Robby Welsh (Demon’s Eye) ci parla dei suoi Demon (2007)
Data dell’intervista: 24.02.2007
Prima del concerto di domenica dei Demon’s Eyes, che quella sera hanno scaldato vecchi e giovani all’Orpheum di Graz, mi si è presentata anche l’occasione di fare due chiacchiere con il “frontman” dei nostri amati imitatori dei Deep Purple, che, in compagnia del suo batterista Andree (sosia di Vili Resnik), mi ha invitato in una stanzina minuscola, persa chissà dove nelle catacombe del backstage.
Rockline: Buonasera ragazzi, come va?Robby: Alla grande, direi che meglio di così non si può!
Rockline: Un po’ di tensione prima del concerto di stasera?
Robby: Il batterista ci preoccupa un pochino, ma penso che andrà tutto secondo i piani (risate).
Rockline: Visto che parliamo di batteristi, che effetto fa salire sul palco con una leggenda come Ian Paice?
Robby: È fantastico, una sensazione davvero incredibile! I ragazzi con cui suono (i Demon’s Eye) sono tutti musicisti nel vero senso della parola, dei veri professionisti, però suonare con Ian Paice porta la qualità dell’esecuzione su un altro livello, molto più alto. E questo ci fa sicuramente piacere, perché suonare con Ian ci regala una visione nuova e diversa dei pezzi che portiamo dal vivo. E ovviamente, per noi è anche una sfida di tutto rispetto.
Rockline: Il materiale che portate dal vivo è concentrato soprattutto sulla storica formazione Mk2, o vi cimentate anche con pezzi di altre epoche?
Robby: Non vorrei svelare la nostra scaletta, ma posso dirti che ci piace suonare tutte le epoche dei Deep Purple, compresa quella Mk4 con Bolin, che era un chitarrista fenomenale e ci calza a pennello. Come Taste The Band, Last Concert In Japan e roba del genere.
Andree: Per esempio il pezzo Wild Dogs, se per caso lo conosci?
Rockline: Certo, dall’album Teaser, un pezzo bellissimo. Interessante, quindi parliamo di brani che la maggior parte del pubblico non si aspetta al primo posto?
Robby: Il bello è proprio questo! Cosa si aspetta la gente da noi? Soprattutto un sacco di vecchi classici dei Deep Purple, che ormai conosce anche l’ultimo ragazzino per strada. Colgo l’occasione per dire che la “fan base” dei Demon’s Eye non si è costruita attorno a pezzi come Smoke On The Water e simili. Noi dei Demon’s Eye ci concentriamo soprattutto su brani che i fan dei Deep Purple non hanno mai sentito dal vivo. Sono tutti pezzi belli, e alcuni non li hanno mai suonati nemmeno i Deep Purple stessi.
Rockline: Immagino in una buona versione.
Robby: Direi di sì, non male (risate).
Rockline: Oltre a rifare i Deep Purple, avete anche del materiale vostro?
Robby: Abbiamo un album dal vivo che si chiama Made On Stage. In pratica sono cover dei Deep Purple del periodo classico Mk2, ma anche Mk3 e Mk1. Per ora non c’è in programma altro.
Rockline: Curioso che tu sia irlandese, mentre la maggior parte della compagnia è più o meno di origine tedesca. Come siete finiti a lavorare insieme?
Andree: Abbiamo incontrato Robby un anno e mezzo fa a Nurnberg, a una delle tante “jam session”. Stavamo giusto cercando un nuovo cantante, e Robby si è rivelato presto il candidato ideale.
Robby: In realtà è stato Andree ad avvicinarsi e a darmi un bacio (risate). In quel periodo me ne andavo in giro per Nurnberg e dopo quell’incontro e un paio di e-mail ci siamo messi in moto insieme.
Rockline: Del resto i Demon’s Eye sono una formazione ormai piuttosto storica.
Andree: Sì, il gruppo esiste dal 1998, quindi da circa nove anni, che non è proprio poco.
Robby: Il che significa che per il prossimo anno dobbiamo preparare qualcosa di davvero speciale (risate)!
Rockline: Grazie ragazzi per la chiacchierata.
Robby: Grazie a te, spero che ti sia piaciuta.
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