“Rock the Night Volume VI”

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Band in scena: Terra Toma, Throwback, Street To The Ocean, Kill The Lycan
Dove: Vienna / Szene / Austria
Quando: 6. 11. 2021
Pubblicato il: 11.11.2021
Prossimi eventi: Metalnight Outbreak Szene Vienna Vol.8


«Rock The Night», giunto alla sesta edizione, stavolta in pieno ‘picco Covid’ di novembre 2021, ha portato nel club viennese Szene, completamente sold out, quattro band: Terra Toma, Throwback, Street To The Ocean e Kill the Lycan. Un quartetto tutto austriaco. Un mini festival serale, che va in scena due volte l’anno, cucito su misura per gli amanti del metalcore moderno.

Voi che adorate andare ai concerti vi ricorderete di sicuro quel 5.11.2021 e delle sue ore piccole. Se a quell’ora eravate ancora in un qualsiasi locale con musica dal vivo da qualche parte in Slovenia, verso le dieci di sera avrete probabilmente notato un cambio d’umore improvviso in tutto lo staff. Tutti! Dai camerieri ai fonici, dall’organizzatore del concerto alle ragazze del guardaroba e così via… Quel giorno il governo sloveno aveva infatti tirato fuori una misura da genitore apprensivo chiamata ‘blackout totale dei concerti’. Ecco, a poco meno di 400 km da Lubiana in direzione nord-ovest, il giorno dopo, il 6.11.2021, il quadro era decisamente ribaltato. Quel giorno nel club Szene di Vienna si è pigiata una folla che ha riempito il locale fino all’ultimo angolino. E le mascherine non erano nemmeno obbligatorie.  

Sono le sette di sera. Sul palco salgono per primi i Terra Toma, che iniziano a scaldare un pubblico affamato e assetato di concerti. Una specie di combinato musicale sperimentale di quattro tizi, che ha cercato di infiammare la gente con un miscuglio sonoro piuttosto enigmatico.  La band è attiva dal 2007 e ha tre album all’attivo, ma nella prima mezz’ora ha seminato un bel po’ di caos tra il pubblico, rimbalzando sotto un vocalist urlato tra post metal, doom metal, perfino industrial ed elettronica. Uno show che ha lasciato il pubblico un po’ sulle sue.

Sul palco è toccato poi ai Throwback dalla Bassa Austria. Il gruppo, che suona un mix di hardcore e beatdown, ha partorito nel 2020 il debutto in studio «Value Of Freedom» e, al momento della nostra visita, era a un passo dall’uscita del successore «Vicious Instinct», annunciato per San Silvestro 2021. Data la chiara messa a fuoco stilistica, la band ha mostrato anche un livello di affiatamento nettamente più alto, maggiore coerenza nell’esecuzione del materiale e uno ‘shredding’ compatto e solido delle due chitarre, mentre il pubblico ha ripagato la fatica e la dedizione con il primo vero ‘mosh pit’ della serata.  

Gli Street To The Ocean sono saliti sul palco con una line-up rinnovata. Dei “vecchi gatti del metalcore” in attività dal 2014, con già parecchia strada alle spalle, visto che in carriera hanno diviso il palco, tra gli altri, con Betraying The Martyrs, Motionless In White, Bury Tomorrow e Kingdom Of Giants. Gli occhi erano puntati soprattutto sul nuovo cantante Robby Fernandez, entrato nella band solo pochi giorni prima di questa data viennese. Il cantante storico Daniel Watzinger ha infatti lasciato il gruppo per motivi personali.

Prima dell’esibizione degli Street To The Ocean c’era parecchio scetticismo su come i ragazzi se la sarebbero cavata con un vocalist completamente nuovo, ma la band ha sfoderato fin dall’inizio un’intesa incredibile, spazzando via ogni dubbio. Uno show tecnicamente di altissimo livello, che ha addirittura confermato come il gruppo, con il nuovo vocalist, ci abbia guadagnato in potenza e voltaggio. Già l’opener Taken Liberty, tratta dal primo album «Misguided», ha messo sotto i riflettori l’energico bassista Daniel Sebesta, che ha ‘bombardato’ il pubblico fino alla follia pura. All’implosione della serie di ‘mosh pit’ si sono presto uniti anche gli altri membri della band: Matthias Eder (batteria), Lukas Thaller (chitarra) e Manuel Herold (chitarra).

Questa volta il concerto degli Street to The Ocean è stato speciale sotto ogni punto di vista. Con il nuovo arrivato hanno ritoccato un po’ la setlist e, in più, hanno presentato in anteprima un brano freschissimo. Così nuovo che non hanno fatto in tempo a dargli nemmeno un titolo. Con il penultimo pezzo, Farewell, la band ha portato il pubblico a un tale stato di estasi che, quanto a giri e vortici nei mosh pit, nemmeno la centrifuga di una lavatrice al massimo avrebbe potuto starci dietro. La band ha chiuso un’esibizione entusiasmante sotto ogni aspetto con il brano Heartstab.

Per il gran finale del festival a incoronare il palco ci hanno pensato altri padroni di casa viennesi – i Kill The Lycan. Il gruppo ha iniziato la carriera nel 2010. Fino al 2018, quando la formazione ha trovato la sua stabilità, i Kill The Lycan sono cresciuti fino a diventare una realtà potentissima. Soprattutto sul palco. I Kill the Lycan pescano ispirazione da The Ghost Inside, Architects e Killswitch Engage. I pezzi che scrivono, pur restando dentro il metalcore, sanno offrire anche una bella dose di varietà.

Dal vivo la band è un petardo imprevedibile. Il cantante Chris Breetzi irradia dal palco un’energia così primordiale che con quei movimenti sembra di stare nel bel mezzo di una lezione di yoga. Già da questa posa, o meglio da questi movimenti, capisci al volo che anche sul palco questi qui vivono letteralmente per la loro musica. E questo ‘carburante della vita’ i Kill The Lycan sanno trasmetterlo con grande efficacia anche al pubblico. Le reazioni dalla platea sfioravano già il vero fanatismo. Che è andato crescendo. Pezzo dopo pezzo. Chris e gli altri si vede che fanno questo mestiere da un po’, perché lo portano avanti con una precisione quasi giapponese, un’esibizione studiata nei dettagli e uno show che i presenti non dimenticano facilmente. Come da tradizione dei loro concerti, anche stavolta il cantante si è lanciato in un lungo viaggio per la sala del club, con il pubblico che lo portava in trionfo (‘crowdsurfing’).

Come bis i Kill The Lycan hanno suonato due pezzi acustici. Nemmeno questo momento ha fermato la folla scatenata, venuta in primo luogo a sbracciarsi sul metalcore austriaco. Il pubblico ha mantenuto il coinvolgimento anche in questi frangenti, quando i Kill The Lycan sono passati a note suonate più morbide. Energia da urlo per questo mini festival simpaticissimo. Una serata fedele agli impulsi moderni del metalcore: meglio di così non poteva davvero andare.

Setlist degli Street to the Ocean:
1. Intro
2. Taken Liberty
3. Salvation
4. Misguided
5. Never Again
6. NUOVO BRANO
7. Farewell
8. Heartstab

Autore: Denis Paradiž
Foto: Denis Paradiž
Ringraziamenti: Szene Wien (Markus), Street To The Ocean, Kill The Lycan


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