4. Second Life Syndrome (15:40)
5. Artificial Smile (5:27)
6. I Turned You Down (4:34)
7. Reality Dream III (5:01)
8. Dance With The Shadow (11:38)
9. Before (5:23)
Formazione:
Mariusz Duda – basso, voce
Piotr Grudziñski – chitarra
Michal Lapaj – tastiere
Piotr Kozieradzki – batteria