Sabaium parlano del nuovo album Connection Lost (2011)

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Lubiana
Data dell’intervista: 19.02.2011

I Sabaium, band della Stiria, possono vantare lo status di una delle metal band in attività da più tempo senza interruzioni in Slovenia: sono in giro dal 1994 (allora ancora come Catacomb). Nella loro carriera hanno pubblicato quattro album in studio, in cui mescolano (melodic) death metal con influenze gothic metal, e l’ultimo, Connection Lost, è uscito da poco. Nella band è tornato dopo una lunga assenza anche Milko Kraner, membro storico e fondatore. Della nascita del nuovo disco e di qualche altra cosa abbiamo chiacchierato con David Kupčič (chitarra) e Milko (voce).

RockLine: Avete pubblicato da poco il nuovo album, Connection Lost, e nella band è tornato dopo una lunga assenza Milko, portandosi dietro un bel po’ di energia creativa.
Milko: Sì, ci siamo ritrovati, nel frattempo io suonavo in un’altra band. Siamo rimasti amici, e poi è saltata fuori la voglia di dare alla musica dei Sabaium una nuova energia, con un approccio diverso e voci pulite. Bastato un drink e il gioco era fatto.

RockLine: E i pezzi del disco erano già nati prima che tornassi nella band?
Milko: Sì, in sostanza sì, con l’eccezione forse di un paio di pezzi. La base grezza di due brani esisteva già da prima, e nell’album ora ci sono in versione aggiornata.
David: Nel periodo in cui ci eravamo separati erano nati dei primi abbozzi di pezzi. L’album andava riempito e ci siamo detti: perché non usare il vecchio materiale su cui avevamo lavorato insieme? Abbiamo provato a suonarlo per vedere se si poteva aggiornare, rinfrescare, aggiungere qualche riff nuovo, e così è venuto fuori il tutto.
Milko: David ha scritto i testi, io ho messo le linee vocali sulle parti strumentali.

RockLine: Come si colloca questo disco nella discografia dei Sabaium, se lo confrontate con i lavori precedenti?
Milko: È un po’ diverso.
David: Se guardi tutti e quattro gli album, i primi due sono simili a livello di stile, seguono lo stesso filo. Poi ci siamo separati con Milko e il terzo disco è andato più verso il death metal. Il materiale lo abbiamo sempre scritto, anche senza Milko, e ora che è tornato è nato una specie di ibrido dei primi tre dischi.
Milko: A livello strumentale questo album è più veloce, probabilmente più di quanto sarebbe stato se avessi partecipato fin dall’inizio. Io ho portato di più sul fronte della melodia. Già dai primi due dischi si vede che sono più un tipo da cose orecchiabili e melodiche.

RockLine: Più verso il gothic?
Milko: Sì, di più, sì.

RockLine: Anche la tua voce dà alla base del death metal melodico un tocco di gothic, a me ricorda per esempio i Paradise Lost del periodo di mezzo.
Milko: Sì, li ascoltiamo da sempre e di sicuro hanno una certa influenza sulla nostra musica.
David: Sono una delle nostre band preferite e uno dei nostri più grandi modelli. Non abbiamo mai copiato nessuno, ma di sicuro si sentono le influenze della musica che ascoltiamo.

RockLine: Come forma, suono e produzione il nuovo disco è un grande salto di qualità rispetto ai lavori precedenti. Soprattutto per la produzione, di cui si è occupato Dalija negli studi dB Recordings.
Milko: Sì, sono d’accordo.
David: Sì, quello era lo scopo. Ad essere sinceri, è un po’ che facciamo musica, anche se da appassionati, ma questo è il destino della nostra scena. Però penso che dopo tanti anni di attività non potremmo nemmeno permetterci un prodotto fatto a metà. Insomma, qualcosa ormai la sappiamo fare, e se ci fossimo messi al lavoro in modo approssimativo avremmo potuto rovinare tutto il quadro.

RockLine: Una certa influenza e un po’ di freschezza l’avrà portata nella band anche Jure (Vandur, chitarra, nota dell’autore)?
David: Sì, assolutamente. Per età è il più giovane della band e, vista la sua età, ascolta anche questo tipo di musica: è un fan della scena di Göteborg del death metal melodico. Di sicuro ha contribuito parecchio.

RockLine: E come scrivete i pezzi? Partite dai riff, dai testi?
Milko: Più dalla parte strumentale, sì. I testi poi li prende in mano David.
David: Sì, finora ha funzionato così: prima scrivevamo le parti strumentali. Però stiamo pensando di cambiare approccio in futuro, per non aspettare così tanto che sia completo tutto l’impianto strumentale, ma provare già prima ad aggiungere riff dopo riff e linee vocali. Ci siamo già trovati, per esempio, nella situazione in cui noi strumentisti avevamo scritto delle parti che ci sembravano ottime, e poi con la voce non c’era verso di farle andare insieme.
Milko: Le clean vocals comunque hanno bisogno di una base strumentale più variegata, quindi in futuro dovremo coordinarci ancora parecchio su questo fronte.

RockLine: Già in questo disco si sente però che avete trovato il giusto equilibrio tra growl, voci pulite e base strumentale.
Milko: Sì, la base era questa: ho detto che non volevo starmene sul palco senza far niente, ma che avrei cantato in ogni pezzo (risate). Poi ho cercato le parti in cui si potevano fare delle buone voci pulite.
David: Detto francamente, il risultato è venuto molto bene. Avevamo già più o meno tutti i pezzi fatti a livello strumentale e non avevamo idea di cosa ne sarebbe stato delle voci. Abbiamo iniziato a parlare del fatto che Milko sarebbe tornato, che non ci sarebbe stato solo il growl, che può diventare anche molto piatto. Per la maggior parte del tempo, anche quando eravamo già in studio, noi altri membri non sapevamo tutto. Il tempo ci metteva un po’ fretta, e Jure e Milko hanno lavorato parecchio per conto loro, così noi altri abbiamo sentito la forma finale solo in studio, durante il missaggio dell’album.

RockLine: Quanta influenza ha avuto Dali sul suono e sull’aspetto del disco, visto che è uno dei migliori produttori metal da noi?
David: Di sicuro è responsabile di parecchie finezze e nell’album ci sono sicuramente anche alcune sue idee, qualcosa l’abbiamo anche cambiato. Molte cose per quanto riguarda le chitarre le abbiamo cambiate insieme. Anch’io ho dovuto lasciar perdere qualche mia parte perché lui proponeva altro, e su suo suggerimento è nata da zero. Io sono molto contento del risultato e della collaborazione con Dali.

RockLine: Quindi resterete con lui anche in futuro?
David: Sì, se registreremo ancora qualcosa, sicuramente. Penso che da noi per la musica metal non ci siano quasi alternative.

RockLine: Gran parte dell’atmosfera dell’album la portano proprio le tastiere, che secondo me sono inserite molto meglio nella musica rispetto a prima.
David: Sì, si può dire così. Questa sensazione però nasce dalla combinazione delle voci, penso che sarebbe diversa con il solo growl. I synth secondo me stanno molto meglio con le voci pulite. Anche da Dali sono arrivate un paio di idee, soprattutto per le armonie e roba simile.

RockLine: I testi sono di tua competenza, David?
David: Sì, i testi devo scriverli per lo più io e sono condannato a farlo (risate).

RockLine: In Connection Lost c’è una sorta di tema comune nei testi: l’umanità ha perso il contatto con se stessa?
David: Sì, lo vedi ogni giorno al telegiornale. Avidità, omicidi, tutto per i soldi e il tornaconto materiale. Il prossimo non conta, l’amicizia non conta, tutto si vende per soldi. Guardi un attimo il telegiornale e hai già il tema. A me come stile si addicono di più i temi cupi, cose che mi pesano sull’anima. Non canteremo d’amore… be’, magari anche sì, ma in modo cupo.

RockLine: I testi sono ormai da un po’ interamente in inglese. In futuro dobbiamo aspettarci ancora qualche esperimento in sloveno come fu Tiha pesem?
David: Penso di sì.
Milko: All’epoca ci era sembrato interessante, visto che nel metal non c’era quasi niente del genere.
David: Sicuro, il punto non è vergognarsi della lingua slovena. Però devo ammettere che personalmente faccio più fatica a scrivere un bel testo in sloveno.
Milko: Anche se, se senti Jan adesso (risate) (alla radio era appena partito un pezzo del latin lover Jan Plestenjak, nota dell’autore)

RockLine: Anche sul palco la formazione è cambiata un po’. Gran parte dei growl li ha presi Jure, e tu Milko ora fai le parti pulite. Avete già suonato in questa formazione?
Milko: Sì sì, l’abbiamo fatto. Funziona, funziona. Le parti più vecchie, quelle incazzate, le prende ancora David, ma per il resto penso che funzioni molto bene.

RockLine: Si prospetta anche un tour così ampio come quello con gli Interceptor?
David: Sì, lo speriamo. Ci è mancato un po’ il fiato: abbiamo messo un sacco di energia nel far uscire l’album, nel curare la copertina, e con tutto questo coordinamento non ne è rimasta per organizzare altri concerti. Però penso che ci arriveremo piano piano.

RockLine: Se non sbaglio avete in programma anche di girare un videoclip?
David: Sì, l’abbiamo già girato, stiamo ancora discutendo di aggiungere qualche extra. Ci stiamo lavorando proprio adesso.

RockLine: Chi ha curato la regia?
David: In pratica abbiamo girato con un amico.
Milko: Super low-budget. Vedremo cosa ne esce. Il materiale però va ancora rifinito.
David: Penso che andremo sul classico, YouTube, Facebook, che oggi è il modo migliore di promozione. Se il videoclip lo prende anche qualche tv, ottimo, altrimenti pazienza.

RockLine: Quali sono i piani per il futuro prossimo?
Milko: Quest’anno sicuramente un paio di concerti, ma non così tanti da suonare di continuo.
David: Abbiamo il lavoro e così non si può. Non siamo più dei ragazzini che vanno a scuola e marinano le lezioni. Abbiamo lavori seri e alcuni anche famiglia. Questo è ancora il nostro hobby, ci divertiamo da puri appassionati.
Milko: Vorremmo solo un concerto o due al mese.
David: Per noi è anche un modo per stare insieme. Non stiamo a bere all’osteria, ma ci vediamo alle prove.
Milko: Per il futuro spero che arrivino le idee e che poi parta un nuovo ciclo.
David: Sì, alla fine siamo ancora qui insieme da un bel po’, dal 1993, 1994.

RockLine: Sarà interessante sentire anche il materiale che nascerà da zero con Milko?
David: Sì, sicuro. Per questo prima ho detto che bisogna cambiare approccio. Che ci si coinvolga tutti fin dall’inizio, che non ci sia già, per esempio, la parte di chitarra bella e pronta.
Milko: Sì, così sarà più facile lavorare anche sulle voci.
David: Penso che vada sfruttato, il potenziale c’è.
Milko: In futuro sarà un po’ più melodico, ma sempre energico.
David: Noi comunque insisteremo. Conta molto anche il fatto che siamo amici, perché ci vediamo anche nel tempo libero. Non siamo dei musicisti professionisti che si vedono per un’ora di prove a timbrare il cartellino.

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