Road to Bloodshed

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Autore: Rok Klemše

Artista: Sanctity
Etichetta: Roadrunner Records
Uscita: 2007

I Sanctity sono un nome piuttosto nuovo e sconosciuto sulla scena metal, se escludiamo ovviamente il loro territorio di casa, Asheville nella Carolina del Nord, visto che la band nasce nel 2000. Davanti a noi c’è il loro debutto Road to Bloodshed e già raccoglie grandi consensi sia dalla vecchia che dalla nuova scuola. Il mainman dei Megadeth Dave Mustaine ha scelto personalmente la band come una di quelle che suoneranno alla seconda incarnazione del festival Gigantour, mentre il frontman dei Trivium Matt Heafy ne è rimasto così entusiasta da proporla alla Roadrunner, che se l’è accaparrata a mani basse. Heafy ha piazzato dietro la console anche il produttore dei Trivium Jason Suecof.

Sì, probabilmente la maggior parte di voi sta già storcendo il naso al solo nome Trivium… L’ho fatto anch’io, ma abbiate ancora un attimo di pazienza. I Sanctity sono infatti la prova che l’allievo può superare il maestro (in questo caso i Trivium). Road to Bloodshed è un debutto davvero impressionante. I Sanctity mescolano con successo il thrash metal “old-school” della Bay Area con il metal melodico moderno: il paragone Megadeth incontrano Trivium forse ci sta. I veri thrasher stanno già preparando chiodi e croce su cui inchiodarmi, ma pazientate ancora un attimo. Road to Bloodshed è un mix altamente potente di thrash metal tecnico e del thrash dei grandi nomi come Testament, Slayer, Megadeth e Metallica.

C’è un sacco di riffing staccato, beat pesanti come il piombo e il “thrash growl” del cantante Jared MacEachern. Peccato che troppo spesso (almeno per i miei gusti) quel growl lasci il posto a una voce pulita, castrata, che ricorda i Trivium al punto da farti gelare il sangue. È proprio questo il difetto più grosso del disco. Se i Sanctity fossero rimasti nei confini del thrash moderno, avrei scritto volentieri peana in loro onore, ma questo copiare e imitare i Trivium in modo così diretto, a tratti, proprio non riesco a mandarlo giù. Soprattutto perché le voci pulite suonano quasi come un patetico piagnucolio emocore. Detto questo, anche se parlo di copia dei Trivium, è buffo che la “copia” dei Sanctity venga fuori addirittura meglio dell’originale. Il ritmo del disco ondeggia per tutti i 45 minuti e regala qualche ottimo “groove”. Le parti di chitarra, interessanti e piuttosto originali, prendono a calci in culo i Trivium. Se questi ultimi deludono con assoli super tecnici ma totalmente privi di originalità e anima, Zeff Childress su Road to Bloodshed serve un’intera gamma di riff assassini e assoli possenti. Lunghe intro e interludi su Road to Bloodshed non ne troverete, perché si tratta di una maratona di metal moderno da tre quarti d’ora.

Eppure al primo disco degli americani manca qualcosa (lasciamo stare i Trivium per un attimo). Sulla carta Road to Bloodshed sembra un bel disco, ma dopo tre, quattro ascolti diventa l’ennesimo disco metal di cui non ricordo nemmeno un pezzo. Forse è colpa del numero eccessivo di nuove uscite ascoltate ultimamente. Mi avrebbe fatto impazzire, come normale compratore di dischi metal? Forse. La generazione metal più giovane si attaccherà a Road to Bloodshed come un ubriaco a un lampione. Il disco ha comunque un suo fascino, e di sicuro è molto meglio dell’ultimo dei Trivium. In superficie Road to Bloodshed è un buon disco, ma voi metallari che cercate qualcosa di più profondo e originale… cercate altrove. Anche il mio cuore resta fedele al buon vecchio thrash metal “vero”. Potete chiamarmi “vecchio rincoglionito”, io do volentieri una chance alle band nuove e giovani, ma purtroppo i Sanctity non sono tra queste. Se mi andrà di ascoltare del thrash moderno di qualità, metterò su i Nevermore.

Road to Bloodshed è metal fatto su misura per la generazione Ipod. Se ne fate parte anche voi, accoglierete il debutto dei Sanctity a braccia aperte.

Formazione

Jared MacEachern – voce, chitarra ritmica
Zeff Childress – chitarra solista
Derek Anderson – basso
Jeremy London – batteria

Produzione

Jason Suecof

Tracklist

1. Beneath The Machine
2. Brotherhood Of Destruction
3. Road To Bloodshed
4. Laws Of Reason
5. Billy Seals
6. Zeppo
7. Beloved Killer
8. Shape Of Things
9. Flatline
10. Rift Between
11. Seconds
12. Once Again

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