The Duke

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Artista: Jorn
Etichetta: AFM Records
Uscita: 2006
Voto: 3.5/5

Questo cantante eccezionale proprio non conosce la locuzione ”riposo tranquillo”. Sempre sulla breccia, tra Masterplan e progetti come quello più recente in coppia con un altro vocalist di razza, Russel Allen (Symphony X), con cui ha sfornato un disco bellissimo, “The Battle” (2005).

Lande è noto per la sua voce unica e calda, “affumicata dalle sigarette” che potremmo descrivere come un “crossover” tra Coverdale e R.J. Dio. Mette insieme, insomma, un’approssimazione del fascino di Coverdale con gli ammiccamenti di Dio all’occulto. Per questo l’album è vestito di nero. E se a scriverlo sono degli scandinavi, il risultato può essere pericolosamente potenziato. Le chitarre affilano che è un piacere e costruiscono un sound enorme per tutto il disco, sfornando veri riff hard rock ben fatti e imponenti, intrisi di frenesia adrenalinica. Nel disco non mancano abbellimenti chitarristici colorati e assoli espressivi, vivacemente dribblati  da vera scuola scandinava. La sezione ritmica è un cannone. Con Lande suonano musicisti di prim’ordine, membri di Company of Snakes, TNT, Pagan’s Mind e Carnivora (poco dopo la registrazione di “The Duke” si è unito stabilmente a Lande nella band Magus Rosen, peraltro bassista dei “martellatori” Hammerfall) e si sente nella chimica, che è presente in misura sempre maggiore di disco in disco. L’album si apre in modo altamente atmosferico con due pezzi a tempo medio che portano un “groove” affascinante. Con Stormcrow ci arriva un picchiatore di primissima scelta, affilatissimo, che scoppia di tutta l’energia hard rock, mentre The Duke Of Love è un caso tipico, in cui Lande si avvicina nel modo più classico ai Whitesnake di fine anni Ottanta (“late eighties”). Come se Lande avesse esaudito una richiesta, prosegue su questa linea anche nel resto del disco con la ballata d’impatto Burning Chains e parole d’apertura come ad es.: ”pouring rain”, ”carry on”, “fool in love”, “bleeding heartache”, “pain inside my heart” sono parole come se gliele avesse messe in bocca lo stesso Coverdale. 

Dato che le due chitarre amano ricorrere a una ruvidezza da “massive riff”, che in alcuni punti è avvolta in un semitono “doom” stridente alla Sabbath (un ottimo esempio è After The Dying), con un cantato per il resto colorato alla Coverdale, il tutto finisce per suonare come un mix di Black Sabbath “era Dio” e Whitesnake. Ad es. Midnight Madness nel “beat” del pre-ritornello ricorda proprio Holy Diver  (Dio), e il pezzo per giunta è davvero di quelli cattivelli, come lo avrebbe fatto anche Dio (ritornello!!!) e questo con o senza Black Sabbath. Midnight Madness è in pratica la fine del disco, perché dopo arriva una cover dei Thin Lizzy, che porta una bella dose di varietà nel disco e con cui Lande ci ricorda con decisione chi sono stati i pionieri delle armonie a tre voci nel rock. Per chiudere la band propone la title track rivisitata del debutto di Jorn, la splendida Starfire.

Il nuovo disco è hard rock alla Jorn Lande di prim’ordine, il più coerente finora, e conferma quanto già accennato da “Out To Every Nation” (2004), che a tratti ammiccava al prog metal. I paragoni con B.S. e Whitesnake, quanto alle lodi per Jorn, mi smentiscono comunque di nuovo ma chi conosce l’atmosfera dei cupi progressive Beyond Twilight, che Jorn evoca con successo e che pervade le composizioni anche su “The Duke”, ottiene come risultato un hard rock davvero dal suono personale, nato dalla penna di Jorn e dei suoi collaboratori. “The Duke” conferma che Lande ha trovato la ricetta giusta e ha tirato fuori dopo “Out To Every Nation”  un album che stavolta regge dall’inizio alla fine, pieno di melodia, suonato con le palle, fluido da ascoltare e pieno di erotismo hard rock. Incisivo come si deve e ancora più fluido del predecessore!  Lande ha dosato tutto evidentemente nelle dosi giuste e “The Duke”  è proprio un album che non si piega mai! Eppure da Lande ci si può aspettare ancora di più in futuro!

Formazione

Jörn Lande – voce
Jörn Viggo Löfstad – chitarra
Tore Moren – chitarra
Morty Black – basso
Willy Bendiksen – batteria

Stian Kristoffersen – batteria nei brani 3, 7 e 10

Produzione

Jorn Lande & Jörn Viggo Löfstad

Tracklist

1. We Brought The Angels Down
2. Blacksong
3. Stromcrow
4. End Of Time
5. Duke Of Love
6. Burning Chains
7. After The Dying
8. Midnight Madness
9. Are You Ready*
10. Starfire (2005 version)

*…. cover dei Thin Lizzy

Durata dell’album: 44:30

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