Rocket Ride
Artista: Edguy
Etichetta: Nuclear Blast
Uscita: 2006
Voto: 4/5
La copertina a fumetti dal sapore “Marvel”, con un giullare di corte perso nelle sconfinate distese dello spazio in sella a un razzo con la dentatura da squalo, accompagnato da una compagna aliena di sesso gentile, esprime un bel coraggio da parte degli Edguy, visto che di norma le copertine dei dischi metal sono tutto fuorché “di natura scherzosa”. Gli Edguy in passato hanno detto chiaro e tondo che gli piace mettere mano agli attrezzi del positivismo, e anche il divertimento fa parte di questo orientamento sempre positivo della band. Gli Edguy creano così una specie di power metal tutto loro, che potremmo battezzare “metal burlone”. A confermarlo, banalmente, è l’uscita di Catch Of The Century. Quel pezzo è una parodia della fatica piccolo-borghese di inseguire lo sfarzo, che nel nuovo millennio ha mandato fuori di testa anche una bella fetta di sloveni e slovene!
“Rocket Ride” non è uno scherzo da quattro soldi. Lo capisci subito dal pezzo d’apertura. Sacrifice, che apre il disco, è una traccia di otto minuti a tempo medio, con un pre-ritornello sognante e il tipico ritornello alla Edguy, dove la voce “dickinsoniana” di Tobias si veste con raffinatezza della pomposità di cori a più armonie, una costante ben nota della band, che anche stavolta resta con noi dall’inizio alla fine. Di solito i brani d’apertura degli album nell’heavy metal sono “casino supersonico a mille all’ora” che dovrebbe subito far venire il terrore ai deboli e riempire le palle ai “true metaller” con la sua furia incandescente! Stavolta gli Edguy non seguono questa linea, e la malinconia e l’eccellente sofisticazione di Sacrifice sono l’esatto opposto. Lo dimostra anche l’apertura della Nuclear Blast verso sfide di questo tipo. Segue la title track, che da questo punto di vista è molto più adatta ad aprire il disco. Il suo riff di base è la classica finta del metal tedesco moderno. In questo spirito gira anche Wasted Time. Insomma, i marchi di fabbrica della band sono quelli standard. Melodia “uber alles”! Gli Edguy sono sempre stati famosi per lo straordinario fiuto del leader, il “wunderkind” Tobias Sammet, nello scrivere arrangiamenti curati fino al cavillo, da cui qualsiasi orecchio sano e sensibile si fa contagiare in un attimo. Fanno parte degli standard Edguy anche Return To The Tribe, Catch Of The Century, Out Of Vogue e Superheroes, uscita anche come singolo EP.
Matrix è, dopo Sacrifice, il secondo picco di ”Rocket Ride” e un altro pezzo a tempo medio. La rende speciale un equilibrio di produzione perfetto, con un tocco artistico di tastiere che nei passaggi di transizione porta l’atmosfera su vette di alta drammaticità. Il pezzo si distingue per versi maturi, scritti sotto l’evidente ispirazione dell’omonima trilogia cinematografica, con un messaggio semplice. Dove trovare la saggezza per sopravvivere nei due mondi in cui viviamo, senza che uno ci dia di volta il cervello. Il primo è l’infelice mondo della “prostituzione per soldi” e il secondo è quello che dovrebbe significare vivere la propria religione personale – vivere sé stessi, cosa che di recente ha capito perfino l’illustrissimo Dr. Janez Drnovšek in persona. Insomma, il mondo della menzogna contro il mondo della verità. Per tutta la vita. The Asylum è il terzo picco del disco, con un’ottima sfumatura malinconica. Descrive il mondo in cui ti rifugi, dove “cuori spezzati ballano dentro sogni spezzati”. Su “Rocket Ride” fa uno stacco niente male anche Save Me, che con un’altra produzione, da Poison anni Ottanta, avrebbe potuto diventare un hit glam metal. Trinidad è invece un’ottima chiusura, perché “Rocket Ride” lo fa letteralmente decollare. Con Trinidad gli Edguy chiudono “Rocket Ride” nello stile del loro metal “burlone”. Vista la verve sudamericana dell’arrangiamento del pezzo, mi gioco la palla sinistra se non c’ha messo lo zampino più del solito l’esperto chitarrista e produttore, ex chitarrista degli Heaven’s Gate, Sascha Paeth. Fucking With Fire (Hair Force One) ha invece già una tale dose di goliardia che gli Edguy l’hanno etichettata come bonus track. Se abbia senso averla messa su “Rocket Ride”, giudicate voi. Evidentemente gli Edguy sono pieni zeppi di idee e non sanno più dove metterle! Insieme a Save Me, Fucking With Fire è un’altra parodia del glam metal tutto trucco e lacca, che una volta faceva strage di teenager americane come se fosse una scommessa.
Tra i momenti più veloci del disco va assolutamente sottolineato lo splendido duello di chitarre a metà di Return To The Tribe. Il primo assolo è particolarmente imponente, perché passa attraverso uno strano effetto wah-wah, con cui la chitarra solista suona come il pianto di un bambino, e subito dopo come il grugnito scoppiettante di un maiale.
Gli Edguy ci offrono ancora una volta un disco fantastico, che si distingue per la compattezza complessiva, perché non c’è proprio un punto debole da trovare. Le melodie sono di nuovo grandi, rifinite, e i riff di chitarra brillano in modo marcato attraverso la pomposità e l’epicità sinfonica degli Edguy. Con “Rocket Ride” gli Edguy dimostrano di essere cresciuti di un altro passo!
Formazione
Tobias Sammet – voce
Dirk Sauer – chitarra
Jens Ludwig – chitarra
Tobias Exxel – basso
Felix Bohnke – batteria
Produzione
Sascha Paeth & Edguy
Tracklist
01. Sacrifice
02. Rocket Ride
03. Wasted Time
04. Matrix
05. Return to the Tribe
06. The Asylum
07. Save Me
08. Catch of the Century
09. Out of Vogue
10. Superheroes
11. Trinidad
12. Fucking with Fire (Hair Force One)*
*….bonus track
Durata dell’album: 60:04