RockLine con Milan Krušič (Lene kosti) all’ascolto in anteprima esclusiva di “Penetrator” (2011)
Luogo: Lubiana / Slovenia
Data dell’intervista: 18.11.2011
Vi offriamo un primo assaggio del contenuto del prossimo album in studio dei leggendari fabbri del metal sloveno Lene kosti, di nuovo saldamente in sella, che uscirà nella primavera 2012 e si intitolerà “Penetrator”. Grazie al generoso invito del frontman e motore trainante della band, il cantante Milan Krušič, la redazione di RockLine ha avuto la fortunata occasione di assistere all’ascolto delle prime registrazioni dei brani (in versioni grezze, di lavoro) che comporranno il futuro album in studio “Penetrator”.
Nelle righe che seguono vi raccontiamo le prime sensazioni su cosa sta davvero nascendo tra le pareti del D.Y.Z. Sonic Temple studio a Jesenice, dove si sta limando il materiale per la finalizzazione di “Penetrator”.
Ogni brano è stato commentato prima di tutto da Milan Krušič, che ci ha anche svelato il retroscena dei messaggi nascosti nei testi, e a questo aggiungiamo ovviamente le impressioni della redazione di RockLine, sempre insaziabilmente curiosa. E le prime sensazioni? Promettono di nuovo un sacco di roba….
(Attenzione: l’ordine dei brani del nuovo album è ben lungi dall’essere definitivo!)
1. THIRTEENTH WARRIOR
Milan: L’ispirazione per questo pezzo viene dal film sui Vichinghi “Il 13º guerriero”. Un brano dall’impianto inno.
RockLine: Il brano poggia su un ritmo rotolante a tempo medio-veloce, dettato dalla pedalata del doppio pedale di W.U.K.O., mentre sul riff “alla Pristovnik” si adagiano doppie armonie di chitarra in terze, che regalano quella sensazione di magniloquenza inno da panorami power metal. Per i Lene kosti è un pezzo speciale dell’album.
2. HEAVY ARTILLERY
Milan: Una canzone militare, come dice già il titolo. Ritmo al galoppo e ritornello da inno, fatto apposta per essere cantato in coro e farsi sentire dal pubblico quando verrà suonata dal vivo. Un pezzo con un ritornello che ti si stampa in testa. Riff diretto, pezzo heavy metal diretto.
RockLine: Potenziale favorito del popolo ai concerti. L’apertura militaresca alla batteria si trasforma in un riff classico, sostenuto da un galoppo ritmico e da un ritornello contagioso, che piacerà anche agli amanti della vecchia scuola metal alla Accept. Contagioso, velenoso e forgiato al 100% sotto la direzione dei Lene kosti.
3. DIE YOU BASTARD
Milan: (prima ride) In pratica è un pezzo che ho scritto dopo aver conosciuto quest’anno un paio di tipi davvero marci, che poi ti mandano in fibrillazione la fantasia. Riconoscente o ingrato, come la vuoi prendere. Alle sensazioni delle esperienze amare non puoi proprio sfuggire.
RockLine: Il nuovo Play With Fire?
Milan: Più o meno. Con lo stesso sistema.
RockLine: Uno dei brani più veloci dell’album. Per tutti quelli che si vergognano di sfogare la rabbia a voce alta, Die you Bastard sarà la strada per far baccano oltre ogni limite.
4. DEVIL IN DISGUISE
Milan: L’idea per questa canzone mi è venuta guardando in televisione le imprese di certi “coraggiosissimi” individui che evocano gli spiriti. Era un documentario. E succede che questi spiriti poi si presentano davvero. E quelli che li avevano chiamati non riescono più a liberarsene. L’ho riassunta più o meno così: se ti “diverti” con certa roba, c’è sempre il pericolo di aprire porte che non riuscirai più a chiudere e di sigillarti la vita in un modo molto sfortunato.
RockLine: Uno dei pezzi più velenosi del nuovo disco.
Milan: Se posso dirlo, è in pratica “Uninvited Guest n. II.” (ride)
RockLine: Ritmo che avanza lento, ondeggiante. Riff diretto ma efficacemente rapace, con la vera impronta di Marco, voce di Milan marcatamente malvagia e cupa, cantata sotto la bacchetta della cosmesi pura, e ogni tanto si possono cogliere frecciate con l’energia delle eterne opere magnifiche di King DIamond. Già in partenza questo brano funziona come uno dei potenziali favoriti del prossimo nuovo album della band.
5. SPREAD YOUR LEGS
Milan: È il classico pezzo sulle donne. A modo mio. In questo brano canterà in duetto con me Mat Sinner (voce e basso di Sinner, Primal Fear, n.d.a.). Ci dividiamo le strofe. È un pezzo hard rock “macho”, insomma.
RockLine: Un brano che, in questa versione grezza, mantiene più tradizione con i pezzi dell’album “Do Or Die” rispetto ai tempi nuovi. Chi per caso sentisse la mancanza sul nuovo album di un pezzo di giurisdizione tipo Russian Girl, può stare tranquillo.
6. LET’S ROCK
Milan: Uno dei pezzi più semplici. Per i rocker. Con una melodia semplice che unirà il pubblico sotto il palco nel cantare i versi: “Let’s rock, let’s roll,…”
RockLine: Insieme a Spread Your Legs, l’altro brano che mantiene più somiglianze con i pezzi del precedente album in studio dei Lene kosti, “Do Or Die”. Richiamate alla memoria un pezzo tipo Rock Power e avrete un’idea approssimativa di come stanno le cose.
7. PENETRATOR
Milan: Questo è un pezzo alla Motorhead. Per questo brano metterà il suo assolo il chitarrista tedesco Manni Schmidt (ex-Rage, ex-Grave Digger, n.d.a.). Tagliato a colpi di due “bass drum”. Qui si sente l’influenza dei Motorhead su di me come musicista.
RockLine: Di nuovo uno dei brani più veloci dell’album, con un’ottima intesa tra strofa e ritornello. Per un testo succoso e estremamente “penetrante” è garantito. Un vero unicum al 100% della scuola metal dei Lene kosti.
8. REFUSE TO DIE
Milan: Un brano che nei versi dice che, non importa quanto in basso cadi nella vita e quando ti va tutto storto, devi tener duro e continuare a lottare. Non devi mollare. C’è sempre un paio di teste di rapa che ti tengono giù, ma non devi arrenderti. Quello che non ti uccide, al massimo rafforza l’uomo e la sua volontà.
RockLine: Un altro pezzo della serie dei tipici demolitori dei Lene kosti, durante il quale i fulmini volano a ripetizione.
9. TEARS OF SADNESS
Milan: Un brano dedicato a mia madre, scomparsa. Sentivo di dovermi dedicare una canzone, ed è nata questa ballad.
RockLine: Il momento del nuovo album in cui la chitarra acustica passa in primo piano. Un’atmosfera che cresce graduale e ondulata attraverso la strofa e il pre-ritornello fino al ritornello. Senza dubbio una canzone speciale del prossimo nuovo album. Senza dubbio qualcosa per gli amanti dei classici tipo Beyond The Realms Of Death (Judas Priest).
10. THE CAGE
Milan: Un brano dedicato a mio figlio Lemmy. Parla dei “fighter” della WMF. È pensato come pezzo d’ingresso sul ring. Veloce, trascinato dalle bordate del doppio pedale e con un ritornello contagioso.
RockLine: Un brano che funziona in modo straordinariamente riuscito nell’accoppiata strofa-ritornello. Uno dei pezzi più aggressivi e veloci dell’album, con un’ottima combinazione di riff incisivo e ritmica. Senza cedimenti né tentennamenti, una vera marcia satanica, come solo i Lene kosti sanno forgiarla!
Un grazie sincero a Milan Krušič (e ai Lene kosti), che ha reso possibile la nascita di questo articolo per RockLine!
fotografia pubblicata con il permesso esclusivo della band Lene kosti (archivio fotografico ufficiale della band Lene kosti)
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